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martedì 7 settembre 2010

245 - RILEVANTI PERDITE ECONOMICHE

L'economia nazionale ha subito perdite approssimativamente di 200 milioni di quetzales giornalieri, a causa dei molteplici crolli nelle strade verso il Pacifico e la strada Interamericana, che hanno paralizzato il transito delle merci, secondo quanto hanno detto ieri gli imprenditori dei settori del trasporto, commercio, esportazione ed industria.
Héctor Fajardo, vicepresidente della Federazione degli Autotrasportatori Centroamericani (Fetransca), ha informato che lungo le rotte verso il Pacifico ed Interamericana sono bloccati almeno 400 camion, e ciò rappresenta una perdita giornaliera di 96 milioni di quetzales.
"Per il momento, il commercio col Messico è paralizzato lungo le due rotte con il Guatemala", affermò.
Da venerdì scorso non c'è passaggio di veicoli attraverso la frontiera col Messico, a causa dei danni al ponte San Francisco, al km. 126,5 di Suchitepéquez, e sabato una serie di crolli ha bloccato la via Interamericana, che era la strada alternativa.
La valutazione di Fetransca si basa sul fatto che ogni camion trasporta merce per un importo stimato di US$ 30.000 e le destinazioni sono Messico, Guatemala ed America Centrale.
Fajardo ha spiegato che si registrano già perdite nei prodotti deperibili, che sono bloccati in entrambi i tratti, come banano, banana, ortaggi, frutta e verdure.
Inoltre vi sono ritardi nella consegna di materie prime alle industrie, generi commestibili, forniture per negozi di alimentari, ferro, medicine e combustibili, tra altre merci.
Milton Mendoza, presidente della Corporazione del Trasporto Extraurbano Passeggeri, ha spiegato che le perdite per questo settore raggiungono i 10 milioni di quetzales giornalieri. "Il 95 percento delle unità non è riuscito a lavorare, a causa dei crolli", ha commentato.
Colpito il commercio
Jorge Briz, presidente della Camera di Commercio, ha informato che l'impatto in questo settore supera i 100 milioni di quetzales giornalieri, che includono 50 milioni per l'attività commerciale ed un cifra uguale per i commerci che si sono interrotti, ed anche per aumenti di costo dovuti al trasporto di merci di esportazione ed importazione, pagamenti extra a compagnie di navigazione, in combustibile, stipendi e multe per inadempimento di contratti di consegna.
Tulio García, della Commissione Agricola dell'Associazione Guatemalteca degli Esportatori, ha indicato che ogni settimana si vendono vegetali per US$5 milioni, ma nell'ultima settimana solo è stato possibile esportare per solo US$2 milioni.
Juan Carlos Paiz, coordinatore generale di Investimento e Competitività del Guatemala, affermò che questi blocchi determinano un costo addizionale nel trasporto di merci, passeggeri e prodotti, equivalente al 26%, per il mercato interno e dell’esportazione.
Carlos Amador, presidente del Comitato Coordinatore di Associazioni Agricole, Commerciali, Industriali e Finanziarie, ha segnalato che, se si mantiene il blocco delle vie, ci sarà scarsità a partire da giovedì prossimo per il settore produttivo ed i consumatori.
"Un paio di giorni più e cominceremo già ad avere gravi problemi, se continua così la situazione", puntualizzò il dirigente.
Prensa Libre 07/09/2010