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mercoledì 4 agosto 2010

218 - SIPACAPA CINQUE ANNI DOPO - 1 –

La giornalista indipendente Tracy Barnett ha visitato San Marcos per una settimana nel giugno 2010. Per il suo "Portale di Notizie Verdi per le Americhe", chiamato "Il Progetto Speranza", ha scritto vari articoli sul tema delle miniere e della resistenza, ne presentiamo uno. In questo articolo si tratta del quinto anniversario della consultazione comunitaria in Sipakapa e dell'accettazione da parte della municipalità di 8 milioni di quetzales, provenienti dell'impresa minerario Montana Exploradora (Goldcorp).
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SIPACAPA, Guatemala - Per molti guatemaltechi, il nome di questo paese si è convertito in un simbolo della resistenza indigena per trasformare le operazioni di settore minerario, che ha stravolto queste terre negli anni recenti. La settimana scorsa, nel quinto anniversario dell'avvenimento che mise in moto la resistenza, centinaia di persone si sono unite per celebrare, ma l'ambiente non era proprio delle celebrazioni.
Cinque anni fa, il 18 giugno 2005, gli abitanti di questo municipio rurale, portarono a termine una serie di consultazioni cittadine, o plebisciti, nei quali fu quasi unanime il rifiuto alla presenza di imprese minerarie internazionali. I residenti di questa comunità, nella sua maggioranza maya, hanno appena saputo che il governo ha venduto tutti i diritti minerari dove essi vivono, garantendo centinaia di concessioni minerarie a corporazioni internazionali, in questo decennio, dopo gli accordi di pace, senza avere almeno consultato le comunità.
Queste consultazioni, che costituiscono la base in ogni forma di partecipazione democratica per la gente indigena in tutto il mondo, sono richieste dalla legge internazionale, ma il governo del Guatemala preferisce non rispettare la legge. Cosicché la gente ha preferito realizzare la propria consultazione e la sua iniziativa ispirò un movimento. Sipacapa fu il titolo di un documentario che celebrava la vittoria: "Sipacapa non si vende”.
Crescendo come una fiamma che si estende lungo le colline ed ora, circa 600.000 persone hanno votato "No" alle operazioni minerarie o alle altre attività di multinazionali nelle loro terre. Il governo ha risposto dichiarando che le consultazioni non sono vincolanti, ma il movimento continua a crescere ed è stato internazionalmente riconosciuto.
Esistono molte ragioni per celebrare questo anniversario, dopo cinque anni di lotta, le voci degli indigeni guatemaltechi sono ascoltate nel mondo. La Commissione Interamericana per i Diritti umani ha appena raccomandato che le operazioni nella miniera siano sospese in attesa di nuovi studi, basandosi su un'investigazione dell'Università di Michigan che rivela elevati livelli di agenti inquinanti nei fiumi e nel sangue degli abitanti residenti vicino alla zona. Ultimamente, il relatore speciale delle Nazioni Unite, James Anaya, forse l'autorità più alta rispetto ai diritti umani degli indigeni, sta visitando la regione, ascoltando le preoccupazioni della gente e mostrando il suo appoggio.
Ma nel giorno dell'anniversario, sono stati visti un mare di volti scuri riunirsi nel Municipio, mentre i funzionari spiegavano perché avevano accettato gli otto milioni di quetzales, equivalenti a circa $980.000 dollari americani, dalla Montana Exploradora, la sussidiaria della compagnia mineraria multinazionale Goldcorp.
L'ubicazione accanto all'altamente produttiva Miniera Marlín e la popolazione notoriamente indigena hanno fatto di Sipacapa un obiettivo logico per il futuro investimento di Goldcorp, cosicché non fu sorpresa quando la compagnia offrì denaro ai funzionari per lo sviluppo di progetti, "senza vincoli"; tuttavia, fino ad ora, essi hanno resistito.
Con la tradizionale forma di governo praticata in questo e nella maggioranza delle comunità indigene, i leader non sono autorizzati a prendere decisioni importanti senza prima fare riunioni con gli abitanti, cioè democrazia pura. In Sipacapa, alcuni affermarono che questo non è successo.
COPAE 8/07/2010