venerdì 17 dicembre 2010
348 - CAPTURA EN CASO VÍCTOR GÁLVEZ
El 24 de Octubre del año 2009 sobre las 14:30 horas fue asesinado a tiros en el municipio de Malacatán, departamento de San Marcos, el señor Víctor Miguel Gálvez Pérez.
El señor Víctor Gálvez fue un líder sindical de la zona sur del departamento de San Marcos que se destacó por su actividad en la disputa que mantienen algunos grupos de población sobre la energía eléctrica.
El miércoles 17 de Noviembre 2010 a requerimiento de la Unidad Especial de Fiscalía adscrita a la CICIG se procedió a la detención por parte de miembros de la Policía Nacional Civil de una persona de sexo masculino, sospechosa de ser autor material de la muerte de Víctor Gálvez.
El detenido fue puesto a disposición del Juzgado Primero de Primera Instancia Penal, Narcoactividad y Delitos contra el Ambiente, el cual dictó auto de prisión preventiva para el sindicado.
La investigación sigue abierta para averiguar otros posibles responsables respecto del asesinato.
Guatemala, noviembre 19 de 2010.
Comunicado de Prensa 27, Cicig
mercoledì 15 dicembre 2010
347 - VIOLENZA: DA GENNAIO A NOVEMBRE SI REGISTRARONO 2.953 MORTI
Il Gruppo di Appoggio Mutuo (GAM) del Guatemala divulgò il giorno 8 dicembre una relazione sulla situazione dei diritti umani e gli atti di violenza che sono avvenuti nel paese. Lo studio ha analizzato il periodo da gennaio a novembre di questo anno e ha constatato che l'ultimo trimestre è stato il più violento.
"Novembre si conclude ed è uno tra i mesi più violenti dell'anno 2010, essendo l’ultimo trimestre quello che ha registrato il maggiore numero di morti nell'anno. Il numero di estorsioni, linciaggi e violenza contro bambini e bambine è aumentato in relazione all'anno anteriore", si specifica nel rapporto.
La relazione stabilisce che, nonostante la leggera diminuzione della violenza in relazione all'anno 2009, la popolazione continua a temere di essere vittima di qualunque tipo di atto di vandalismo. L'attuazione del governo in materia di sicurezza è stata valutata come "estemporanea."
Per il GAM, la violenza durante l'anno 2010 è stata differente da quella degli anni precedenti, per avere presentato caratteristiche psicologiche. Il Gruppo racconta che la maniera in cui sono avvenute le morti ha visto maggior spargimento di sangue che in altri anni. La relazione osserva che, nonostante la riduzione di morti violente, la quantità di persone ferite è aumentata, facendo sì che gli alti indici di delinquenza esistenti nel paese continuano essendo gli stessi.
In totale - da gennaio a novembre - si registrarono 2.953 morti. Di questi, 2.507 vittime erano maschi, 391 donne, e 55 bambine e bambini, con una crescente violenza nei confronti dei minori di età.
Il GAM ha sottolineato l'aumento della violenza durante il mese di ottobre, identificando una ripresa dei massacri, che avvenivano solo durante il conflitto armato interno. I massacri sono stati più frequenti nella regione centrale della capitale, in novembre, con la maggiore quantità di vittime in Chiquimula.
I municipi che occupano le prime cinque posizioni, nel ranking dei più violenti, sono la capitale Città del Guatemala, Mixco, Villa Nueva, Villa Canales e San Miguel Petapa. D'altra parte, le città più sicure, secondo dati della Relazione, sono San Raimundo e San Pedro Sacatepéquez.
Sulle modalità della violenza, la relazione sottolinea una crescita nel numero di estorsioni, negli ultimi tre anni, con più di 9.000 casi. Si è osservato anche che i commercianti, tra i professionisti, sono stati i più vulnerabili alla violenza nel mese di novembre, e che gli autisti del trasporto pubblico, nell'analisi di tutti i mesi, sono quelli che corrono più rischi.
Per il GAM, i casi di linciaggio sono frutto della mancanza di controllo e riflettono la disperazione della popolazione. Solo in novembre sono avvenuti 195 linciaggi, dei quali 37 hanno causato la morte delle vittime. "È notorio il poco rispetto che si sono guadagnate le autorità – in modo particolare la PNC, che è tra i principali attori per gestire l'ordine - permettendo e perfino partecipando in alcune occasioni a questi atti arbitrari, contrari all'ordine", analizza.
Secondo la relazione, le donne rappresentano la parte della società che vede maggiormente violati i propri diritti ed anche il mese di novembre è stato uno dei più violenti per esse. Per il GAM, esiste un fallimento da parte dell'Organismo Giudiziale e del Ministero Pubblico in materia di sentenze nei casi di violenza contro le donne.
Per quel motivo, il Gruppo insiste nella richiesta di creazione di spazi di educazione per le donne sulle tematiche giuridiche. Il GAM sottolinea anche che è necessario educare gli uomini affinché si raggiunga il rispetto la dignità ed integrità delle donne.
Si spera che la situazione migliori nel paese con l'elezione di nuovi procuratori generali e del Capo del Ministero Pubblico e con la creazione e la riforma di leggi che combattano il crimine organizzato.
Adital, 08/12/2010
"Novembre si conclude ed è uno tra i mesi più violenti dell'anno 2010, essendo l’ultimo trimestre quello che ha registrato il maggiore numero di morti nell'anno. Il numero di estorsioni, linciaggi e violenza contro bambini e bambine è aumentato in relazione all'anno anteriore", si specifica nel rapporto.
La relazione stabilisce che, nonostante la leggera diminuzione della violenza in relazione all'anno 2009, la popolazione continua a temere di essere vittima di qualunque tipo di atto di vandalismo. L'attuazione del governo in materia di sicurezza è stata valutata come "estemporanea."
Per il GAM, la violenza durante l'anno 2010 è stata differente da quella degli anni precedenti, per avere presentato caratteristiche psicologiche. Il Gruppo racconta che la maniera in cui sono avvenute le morti ha visto maggior spargimento di sangue che in altri anni. La relazione osserva che, nonostante la riduzione di morti violente, la quantità di persone ferite è aumentata, facendo sì che gli alti indici di delinquenza esistenti nel paese continuano essendo gli stessi.
In totale - da gennaio a novembre - si registrarono 2.953 morti. Di questi, 2.507 vittime erano maschi, 391 donne, e 55 bambine e bambini, con una crescente violenza nei confronti dei minori di età.
Il GAM ha sottolineato l'aumento della violenza durante il mese di ottobre, identificando una ripresa dei massacri, che avvenivano solo durante il conflitto armato interno. I massacri sono stati più frequenti nella regione centrale della capitale, in novembre, con la maggiore quantità di vittime in Chiquimula.
I municipi che occupano le prime cinque posizioni, nel ranking dei più violenti, sono la capitale Città del Guatemala, Mixco, Villa Nueva, Villa Canales e San Miguel Petapa. D'altra parte, le città più sicure, secondo dati della Relazione, sono San Raimundo e San Pedro Sacatepéquez.
Sulle modalità della violenza, la relazione sottolinea una crescita nel numero di estorsioni, negli ultimi tre anni, con più di 9.000 casi. Si è osservato anche che i commercianti, tra i professionisti, sono stati i più vulnerabili alla violenza nel mese di novembre, e che gli autisti del trasporto pubblico, nell'analisi di tutti i mesi, sono quelli che corrono più rischi.
Per il GAM, i casi di linciaggio sono frutto della mancanza di controllo e riflettono la disperazione della popolazione. Solo in novembre sono avvenuti 195 linciaggi, dei quali 37 hanno causato la morte delle vittime. "È notorio il poco rispetto che si sono guadagnate le autorità – in modo particolare la PNC, che è tra i principali attori per gestire l'ordine - permettendo e perfino partecipando in alcune occasioni a questi atti arbitrari, contrari all'ordine", analizza.
Secondo la relazione, le donne rappresentano la parte della società che vede maggiormente violati i propri diritti ed anche il mese di novembre è stato uno dei più violenti per esse. Per il GAM, esiste un fallimento da parte dell'Organismo Giudiziale e del Ministero Pubblico in materia di sentenze nei casi di violenza contro le donne.
Per quel motivo, il Gruppo insiste nella richiesta di creazione di spazi di educazione per le donne sulle tematiche giuridiche. Il GAM sottolinea anche che è necessario educare gli uomini affinché si raggiunga il rispetto la dignità ed integrità delle donne.
Si spera che la situazione migliori nel paese con l'elezione di nuovi procuratori generali e del Capo del Ministero Pubblico e con la creazione e la riforma di leggi che combattano il crimine organizzato.
Adital, 08/12/2010
346 - VIOLENCIA: DESDE ENERO A NOVIEMBRE SE REGISTRARON 2.953 MUERTES
El Grupo de Apoyo Mutuo (GAM) de Guatemala divulgó hoy (8) un informe sobre la situación de los derechos humanos y los actos de violencia que ocurrieron en el país. El estudio analizó el período de enero a noviembre de este año y constató que el último trimestre fue el más violento.
"Noviembre culmina estando dentro de los meses más violentos del año 2010, siendo el trimestre último el que mayor número de muertes que se ha reportado en el año. El número de extorsiones, linchamientos y violencia en contra de niños y niñas se ha incrementado en relación con el año anterior", se detalla.
El informe analiza que, a pesar de la ligera declinación de la violencia en relación con el año 2009, la población continúa sintiendo miedo de ser víctima de cualquier tipo de acto de vandalismo. La actuación del gobierno en materia de seguridad fue evaluada como "improvisada".
Para el GAM, la violencia durante el año 2010 fue diferente a la de los años anteriores por haber presentado características psicológicas. El Grupo relata que la manera con que las muertes ocurrieron fue más sangrienta que en otros años. El informe observa que a pesar de la reducción de muertes violentas, la cantidad de personas heridas aumentó, haciendo que se concluya que los altos índices de delincuencia existentes en el país continúan siendo los mismos.
En total -de enero a noviembre- se registraron 2.953 muertes. De este total, 2.507 víctimas eran del sexo masculino, contra 391 mujeres. Las niñas y niños sumaron 55 víctimas, indicando una creciente violencia contra menores de edad.
El GAM notó el aumento de la violencia durante el mes de octubre, identificando el resurgimiento de la masacre, que sólo ocurría durante el conflicto armado interno. Las masacres fueron más frecuentes en la región central de la capital, en noviembre, registrando la mayor cantidad de víctimas en Chiquimula.
Los municipios que ocupan las primeras cinco posiciones, en el ranking de los más violentos son la capital, ciudad de Guatemala, Mixco, Villa Nueva, Villa Canales y San Miguel Petapa. Por otro lado, las ciudades más seguras, según datos del Informe, son San Raimundo y San Pedro Sacatepéquez.
Sobre las modalidades violentas, el informe destaca un crecimiento en el número de extorsiones, en los últimos tres años, con más de 9 mil casos. SE observó también que los comerciantes, entre los profesionales, fueron los más vulnerables a la violencia en el mes de noviembre, y que los conductores de transporte colectivo, en el análisis de todos los meses, son los que corren más riesgos.
Para el GAM, los casos de linchamientos son fruto de la falta de control y reflejan la desesperación de la población. Sólo en noviembre ocurrieron 195 linchamientos, de los cuales 37 de estos terminaron con la muerte de las víctimas. "Es notorio el poco respeto que se han ganado las autoridades -específicamente la PNC, quienes son los principales actores para proponer el orden- al permitir e incluso participar en algunas ocasiones en estos actos arbitrarios, contrarios a poner el orden", analiza.
De acuerdo con el informe, las mujeres representan la parte de la sociedad que más tienen sus derechos violados y el mes de noviembre también fue uno de los más violentos para ellas. Para el GAM, existe un fracaso por parte del Organismo Judicial y del Ministerio Público en materia de juzgamientos de los casos de violencia contra las mujeres.
Por eso, el Grupo insiste en el pedido de creación de espacios de educación para las mujeres en aspectos jurídicos. La entidad también resalta que es necesario reeducar a los hombres para que se alcance el respeto a la dignidad e integridad de las mujeres.
A expectativa es que la situación mejore en el país con la elección de nuevos Fiscales Generales y Jefe del Ministerio Público y con la creación y reforma de leyes que combatan a actuación del crimen organizado.
Adital, 8/12/2010
"Noviembre culmina estando dentro de los meses más violentos del año 2010, siendo el trimestre último el que mayor número de muertes que se ha reportado en el año. El número de extorsiones, linchamientos y violencia en contra de niños y niñas se ha incrementado en relación con el año anterior", se detalla.
El informe analiza que, a pesar de la ligera declinación de la violencia en relación con el año 2009, la población continúa sintiendo miedo de ser víctima de cualquier tipo de acto de vandalismo. La actuación del gobierno en materia de seguridad fue evaluada como "improvisada".
Para el GAM, la violencia durante el año 2010 fue diferente a la de los años anteriores por haber presentado características psicológicas. El Grupo relata que la manera con que las muertes ocurrieron fue más sangrienta que en otros años. El informe observa que a pesar de la reducción de muertes violentas, la cantidad de personas heridas aumentó, haciendo que se concluya que los altos índices de delincuencia existentes en el país continúan siendo los mismos.
En total -de enero a noviembre- se registraron 2.953 muertes. De este total, 2.507 víctimas eran del sexo masculino, contra 391 mujeres. Las niñas y niños sumaron 55 víctimas, indicando una creciente violencia contra menores de edad.
El GAM notó el aumento de la violencia durante el mes de octubre, identificando el resurgimiento de la masacre, que sólo ocurría durante el conflicto armado interno. Las masacres fueron más frecuentes en la región central de la capital, en noviembre, registrando la mayor cantidad de víctimas en Chiquimula.
Los municipios que ocupan las primeras cinco posiciones, en el ranking de los más violentos son la capital, ciudad de Guatemala, Mixco, Villa Nueva, Villa Canales y San Miguel Petapa. Por otro lado, las ciudades más seguras, según datos del Informe, son San Raimundo y San Pedro Sacatepéquez.
Sobre las modalidades violentas, el informe destaca un crecimiento en el número de extorsiones, en los últimos tres años, con más de 9 mil casos. SE observó también que los comerciantes, entre los profesionales, fueron los más vulnerables a la violencia en el mes de noviembre, y que los conductores de transporte colectivo, en el análisis de todos los meses, son los que corren más riesgos.
Para el GAM, los casos de linchamientos son fruto de la falta de control y reflejan la desesperación de la población. Sólo en noviembre ocurrieron 195 linchamientos, de los cuales 37 de estos terminaron con la muerte de las víctimas. "Es notorio el poco respeto que se han ganado las autoridades -específicamente la PNC, quienes son los principales actores para proponer el orden- al permitir e incluso participar en algunas ocasiones en estos actos arbitrarios, contrarios a poner el orden", analiza.
De acuerdo con el informe, las mujeres representan la parte de la sociedad que más tienen sus derechos violados y el mes de noviembre también fue uno de los más violentos para ellas. Para el GAM, existe un fracaso por parte del Organismo Judicial y del Ministerio Público en materia de juzgamientos de los casos de violencia contra las mujeres.
Por eso, el Grupo insiste en el pedido de creación de espacios de educación para las mujeres en aspectos jurídicos. La entidad también resalta que es necesario reeducar a los hombres para que se alcance el respeto a la dignidad e integridad de las mujeres.
A expectativa es que la situación mejore en el país con la elección de nuevos Fiscales Generales y Jefe del Ministerio Público y con la creación y reforma de leyes que combatan a actuación del crimen organizado.
Adital, 8/12/2010
lunedì 13 dicembre 2010
345 - UNION FENOSA ATTACCA DI NUOVO 2
È positivo che coloro che non si sono sommati ancora alla resistenza al pagamento si rendano conto che questo consorzio pretende di usarli come forza di scontro al proprio servizio. Cerca di manipolarli affinché agiscano contro i loro vicini, contro il paese al quale, lo vogliano o no, appartengono.
Quell'impresa straniera, alla quale coloro che ancora pagano hanno voluto essere fedeli, oggi annuncia che li punisce, che li utilizza, che li manipola. Anticipa loro: “Vi lascio senza luce. Ma date la colpa a coloro che si stanno opponendo ed agite contro di loro." Il diavolo paga male a chi lo serve bene. È necessario che ognuna di queste famiglie o piccole imprese, che non si sono unite alla lotta, capiscano che, lasciandoli senza luce, Unión FENOSA commette una illegalità in più. Non c'è alcun argomento giuridico che giustifichi che sospenda il servizio in maniera arbitraria e per decisione unilaterale. Tuttavia, apparentemente l'impresa è disposta a farlo. Magari perché sa che conta sull'avallo delle autorità di turno.
È disposta a continuare a passare al di sopra della legge ogni volta che ne ha voglia. Hanno imparato che godono dell’impunità. È disposta a ledere perfino i diritti di coloro che sono stati i propri alleati. È disposta a sputare in faccia a chi gli è stato leale. È disposta a realizzare una situazione che può causare esplosioni sociali per il Governo, ed annuncia che lo farà precisamente durante un anno elettorale.
Se questa minaccia arrivasse a materializzarsi, è sicuro che Unión FENOSA mieterà risultati identici a quelli che raccolse a seguito delle azioni che adottò i precedenti mesi di dicembre: rafforzare ancor più le file della resistenza. La mancanza di etica ed incapacità di gestire la situazione ha causato la sostituzione di più di un direttore. Cosa che, per il resto, hanno gestito con sospetto silenzio.
Queste prassi la multinazionale le ha apprese dai suoi mentori: il regime franchista sotto la cui ombra e difesa nacque e crebbe, ed il regime nazista dei cui fondi anche si sostentò.
Queste segnalazioni non li esponiamo in maniera arbitraria. Così ha informato il giornale Diagonal, una delle pubblicazioni più serie della Spagna, nella sua edizione del 25 Novembre dell'anno in corso. Nell'articolo si evidenzia anche il vincolo che esiste tra settore minerario ed Unión FENOSA.
Abbiamo in mano l'articolo completo, che è ricco di dettagli indiscutibili al riguardo. Questo dimostra come la dittatura di Franco, quella di Hitler ed Unión FENOSA agivano in qualità di soci prossimi. Questa impresa si è arricchita con la guerra e con la morte per lunghi anni. E, nel tempo, ha imparato le tattiche dei suoi mentori.
Con simile antecedenti, ci si può aspettare chiaramente che oggi, in Guatemala, Unión FENOSA sia disposta a condannare a morte a qualunque persona che, per esempio, non possa ricevere in tempo attenzione chirurgica per mancanza di energia elettrica. O sia disposta a lanciare di nuovo i suoi cani da guerra per le strade, con la vana pretesa di spezzare la resistenza del popolo. Questo, paragonato ai campi di concentramento e all'olocausto, deve sembrargli poca cosa.
Per ciò, dal Fronte Nazionale di Lotta rivolgiamo un appassionato appello alla popolazione di San Marcos ed alle sue legittime organizzazioni, affinché si preparino a fare fronte con successo a questa nuova offensiva che annuncia Unión FENOSA.
In buona misura, il trionfo della popolazione si concretizza nella misura in cui sappiamo mantenere, e perfino rafforzare, l'unità come popolazione. Cioè evitiamo che ci dividano e, meno ancora, che riescano metterci uno contro l’altro, come pretendono di fare.
È anche importante che evitiamo di cadere in qualunque tipo di provocazione. Di sicuro, nella loro strategia, gli imprenditori hanno contemplato decine di varianti per generare violenza, perché sanno che la violenza favorisce i loro interessi. Dobbiamo portare avanti la lotta con maturità ed intelligenza.
E, ovviamente, rivolgiamo anche un appello a tutta la popolazione, affinché capisca che un'aggressione contro il paese di San Marcos diviene, alla fine, in un'aggressione contro tutti e tutte; un'aggressione contro tutto il popolo guatemalteco. La migliore risposta consiste nell’incrementare la resistenza, nel sommarsi alla lotta.
Sollecitiamo il Governo, che ha protetto tutti gli eccessi nei quali incorre Unión FENOSA, che, almeno per una volta, si impegni a fianco della popolazione che lo ha scelto, e che non serva da collaboratore degli interessi stranieri, da umile servitore agli ordini dell'avidità delle multinazionali.
Guatemala, 9 Dicembre 2010
Fronte Nazionale di Lotta a Difesa dei Servizi Pubblici e le Risorse Naturali
Adital, 10/12/2010
Quell'impresa straniera, alla quale coloro che ancora pagano hanno voluto essere fedeli, oggi annuncia che li punisce, che li utilizza, che li manipola. Anticipa loro: “Vi lascio senza luce. Ma date la colpa a coloro che si stanno opponendo ed agite contro di loro." Il diavolo paga male a chi lo serve bene. È necessario che ognuna di queste famiglie o piccole imprese, che non si sono unite alla lotta, capiscano che, lasciandoli senza luce, Unión FENOSA commette una illegalità in più. Non c'è alcun argomento giuridico che giustifichi che sospenda il servizio in maniera arbitraria e per decisione unilaterale. Tuttavia, apparentemente l'impresa è disposta a farlo. Magari perché sa che conta sull'avallo delle autorità di turno.
È disposta a continuare a passare al di sopra della legge ogni volta che ne ha voglia. Hanno imparato che godono dell’impunità. È disposta a ledere perfino i diritti di coloro che sono stati i propri alleati. È disposta a sputare in faccia a chi gli è stato leale. È disposta a realizzare una situazione che può causare esplosioni sociali per il Governo, ed annuncia che lo farà precisamente durante un anno elettorale.
Se questa minaccia arrivasse a materializzarsi, è sicuro che Unión FENOSA mieterà risultati identici a quelli che raccolse a seguito delle azioni che adottò i precedenti mesi di dicembre: rafforzare ancor più le file della resistenza. La mancanza di etica ed incapacità di gestire la situazione ha causato la sostituzione di più di un direttore. Cosa che, per il resto, hanno gestito con sospetto silenzio.
Queste prassi la multinazionale le ha apprese dai suoi mentori: il regime franchista sotto la cui ombra e difesa nacque e crebbe, ed il regime nazista dei cui fondi anche si sostentò.
Queste segnalazioni non li esponiamo in maniera arbitraria. Così ha informato il giornale Diagonal, una delle pubblicazioni più serie della Spagna, nella sua edizione del 25 Novembre dell'anno in corso. Nell'articolo si evidenzia anche il vincolo che esiste tra settore minerario ed Unión FENOSA.
Abbiamo in mano l'articolo completo, che è ricco di dettagli indiscutibili al riguardo. Questo dimostra come la dittatura di Franco, quella di Hitler ed Unión FENOSA agivano in qualità di soci prossimi. Questa impresa si è arricchita con la guerra e con la morte per lunghi anni. E, nel tempo, ha imparato le tattiche dei suoi mentori.
Con simile antecedenti, ci si può aspettare chiaramente che oggi, in Guatemala, Unión FENOSA sia disposta a condannare a morte a qualunque persona che, per esempio, non possa ricevere in tempo attenzione chirurgica per mancanza di energia elettrica. O sia disposta a lanciare di nuovo i suoi cani da guerra per le strade, con la vana pretesa di spezzare la resistenza del popolo. Questo, paragonato ai campi di concentramento e all'olocausto, deve sembrargli poca cosa.
Per ciò, dal Fronte Nazionale di Lotta rivolgiamo un appassionato appello alla popolazione di San Marcos ed alle sue legittime organizzazioni, affinché si preparino a fare fronte con successo a questa nuova offensiva che annuncia Unión FENOSA.
In buona misura, il trionfo della popolazione si concretizza nella misura in cui sappiamo mantenere, e perfino rafforzare, l'unità come popolazione. Cioè evitiamo che ci dividano e, meno ancora, che riescano metterci uno contro l’altro, come pretendono di fare.
È anche importante che evitiamo di cadere in qualunque tipo di provocazione. Di sicuro, nella loro strategia, gli imprenditori hanno contemplato decine di varianti per generare violenza, perché sanno che la violenza favorisce i loro interessi. Dobbiamo portare avanti la lotta con maturità ed intelligenza.
E, ovviamente, rivolgiamo anche un appello a tutta la popolazione, affinché capisca che un'aggressione contro il paese di San Marcos diviene, alla fine, in un'aggressione contro tutti e tutte; un'aggressione contro tutto il popolo guatemalteco. La migliore risposta consiste nell’incrementare la resistenza, nel sommarsi alla lotta.
Sollecitiamo il Governo, che ha protetto tutti gli eccessi nei quali incorre Unión FENOSA, che, almeno per una volta, si impegni a fianco della popolazione che lo ha scelto, e che non serva da collaboratore degli interessi stranieri, da umile servitore agli ordini dell'avidità delle multinazionali.
Guatemala, 9 Dicembre 2010
Fronte Nazionale di Lotta a Difesa dei Servizi Pubblici e le Risorse Naturali
Adital, 10/12/2010
344 - UNIÓN FENOSA ATACA DE NUEVO – 2
Es bueno que quienes no se han sumado aún a la resistencia al pago se den cuenta de que este consorcio pretende usarlos como fuerza de choque a su servicio. Busca manipularlos para que actúen en contra de sus vecinos, en contra del pueblo al que, quiéranlo o no, pertenecen.
Esa empresa extranjera, a la que los que todavía pagan han querido ser fieles, hoy anuncia que los va a castigar, que los va a utilizar, que los va a manipular. Les anticipa: "Los voy a dejar sin luz. Pero échenle la culpa a los que están en resistencia y empréndanla contra ellos". Mal paga el diablo a quién bien le sirve. Es preciso que cada una de estas familias o pequeñas empresas que no se han sumado a la lucha entiendan que, al dejarlas sin luz, Unión FENOSA incurre en una ilegalidad más. No hay argumento jurídico alguno que justifique que les suspenda el servicio de manera arbitraria y por decisión unilateral. Sin embargo, al parecer la empresa está dispuesta a hacerlo. Quizás porque sabe que cuenta con el aval de las autoridades de turno.
Está dispuesta a seguir pasando por encima de la ley cada vez que le dé la gana. Han aprendido que son impunes. Está dispuesta a lesionar los derechos incluso de quienes han sido sus aliados. Está dispuesta a escupir sobre el rostro de quienes le han sido leales. Está dispuesta a generarle al Gobierno una situación que puede resultar en estallidos sociales, y anuncia que lo hará precisamente en un año electoral.
Si esta amenaza llegara a materializarse, es seguro que Unión FENOSA cosechará idénticos resultados que los que recogió tras las acciones que adoptó los anteriores meses de Diciembre: Fortalecer más aún las filas de la resistencia. La falta de ética e incapacidad para manejar la situación ha generado la remoción de más de un gerente. Cosa que, por lo demás, han manejado con sospechoso silencio.
Estas prácticas la transnacional las ha aprendido de sus mentores: el régimen franquista, bajo cuya sombra y amparo nació y creció, y el régimen nazi, de cuyos fondos también se nutrió.
Estos señalamientos no los planteamos de manera arbitraria. Así lo informó el diario Diagonal, una de las publicaciones más serias de España, en su edición del 25 de Noviembre del año en cuarso. En el artículo se evidencia, también, el vínculo cercano que existe entre minería y Unión FENOSA.
Tenemos en nuestras manos el artículo completo, que es abundante en detalles incuestionables al respecto. Este demuestra cómo la dictadura de Franco, la de Hitler y Unión FENOSA actuaban en calidad de socios cercanos. Esta empresa lucró con la guerra y con la muerte durante largos años. Y, en el proceso, aprendió las tácticas de sus mentores.
Con semejantes antecedentes, es claramente esperable que hoy, en Guatemala, Unión FENOSA esté dispuesta a condenar a muerte a cualquier persona que, por ejemplo, no pueda recibir atención quirúrgica a tiempo por falta de energía eléctrica. O esté dispuesta a lanzar de nuevo sus perros de la guerra a las calles, con la vana pretensión de quebrar la resistencia del pueblo. Eso, a la par de los campos de concentración y del holocausto, debe de parecerles poca cosa.
Por ello, desde el Frente Nacional de Lucha hacemos un ferviente llamado a la población de San Marcos y a sus legítimas organizaciones para que se preparen para hacer frente con éxito a esta nueva ofensiva que anuncia Unión FENOSA.
En muy buena medida, el triunfo del pueblo se aproxima en la medida en que sepamos mantener, e incluso fortalecer, la unidad como pueblo. Es decir, en que evitemos que se nos divida y, menos aún, en que logren ponernos a unos contra otros, como lo pretenden.
También es importante que evitemos caer en cualquier tipo de provocación. De seguro, en su estrategia los empresarios tienen contempladas decenas de variantes para generar violencia, porque saben que la violencia favorece sus intereses. Debemos dar la lucha con madurez e inteligencia.
Y, obviamente, hacemos también un llamado a toda la población para que entienda que una agresión contra el pueblo de San Marcos deviene, al final, en una agresión contra todos y todas; en una agresión contra todo el pueblo guatemalteco. La mejor respuesta consiste en incrementar la resistencia; en sumarse a la lucha.
Al Gobierno, que ha amparado todos los desmanes en los que incurre Unión FENOSA, lo instamos a que, cuando menos por una vez, se coloque al lado del pueblo que lo eligió y que no sirva de achichincle de intereses foráneos, de servil lacayo a las órdenes de la codicia de las transnacionales.
Guatemala, 9 de Diciembre del 2010
Frente Nacional de Luta en Defensa de los Servicios Públicos y los Recursos Naturales
Adital, 10/12/2010
343 - UNION FENOSA ATTACCA DI NUOVO 1
La multinazionale minaccia la popolazione di sospendere il servizio.
Union FENOSA sa di essere sconfitta dalla resistenza che la popolazione del paese esercita contro la sua presenza, a beneficio della nazionalizzazione dell'energia e per la creazione di imprese municipali di energia. Per questo, come qualunque animale, quando si sente rinchiuso, sceglie di tirare fuori le unghie e ricorrere a misure estreme. A maggior ragione dato che le autorità del Governo centrale ed alcuni dei Governi locali la proteggono sotto un manto di impunità, che gli permette di utilizzare ogni tipo di illegalità e violazioni nei confronti della popolazione.
Ora annunciano, per mezzo di una costosa campagna di comunicazione (finanziata, ovviamente, dalle tasche della popolazione incauta che continua ancora a pagare) che procederanno a sospendere, in maniera generale, il servizio elettrico in buona parte del Dipartimento di San Marcos. Cioè che taglieranno la luce a tutta la popolazione, qualunque sia la persona o la istituzione che sia danneggiata. Annunciano, dunque, che lasceranno senza luce ospedali, centri di salute, imprese private, istituzioni commerciali, istituzioni pubbliche, migliaia di famiglie, in sintesi, che l’azienda è disposta a generare il caos nel dipartimento, senza nessun interesse per i danni che causino, né a chi li causano. Affermano dunque, in maniera pubblica, che sprofonderanno San Marcos nell'oscurità.
Agli imprenditori che qui dirigono questa multinazionale non importa nulla di paralizzare in maniera selvaggia la vita economica, sociale e culturale in San Marcos. Non li preoccupa che, con la loro azione, sospenderanno la rete telefonica. Non tremano loro i polsi ad agire in modo tale che diventi impossibile, per la popolazione, sia segnalare le emergenze di qualunque natura, e ancora più risolverle.
Per calcoli disonesti, questa impresa ha scelto il mese di Dicembre per lanciare le sue offensive. Nel 2008 causarono tali problemi in Malacatán che obbligarono la popolazione a manifestare. Il Governo, chiaro, aveva mandato le sue truppe in appoggio alla multinazionale e Malacatán passò il Natale con carri armati negli angoli delle strade, con truppe armate come ai tempi della guerra lungo le strade, con 28 attivisti incarcerati senza che avessero commesso delitto alcuno, con centinaia di famiglie separate a causa di ordini di cattura, infine, provocarono il caos, pur di spezzare la resistenza.
Ma, con quella misura repressiva del dicembre 2008, ottennero l'effetto contrario: la resistenza si rafforzò, non solo in Malacatán, ma si estese ad altri municipi del Dipartimento.
Per quel motivo, nel dicembre del 2009 andarono oltre: decretarono lo stato di assedio in tutto il Dipartimento. Gli impiegati della Unión FENOSA, allora, visitarono ogni casa, accompagnati dall'esercito e dalla polizia, per costringere ogni famiglia a firmare accordi di pagamento. Sono stati emessi più di 250 ordini di cattura contro i dirigenti popolari che, nel Dipartimento, si erano schierati a capo delle lotte del loro popolo. E aveva fatto la sua apparizione un inquietante fattore: gli assassini selettivi. Da Ottobre 2009 fino ad oggi sono stati assassinati otto compagni o compagne. E recentemente attentarono alla vita di un altro, che è stato dato per morto.
Neanche questa misura ha ottenuto il risultato che desideravano: piegare la volontà di lotta della popolazione. Al contrario, ciò che hanno ottenuto è stato che la resistenza al pagamento e la domanda per la nazionalizzazione si estendesse, ora, ad altri Dipartimenti del paese. Non è oramai solo San Marcos che esige che questo consorzio se ne vada dal paese. Ogni giorno una nuova comunità si somma al clamore popolare che chiede "Fuori Unión FENOSA."
Vogliamo ricordare alla popolazione che quella di San Marcos è la resistenza a continuare ad essere derubati dall'impresa. Gli abitanti sono intenzionati a pagare una tassa giusta ad un'impresa propria. Quello che chiedono è un servizio di qualità ad un prezzo giusto. Ma a ciò non si è impegnata Unión FENOSA, quando gli è stato dato in concessione il servizio. O, se si impegnò a ciò, non hanno dato nessun segnale di volere compierlo. Nessun utente è obbligato a pagare in eccesso, a pagare riscossioni illegali e, oltretutto, per un pessimo servizio.
L'accesso all'energia elettrica è un diritto cittadino. La sua prestazione non deve aprire le porte al furto. Furto è quello che fa l'impresa, in lungo e in largo nel paese, e di fronte al quale le autorità fanno finta di non vedere. È per quel motivo che già in molti luoghi si rifiutano di continuare a pagare questo tipo di estorsione mascherata da servizio. Estorsione perché si fa sotto minaccia, accompagnata da esercito e poliziotti armati, con uno strascico di morti e detenuti. Che altro nome può essergli dato?
Ora, nel dicembre 2010, gli strateghi di Unión FENOSA hanno annunciato, attraverso i mezzi di comunicazione, che toglieranno la luce a tutta la zona confinante con il Messico. Quella minaccia, se arrivano a materializzarla, contribuirà chiaramente ad incrementare l'evidente collera sociale già esistente, nata ed alimentata a partire dall'adozione di politiche pubbliche anti-popolari, che deteriorano le condizioni di vita dei settori popolari. Cioè, Unión FENOSA è disposta, probabilmente con la compiacenza delle autorità, a rendere sempre più tesa la situazione, fino ad arrivare ad un punto molto vicino all'ingovernabilità.
Lo annuncia e si dispone a farlo, con un chiaro proposito: debilitare la resistenza mediante la contrapposizione di due settori della popolazione che, sul tema dell'energia, hanno avuto posizioni differenti. Cioè, di fare scontrare le famiglie in resistenza, che sono la maggioranza, con quelle che, come minoranza, e molto probabilmente per minacce, si sono rifiutate di fare valere i propri diritti e continuano a pagare all'impresa i furti mensili ai quali questa voglia sottometterli. Unión FENOSA pensa, dunque, applicare il vecchio proverbio che afferma: "Dividi e vincerai."
Guatemala, 9 Dicembre 2010
Fronte Nazionale di Lotta a Difesa dei Servizi Pubblici e le Risorse Naturali
Adital, 10/12/2010
Union FENOSA sa di essere sconfitta dalla resistenza che la popolazione del paese esercita contro la sua presenza, a beneficio della nazionalizzazione dell'energia e per la creazione di imprese municipali di energia. Per questo, come qualunque animale, quando si sente rinchiuso, sceglie di tirare fuori le unghie e ricorrere a misure estreme. A maggior ragione dato che le autorità del Governo centrale ed alcuni dei Governi locali la proteggono sotto un manto di impunità, che gli permette di utilizzare ogni tipo di illegalità e violazioni nei confronti della popolazione.
Ora annunciano, per mezzo di una costosa campagna di comunicazione (finanziata, ovviamente, dalle tasche della popolazione incauta che continua ancora a pagare) che procederanno a sospendere, in maniera generale, il servizio elettrico in buona parte del Dipartimento di San Marcos. Cioè che taglieranno la luce a tutta la popolazione, qualunque sia la persona o la istituzione che sia danneggiata. Annunciano, dunque, che lasceranno senza luce ospedali, centri di salute, imprese private, istituzioni commerciali, istituzioni pubbliche, migliaia di famiglie, in sintesi, che l’azienda è disposta a generare il caos nel dipartimento, senza nessun interesse per i danni che causino, né a chi li causano. Affermano dunque, in maniera pubblica, che sprofonderanno San Marcos nell'oscurità.
Agli imprenditori che qui dirigono questa multinazionale non importa nulla di paralizzare in maniera selvaggia la vita economica, sociale e culturale in San Marcos. Non li preoccupa che, con la loro azione, sospenderanno la rete telefonica. Non tremano loro i polsi ad agire in modo tale che diventi impossibile, per la popolazione, sia segnalare le emergenze di qualunque natura, e ancora più risolverle.
Per calcoli disonesti, questa impresa ha scelto il mese di Dicembre per lanciare le sue offensive. Nel 2008 causarono tali problemi in Malacatán che obbligarono la popolazione a manifestare. Il Governo, chiaro, aveva mandato le sue truppe in appoggio alla multinazionale e Malacatán passò il Natale con carri armati negli angoli delle strade, con truppe armate come ai tempi della guerra lungo le strade, con 28 attivisti incarcerati senza che avessero commesso delitto alcuno, con centinaia di famiglie separate a causa di ordini di cattura, infine, provocarono il caos, pur di spezzare la resistenza.
Ma, con quella misura repressiva del dicembre 2008, ottennero l'effetto contrario: la resistenza si rafforzò, non solo in Malacatán, ma si estese ad altri municipi del Dipartimento.
Per quel motivo, nel dicembre del 2009 andarono oltre: decretarono lo stato di assedio in tutto il Dipartimento. Gli impiegati della Unión FENOSA, allora, visitarono ogni casa, accompagnati dall'esercito e dalla polizia, per costringere ogni famiglia a firmare accordi di pagamento. Sono stati emessi più di 250 ordini di cattura contro i dirigenti popolari che, nel Dipartimento, si erano schierati a capo delle lotte del loro popolo. E aveva fatto la sua apparizione un inquietante fattore: gli assassini selettivi. Da Ottobre 2009 fino ad oggi sono stati assassinati otto compagni o compagne. E recentemente attentarono alla vita di un altro, che è stato dato per morto.
Neanche questa misura ha ottenuto il risultato che desideravano: piegare la volontà di lotta della popolazione. Al contrario, ciò che hanno ottenuto è stato che la resistenza al pagamento e la domanda per la nazionalizzazione si estendesse, ora, ad altri Dipartimenti del paese. Non è oramai solo San Marcos che esige che questo consorzio se ne vada dal paese. Ogni giorno una nuova comunità si somma al clamore popolare che chiede "Fuori Unión FENOSA."
Vogliamo ricordare alla popolazione che quella di San Marcos è la resistenza a continuare ad essere derubati dall'impresa. Gli abitanti sono intenzionati a pagare una tassa giusta ad un'impresa propria. Quello che chiedono è un servizio di qualità ad un prezzo giusto. Ma a ciò non si è impegnata Unión FENOSA, quando gli è stato dato in concessione il servizio. O, se si impegnò a ciò, non hanno dato nessun segnale di volere compierlo. Nessun utente è obbligato a pagare in eccesso, a pagare riscossioni illegali e, oltretutto, per un pessimo servizio.
L'accesso all'energia elettrica è un diritto cittadino. La sua prestazione non deve aprire le porte al furto. Furto è quello che fa l'impresa, in lungo e in largo nel paese, e di fronte al quale le autorità fanno finta di non vedere. È per quel motivo che già in molti luoghi si rifiutano di continuare a pagare questo tipo di estorsione mascherata da servizio. Estorsione perché si fa sotto minaccia, accompagnata da esercito e poliziotti armati, con uno strascico di morti e detenuti. Che altro nome può essergli dato?
Ora, nel dicembre 2010, gli strateghi di Unión FENOSA hanno annunciato, attraverso i mezzi di comunicazione, che toglieranno la luce a tutta la zona confinante con il Messico. Quella minaccia, se arrivano a materializzarla, contribuirà chiaramente ad incrementare l'evidente collera sociale già esistente, nata ed alimentata a partire dall'adozione di politiche pubbliche anti-popolari, che deteriorano le condizioni di vita dei settori popolari. Cioè, Unión FENOSA è disposta, probabilmente con la compiacenza delle autorità, a rendere sempre più tesa la situazione, fino ad arrivare ad un punto molto vicino all'ingovernabilità.
Lo annuncia e si dispone a farlo, con un chiaro proposito: debilitare la resistenza mediante la contrapposizione di due settori della popolazione che, sul tema dell'energia, hanno avuto posizioni differenti. Cioè, di fare scontrare le famiglie in resistenza, che sono la maggioranza, con quelle che, come minoranza, e molto probabilmente per minacce, si sono rifiutate di fare valere i propri diritti e continuano a pagare all'impresa i furti mensili ai quali questa voglia sottometterli. Unión FENOSA pensa, dunque, applicare il vecchio proverbio che afferma: "Dividi e vincerai."
Guatemala, 9 Dicembre 2010
Fronte Nazionale di Lotta a Difesa dei Servizi Pubblici e le Risorse Naturali
Adital, 10/12/2010
342 - UNIÓN FENOSA ATACA DE NUEVO – 1
La transnacional amenaza a la población con suspender el servicio
Unión FENOSA se sabe derrotada por la resistencia que la población del país ejerce en contra de su presencia, a favor de la nacionalización de la energía y en pro de la creación de empresas municipales de energía. Por ello, como cualquier bestia cuando se siente acorralada, opta por sacar las uñas y acudir a medidas extremas. Máxime que las autoridades del Gobierno Central y algunos de los Gobiernos Locales la amparan bajo un manto de impunidad que le permite adoptar todo tipo de ilegalidades y atropellos en contra de la población.
Ahora anuncian, mediante una costosa campaña radial, (financiada, obviamente, desde los bolsillos del pueblo incauto que aún les sigue pagando), que procederán a suspender, de manera general, el servicio eléctrico en buena parte del Departamento de San Marcos. Es decir, que le cortarán la luz a toda la población, sea quien sea la persona o institución que se vea afectada. Anuncian, pues, que dejarán sin luz a hospitales, a centros de salud, a empresas privadas, a comercios, a instituciones públicas, a millares de familias, en síntesis, que está dispuesta a generar el caos en el departamento, sin importarle en absoluto los perjuicios que causen, ni a quien se lo van a causar. Dicen pues, de manera pública, que sumergirán a San Marcos en la oscurana.
A los empresarios que aquí manejan esta transnacional no les importa, para nada, paralizar de manera abrupta la vida económica, social y cultural en San Marcos. No les preocupa que, con su acción, suspendan la red telefónica. No les tiembla el pulso para actuar de manera tal que se haga imposible, para el pueblo, tan siquiera reportar emergencias de cualquier naturaleza, mucho menos atenderlas.
Por cálculos malsanos, esta empresa ha adoptado el mes de Diciembre para lanzar sus ofensivas. En el 2008 generaron tales problemas en Malacatán que obligaron a la población a manifestarse. El Gobierno, claro, soltó a sus tropas en apoyo a la transnacional y Malacatán pasó la Navidad con tanquetas en las esquinas, con tropas armadas como en tiempos de guerra recorriendo las calles, con 28 compañeros presos sin que hubieran cometido delito alguno, con cientos de familias separadas debido a órdenes de captura, en fin, provocaron un caos con tal de quebrar la resistencia.
Pero, con esa medida represiva de Diciembre del 2008, lograron el efecto contrario: la resistencia se fortaleció, no sólo en Malacatán, sino que se extendió a otros Municipios del Departamento.
Por eso, en Diciembre del 2009 fueron más allá: Decretaron el Estado de Sitio en todo el Departamento. Los empleados de Unión FENOSA, entonces, visitaron casa por casa acompañados del ejército y de la policía, para forzar a cada familia a firmar acuerdos de pago. Se emitieron más de 250 órdenes de captura contra las y los dirigentes populares que, en el Departamento, se habían colocado al frente de las luchas de su pueblo. E hizo su aparición un tenebroso elemento: los asesinatos selectivos. Desde Octubre del 2009 y hasta la fecha han sido asesinados 8 compañeros o compañeras. Y recientemente atentaron contra la vida de uno más, a quien dieron por muerto.
Tampoco esta medida les generó el resultado que buscaban: doblegar la voluntad de lucha del pueblo. Por el contrario, lo que lograron fue que la resistencia al pago y la demanda por la nacionalización se extendieran, ahora, a otros Departamentos del país. Ya no es sólo San Marcos quien exige que este consorcio se vaya del país. Cada día una nueva comunidad se suma al clamor popular que pide "Fuera Unión FENOSA".
Queremos recordar a la población que lo que existe en San Marcos es una resistencia a seguir siendo robados por la empresa. Los vecinos están en la mejor disposición de pagar una tasa justa a una empresa propia. Lo que piden es un servicio de calidad a un precio justo. Pero a eso no se comprometió Unión FENOSA cuando le fue concesionado el servicio. O, si se comprometió a ello, no han dado ni señales de querer cumplirlo. Ningún usuario está obligado a pagar en exceso, a pagar cobros ilegales y, encima, por un pésimo servicio.
El acceso a la energía eléctrica es un derecho ciudadano. Su prestación no debe abrir las puertas al robo. Robo es el que hace la empresa a lo largo y ancho del país y ante el cual las autoridades se hacen las de la vista gorda. Por eso es que ya en muchos lugares se niegan a seguir pagando este tipo de extorsión disfrazada de servicio. Extorsión por cuanto se hace bajo amenazas, acompañada de ejército y policías armados, con caudal de muertos y detenidos. ¿Qué otro nombre se le puede dar?
Ahora, en Diciembre del 2010, los estrategas de Unión FENOSA anuncian en los medios que le van a quitar la luz a toda la franja fronteriza con México. Esa amenaza, si llegan a materializarla, contribuirá notoriamente a incrementar la evidente cólera social que existe, nacida y alimentada a partir de la adopción de políticas públicas anti-populares, que deterioran las condiciones de vida de los sectores populares. Es decir, Unión FENOSA está dispuesta, probablemente con la complacencia de las autoridades, a tensionar las cosas, hasta aproximarlas a un punto muy cercano a la ingobernabilidad.
Lo anuncia y se dispone a hacerlo con un claro propósito: debilitar la resistencia por la vía de contraponer a dos sectores de la población que, sobre el tema de la energía, han tenido posiciones diferentes. Es decir, de enfrentar a las familias en resistencia, que son mayoría, con aquellas que, como minoría, y muy probablemente por amenazas, se han negado a hacer valer sus derechos y siguen pagándole a la empresa los robos mensuales a los que esta quiera someterlos. Unión FENOSA pretende, pues, hacer valedero el viejo refrán que afirma: "Divide y vencerás".
Guatemala, 9 de Diciembre del 2010
Frente Nacional de Luta em Defensa de los Servicios Públicos y los Recursos Naturales
Adital, 10/12/2010
venerdì 10 dicembre 2010
341 - ASSASSINATA EMILIA QUAN STACKMANN
Emilia Quan Stackmann, una donna guatemalteca di 33 anni di età, che si contraddistingueva per essere una persona allegra, umana, amichevole, semplice, trasparente, libera, intelligente, autodeterminata, coraggioso, arrabbiata ed ostinata; sociologa impegnata con il suo lavoro di carattere sociale, occupata principalmente nell'investigazione dei fenomeni che colpiscono profondamente la popolazione. E’ stata trovata oggi brutalmente imbavagliata e soffocata nell'Occidente di Huehuetenango.
La Fundación Myrna Mack con profondo dolore ed indignazione condanna l'assassinio della nostra compagna ed amica.
Emilia è una vittima in più dell'insicurezza cittadina, della violenza, della impunità, della criminalità e del deterioramento sociale, che sta attraversando il nostro paese. Nonostante questa situazione che colpisce giornalmente decine di famiglie, le autorità non stanno assumendo con la dovuta responsabilità il compito di garantire il diritto alla vita.
Le motivazioni di questo fatto sono sconosciute, leader comunitari, autorità municipali, polizia e membri dell'esercito nazionale hanno mostrato il loro appoggio alla ricerca della nostra compagna, la deplorevole conclusione dimostra che questi sforzi non sono stati sufficienti per salvarla.
Sollecitiamo la popolazione in generale, affinché siano unificati gli sforzi per chiedere giustizia alle autorità, perché rispondano effettivamente alle richieste sociali e cittadine di giustizia e sicurezza, e combattano in maniera effettiva l'impunità predominante nel paese; evitando di intraprendere azioni che conducano ad atti di giustizia privata guidati dalla disperazione, frustrazione ed impotenza cittadina.
Esigiamo che le autorità competenti realizzino nel più breve tempo possibile le investigazioni alle quali sono chiamate per riuscire a fare luce su questo terribile fatto e per arrivare alla successiva condanna delle persone che risultino responsabili dal suo brutale assassinio.
Esprimiamo la nostra solidarietà alla sua famiglia, agli amici e ai suoi cari per questa irreparabile perdita.
Guatemala, 8 dicembre 2010
Fondazione Myrna Mack
La Fundación Myrna Mack con profondo dolore ed indignazione condanna l'assassinio della nostra compagna ed amica.
Emilia è una vittima in più dell'insicurezza cittadina, della violenza, della impunità, della criminalità e del deterioramento sociale, che sta attraversando il nostro paese. Nonostante questa situazione che colpisce giornalmente decine di famiglie, le autorità non stanno assumendo con la dovuta responsabilità il compito di garantire il diritto alla vita.
Le motivazioni di questo fatto sono sconosciute, leader comunitari, autorità municipali, polizia e membri dell'esercito nazionale hanno mostrato il loro appoggio alla ricerca della nostra compagna, la deplorevole conclusione dimostra che questi sforzi non sono stati sufficienti per salvarla.
Sollecitiamo la popolazione in generale, affinché siano unificati gli sforzi per chiedere giustizia alle autorità, perché rispondano effettivamente alle richieste sociali e cittadine di giustizia e sicurezza, e combattano in maniera effettiva l'impunità predominante nel paese; evitando di intraprendere azioni che conducano ad atti di giustizia privata guidati dalla disperazione, frustrazione ed impotenza cittadina.
Esigiamo che le autorità competenti realizzino nel più breve tempo possibile le investigazioni alle quali sono chiamate per riuscire a fare luce su questo terribile fatto e per arrivare alla successiva condanna delle persone che risultino responsabili dal suo brutale assassinio.
Esprimiamo la nostra solidarietà alla sua famiglia, agli amici e ai suoi cari per questa irreparabile perdita.
Guatemala, 8 dicembre 2010
Fondazione Myrna Mack
340 - LE ARREBATARON LA VIDA A NUESTRA COMPAÑERA Y AMIGA EMILIA QUAN STACKMANN
Emilia Quan Stackmann, una mujer guatemalteca de 33 años de edad que se caracterizaba por ser alegre, humana, amiga, sencilla, transparente, libre, inteligente, autodeterminante, valiente, enojada y terca; socióloga comprometida con su trabajo de carácter social, ocupada principalmente en la investigación de fenómenos que afectan profundamente a la población. Fue encontrada el día de hoy brutalmente amordazada y asfixiada en el Occidente de Huehuetenango.
La Fundación Myrna Mack con profundo dolor e indignación condena el asesinato de nuestra compañera y amiga.
Emilia es una víctima más de la inseguridad ciudadana, violencia, impunidad, criminalidad y deterioro social que está atravesando nuestro país. Situación, que pese a enlutar a decenas de familias diariamente, las autoridades no están asumiendo con la debida responsabilidad el garantizar el derecho a la vida.
Las motivaciones de este hecho son desconocidas. Aun cuando desde el día de ayer que fue llevada en forma violenta por hombres armados; organizaciones sociales, líderes comunitarios, autoridades municipales, autoridades policiales y miembros del ejército nacional mostraron su apoyo en la búsqueda de nuestra compañera, el lamentable desenlace demuestra que estos esfuerzos no fueron suficientes para rescatarla con vida.
Instamos a la población en general para que unamos esfuerzos en demanda de Justicia ante las autoridades para que respondan efectivamente al clamor social y ciudadano de justicia y seguridad y combatan de manera efectiva la impunidad prevaleciente en el país; evitando tomar acciones que en nuestra desesperación, frustración e impotencia ciudadana conduzcan a actos de justicia por mano propia.
Exigimos que las autoridades competentes realicen a la brevedad posible las investigaciones a las que están llamadas a hacer para lograr esclarecer este terrible hecho y la posterior condena de las personas que resulten responsables de su brutal asesinato.
Expresamos nuestra solidaridad con su familia, amigos y seres queridos por esta irreparabile pérdida.
Guatemala, 8 de diciembre de 2010
Fundación Myrna Mack
martedì 7 dicembre 2010
339 - ORGANIZZAZIONE CHIEDE LA FINE DELL'IMPUNITÀ NEI CASI DI VIOLENZA CONTRO LE DONNE
La giornata Internazionale per la Non Violenza contro le Donne, che si celebra il 25 novembre, è innanzitutto, una data di rivendicazione. I movimenti femministi e le organizzazioni sociali di varie parti del mondo utilizzano questo giorno per richiamare l'attenzione sulla violazione dei diritti delle donne e chiedere alle governanti azioni più ferme nel combattere la violenza e nella prevenzione della violenza contro le donne.
L'Unione Nazionale delle Donne Guatemalteche (UNAMG), per esempio, ha divulgato un comunicato in cui chiede la fine dell'impunità dei responsabili per crimini di violenza contro le donne. In una nota stampa, l'UNAMG si è mostrata preoccupata per l'aumento dei casi di violenza contro il sesso femminile e per l'elevato indice di femminicidi in Guatemala.
Preoccupa particolarmente "come la violenza sessuale nei confronti delle donne continua ad essere uno strumento di potere sui nostri corpi, quotidianamente migliaia di donne di tutte le età, etnie e classi sociali subiamo violenza sessuale per le strade, negli autobus, nelle scuole, al lavoro e in casa", sottolinea.
Per l'UNAMG, la violenza sessuale, come qualunque altra violenza contro la donna, è un crimine e deve essere giudicata. Per questa ragione, l'UNAMG utilizza il giorno 25 novembre per chiedere alle istituzioni dello Stato guatemalteco la fine dell'impunità e delle garanzie per l'accesso delle donne al sistema di giustizia. "Promuovere la persecuzione penale nei casi e per le denunce di femminicidio e per qualunque altra forma di violenza contro le donne, che sono stati presentati davanti alle istituzioni del sistema di giustizia", aggiunge alle domande.
Nel comunicato, l'organizzazione segnala anche e chiede al governo di ratificare i diversi trattati ed accordi nazionali ed internazionali per combattere e prevenire le violazioni dei diritti delle donne, come lo Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale ed il Meccanismo Nazionale del Protocollo Facoltativo alla Convenzione contro la Tortura ed Altri Trattamenti o Pene Crudeli, inumani o degradanti.
Allo stesso modo, sollecita l'applicazione di strumenti e risoluzioni internazionali relative al tema, come: le Convenzioni per l'Eliminazione di tutte le forme di Discriminazione contro le Donne, la Convenzione Interamericana per la Prevenzione e lo Sradicamento della Violenza contro la Donna, e la Risoluzione 1325 del Consiglio di Sicurezza dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), che considera responsabilità degli Stati processare a le persone colpevoli di genocidio, crimini di guerra e di lesa umanità, e violenze contro le donne e le bambine.
Anche l'Unione chiede che lo Stato applichi le proprie leggi e decreti relativi alla violazione dei diritti delle donne, come la Legge nazionale contro il Femminicidio ed altre forme di violenza contro le Donne (decreto 22/2008).
Le domande presentate non sono destinate solo alle autorità guatemalteche e ai loro governanti. Per l'Unione Nazionale delle Donne del Guatemala, è la società in generale quella che deve mobilitarsi e lottare per porre fine alla violenza e all'impunità, considerando che "la violenza contro le donne costituisce un problema sociale di grandi proporzioni che colpisce non solamente alle proprie donne, ma anche alla famiglia, la comunità e la società nel suo insieme".
Adital 24/11/2010
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