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lunedì 18 luglio 2011

491 - "LA POPOLAZIONE HA DIRITTO DI SAPERE DA DOVE PROVIENE IL DENARO PER FARE LE CAMPAGNE ELETTORALI"

Alvaro Leonel Ramazzini Imeri, vescovo della Diocesi di San Marcos, oltre a guida spirituale del popolo cattolico, si è trasformato in un difensore degli emigranti e dell'ecosistema. Il religioso di 64 anni si riferisce all'attuale processo elettorale nel paese riaffermando il diritto dei cittadini di conoscere l'origine delle risorse economiche che i partiti politici utilizzano per le loro campagne.
Come analizza lo sviluppo dell'attuale processo elettorale?
La campagna elettorale è stata anticipata, cosa che è deplorevole, perché i partiti non hanno aspettato la convocazione ufficiale della Corte Suprema Elettorale.
Che messaggio dà questo atteggiamento alla popolazione?
Questo è negativo, perché quando non si rispettano i termini delle autorità elettorali si sta dando una immagine negativa alla popolazione, poiché sono state scavalcate le norme e leggi stabilite.
Come vede il tema del finanziamento delle campagne politiche?
Sono ammirato al vedere quanta pubblicità si sta facendo, e come noi vescovi abbiamo chiesto in un comunicato, la popolazione ha diritto di sapere da dove proviene il denaro per realizzare queste campagne di divulgazione. È importante che i partiti politici ed i loro candidati dicano pubblicamente quali sono le loro fonti di finanziamento, soprattutto ora che siamo in una congiuntura nella quale vediamo dappertutto il fantasma del narcotraffico e del crimine organizzato, per quello che rimane il dubbio se ci sarà o no un finanziamento sotterraneo.
È importante per il processo elettorale la divulgazione della provenienza dei finanziatori ?
Ritengo che se i politici vogliono fare una campagna elettorale di alto livello civico, la trasparenza è una parola che deve trasformarsi in azioni tangibili e realiste. Le istituzioni politiche devono essere chiare con la popolazione, non solo informando su quali sono le fonti del loro finanziamento, ma anche essendo molto obiettivi affermando che cosa è ciò che si può fare realmente per il paese, con che mezzi si pensa di riuscire a farlo e che cosa non è possibile fare.
Crede che sia possibile agire con trasparenza in un processo elettorale?
Continuo a sostenere che la menzogna non deve essere mai un strumento utilizzato dai politici per ottenere voti a loro favore. E se ciò si fa, continueremo a vedere nella situazione guatemalteca un deterioramento tanto grande nei valori etici.
Crede che è necessario che gli elettori conoscano le proposte dei candidati prima di decidere per chi voteranno?
La società civile non può rimanere inerte aspettando il giorno 11 settembre per emettere il suo voto. Si deve fare un lavoro forte di sensibilizzazione affinché le comunità sappiano chi sono i candidati e che cosa propongono, per prendere una decisione responsabile al momento di scegliere i nuovi governanti.
È corretto che i candidati alla presidenza facciano conoscere come si integrerà il loro gabinetto di governo?
Sì. Non è corretto che le nomine di alti funzionari del Governo si facciano per amicizia, perché hanno aiutato a sostenere la campagna o perché hanno messo al servizio del partito qualche mezzo di comunicazione, per poi ripagare quei servizi.
Le hanno proposto qualche volta la candidatura presidenziale?
Circa tre mesi fa, dirigenti dell'Unità Rivoluzionaria Nazionale Guatemalteca (URNG) di San Marcos mi hanno visitato per propormi la candidatura alla presidenza della repubblica, cosa che ho rifiutato. 
Perché ha respinto la proposta?
Chiaramente ho detto loro di no perché la mia missione cristiana è essere vescovo. E questo è il senso della mia vita.
Diario de Centro America 01/07/2011