Benvenuti nel blog “Orizzonte Guatemala”! Siamo un gruppo di amici del Guatemala e con questo strumento di comunicazione e condivisione vogliamo contribuire a fare conoscere l’attualità di questo bellissimo paese, al quale ci legano vincoli di amicizia e di solidarietà con tanti amici guatemaltechi.


sabato 2 gennaio 2010

23 - XIII ANNIVERSARIO DELLA FIRMA DELLA PACE (2)

6. Il risarcimento integrale alle vittime della politica repressiva dello Stato contro insurrezionale si applica parzialmente, sulla base della manipolazione di partito a favore della UNE, e dell’amministrazione clientelare in vista delle prossime elezioni generali. Non ci sono segnali, né nel potere esecutivo, né nel potere legislativo, dell’esistenza della volontà politica di dare compimento alle Raccomandazioni della commissione per il Chiarimento Storico. Il risarcimento si riduce alla consegna di una cifra economica, di per sé simbolica, tra denunce di corruzione, che fino al momento non sono fugate dai responsabili del programma. Lo Stato fomenta e riproduce l’impunità per proteggere i responsabili del disegno, della implementazione ed esecuzione della politica repressiva applicata dalla contro insurrezione. 

7. Alle popolazioni indigene se si mercanteggia, con discorsi razzisti, il diritto al possesso e alla amministrazione dei loro Luoghi Sacri. Si nega loro anche il diritto di partecipare ed essere presi in considerazione nelle decisioni che li riguardano in termini generali. La costituzione della identità nazionale, tenendo come fondamento principale l’identità dei popoli indigeni, viene rinviata ogni giorno, e al suo posto nei tre organismi dello Stato predominano la Oppressione Culturale e la Discriminazione Razzista, come elementi dinamici dei loro adempimenti. Nel Congresso della repubblica, per vari motivi, si continua a rimandare il processo di approvazione della iniziativa di legge su “Luoghi sacri dei popoli indigeni” e altre, stabilite negli accordi di pace. 

8. Nell’accesso alla terra è stato privilegiato il mercato speculativo delle terre come unica via, il Fondo delle terre come parte della istituzionalizzazione della pace corre il rischio di terminare, se non si accelera il corrispettivo procedimento legislativo, i sussidi per l’affitto delle terre, sono solo promesse. La soluzione alla problematica e alla conflittualità agraria non si trova nell’agenda del governo, al contrario si sta ritardando, è da segnalare che la Iniziativa di Legge sullo Sviluppo Rurale Integrale,  che prevede in qualche modo questa tematica, si è arenata nel suo processo per le pressioni che la classe imprenditoriale esercita sugli organismi esecutivo e legislativo.

9. Il potere civile è debilitato, la militarizzazione del paese sta aumentando, riscuote un maggior impressione il raddoppio degli effettivi dell’esercito, come l’ubicazione e la dislocazione delle forze, che si concentrano territorialmente nelle zone dove i mega progetti possono generare conflittualità sociale. La debolezza del potere civile, specialmente delle apparecchiature di sicurezza non è casuale, è intenzionale. L’agenda della pace in materia di sicurezza è tra le meno compiute, in questo senso è da risaltare che gli unici beneficiati da questa situazione sono il narcotraffico e il crimine organizzato.

10. Le riforme dello Stato previste negli accordi di pace hanno vigenza politica. Senza dubbio si vedono minacciate dalla controriforma che progetta e vuole  imporre il Gruppo Pro Riforma. In questo tredicesimo anniversario della firma degli accordi di pace, il partito URNG/MAIZ saluta il popolo del Guatemala e a sua volta riafferma il proprio impegno storico di impegnarsi a fondo nella lotta per la preminenza dei suoi interessi e la concretezza delle sue rivendicazioni storiche, economiche, politiche, sociali e culturali, esortando il popolo a rafforzare e approfondire la lotta per fare valere i propri interessi e concretizzare il contenuto delle proprie rivendicazioni, come unica forma per realizzare la pace salda e duratura.

COMITATO ESECUTIVO NAZIONALE

UNIDAD REVOLUCIONARIA NACIONAL GUATEMALTECA

Guatemala 29 dicembre 2009

22 - XIII ANIVERSARIO DE LA FIRMA DE LA PAZ (2)

6. El resarcimiento integral a las víctimas de la Política Represiva del Estado Contrainsurgente, se aplica parcialmente, sobre la base de la manipulación partidista a favor de la UNE y el manejo clientelar de cara a las próximas elecciones generales. No hay indicios, ni en el poder ejecutivo ni en el legislativo, de la existencia de voluntad política para el cumplimiento de las Recomendaciones de la Comisión de Esclarecimiento Histórico. El resarcimiento se reduce a la entrega de un monto económico de por si simbólico inmerso en denuncias de corrupción, las que hasta el momento no son desvanecidas por los responsables del programa. El Estado fomenta y reproduce la impunidad para proteger a los responsables del diseño, implementación y ejecución de la política represiva aplicada por la contrainsurgencia.

7. A los pueblos indígenas se les regatea con argumentos racistas, el derecho a la posesión y administración de sus Lugares Sagrados. También se les niega el derecho a participar y ser tomados en cuenta en las decisiones que les afectan en términos integrales. La construcción de la identidad nacional teniendo como sustento principal la identidad de los pueblos indígenas cada día se posterga, en su lugar en los tres organismos del Estado predominan la Opresión Cultural y la Discriminación Racista como elementos dinamizadores de su desempeño. En el Congreso de la República, por distintas razones continúan postergando el proceso de aprobación de la iniciativa de ley de "Lugares Sagrados de los Pueblos Indígenas" y otras establecidas en los Acuerdos de Paz.

8. En el acceso a la tierra se privilegió el mercado especulativo de tierras como única vía, el Fondo de Tierras como parte de la institucionalidad de la paz corre el riesgo de llegar a su fin, sino se acelera el proceso legislativo correspondiente, los subsidios para el arrendamiento de tierras son solo promesas. La solución a la problemática y conflictividad agraria no está en la agenda del gobierno, al contrario esta se posterga, es de señalar que la Iniciativa de Ley sobre el Desarrollo Rural Integral que contempla de alguna manera la temática, se estancó en su proceso por las presiones que el empresariado ejerce sobre los organismos, ejecutivo y el legislativo.

9. El poder civil está debilitado, la remilitarización del país es ascendente, cobra mayor impacto la duplicación de los efectivos del ejército, así como su ubicación y dislocación de fuerzas, las cuales se concentran territorialmente en las zonas en donde los megaproyectos puedan generar conflictividad social. La debilidad del poder civil especialmente en los aparatos de seguridad no es casual, es intencional. La agenda de la paz en materia de seguridad es de las más incumplidas, en ese sentido es de resaltar que los únicos beneficiados con esta situación son el narcotráfico y el crimen organizado.

10. Las reformas al Estado planteadas en los Acuerdos de Paz tienen vigencia política. Sin embargo se ven amenazadas por la Contrarreforma que plantea y quiere imponer el Grupo Pro reforma
En este treceavo aniversario de la firma de la paz firme y duradera el Partido URNG/MAIZ saluda al pueblo de Guatemala, y a su vez le reafirma su compromiso histórico de emplearse a fondo en la lucha por la preeminencia de sus intereses y la concreción de sus reivindicaciones históricas, económicas políticas, sociales y culturales, exhortándolo a reforzar y profundizar las luchas para hacer valer sus intereses y concretar el contenido de sus reivindicaciones, como única forma de hacer realidad la PAZ FIRME Y DURADERA.

COMITÉ EJECUTIVO NACIONAL

Guatemala 29 de Diciembre de 2009.

* Unidad Revolucionaria Nacional Guatemalteca

21 - XIII ANNIVERSARIO DELLA FIRMA DELLA PACE (1)

In questo 29 dicembre 2009, URNG / MAIZ dichiara al popolo del Guatemala, ai popoli del mondo e alla comunità internazionale:

1. Che nonostante gli accordi di pace sono considerati nella “Legge Quadro degli accordi di pace” come impegni dello Stato, il governo della UNE, come i governi neoliberali precedenti, non solo non li compiono e li violano, ma anche li manipolano in modo irresponsabile, demagogico e clientelare, per mascherare il carattere elitario delle sue politiche governa mentali, la corruzione e la irresponsabilità nella gestione dello Stato, così come l’intenzione di mantenere il potere. In questo senso, la doppia morale che regge l’attuale governo, solo dimostra abbondantemente che Alvaro Colom, e il suo governo, non ha vocazione per la pace, perché la pace stabile e duratura si ottiene solo basandosi su principi di giustizia sociale, plasmata negli accordi di pace.

2. Nei suoi due anni di governo la UNE ha dimostrato la sua piena conformità con gli interessi della oligarchia, e questo a partire dagli impegni del governo con il Piano Nazionale di Emergenza per la Riattivazione Economica, elaborato dalla classe imprenditoriale, che prospetta come pilastri fondamentali, le Alleanze Pubblico-Privato per la realizzazione di megaprogetti di infrastrutture che mettono a rischio le terre comunali, i danni che causeranno all’ambiente, e essenzialmente non riconoscono la sovranità popolare, prendendola in considerazione solo per partecipare a mitigare i danni che generino questi progetti, negando alla comunità il diritto di consulta, opinione e presa di posizione su questa materia, secondo la loro cultura, tradizioni e consuetudini. Il governo si è impegnato anche ad imporre la ratifica del Patto 175 della Organizzazione internazionale del lavoro, che rende precario il lavoro e sottomette pienamente la classe lavoratrice agli abusi che i datori di lavoro applichino impunemente.

3. Il governo di Alvaro Colom, ispirato e sostenuto dalla borghesia, protegge in maniere irrazionale gli interessi delle multinazionali. Per questo governo, gli interessi della Unión Fenosa, e delle sub aziende Deocsa e Deorsa, godono di privilegi pieni rispetto agli interessi popolari. Le proteste e le lotte di resistenza popolare, sono contro le frodi, le estorsioni, i soprusi  che queste imprese applicano impunemente in tutto il paese. 
I fatti recenti avvenuti in vari municipi di San Marcos e come i negoziatori del governo hanno portato avanti la situazione, così come la minaccia di rispondere al popolo solo sulla base della repressione, sono nell’insieme, un segno eloquente di quanto affermato. E’ da segnalare il fatto che il governo con tolleranza complice permette che gli imprenditori e i loro corpi di sicurezza privata eseguano sgomberi illegali nei confronti della popolazione, il caso di Nubes Izabal è la reiterazione di quello che era successo vari anni fa in Nueva Linda Retalhuleu. 

4. A tredici anni dalla firma degli accordi di pace, come abbiamo già denunciato un anno fa, la situazione di mancato compimento degli accordi di pace si riflette nella violenza sociale e delittuosa, nella povertà e nella estrema povertà, nella disoccupazione crescente, nell’impunità sfacciata, nell’impero della cupidigia della classe imprenditrice in materia di speculazione di prezzi, nell’assenza di creazione di nuovi posti di lavoro degni e di salari giusti, così come di prestazioni sociali alla classe lavoratrice, la totale mancanza di  principi di giustizia sociale nelle politiche dello Stato. Al loro posto si applicano misure di carattere paternalista, populista e clientelare.

5 . In materia di diritti umani, il governo reprime il movimento popolare, specialmente i movimenti contadini, e soprattutto quelli che lottano per il diritto alla terra, a una vita degna, per uno sviluppo sociale ed economico giusto, democratico, sostenibile, fondato sul carattere della nazione guatemalteca pluriculturale, multietnica e multilingue, con giustizia sociale, equità di genere e generazionale.                 (continua)
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COMITATO ESECUTIVO NAZIONALE
UNIDAD REVOLUCIONARIA NACIONAL GUATEMALTECA
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Guatemala 29 dicembre 2009

20 - XIII ANIVERSARIO DE LA FIRMA DE LA PAZ (1)

En este 29 de Diciembre de 2009, URNG/MAIZ ante el pueblo de Guatemala, los pueblos del mundo y la comunidad internacional declara:

1. Que pese a que los acuerdos de paz, son considerados en la "Ley Marco de los Acuerdos de Paz" como compromisos de Estado, el gobierno de la UNE, al igual que los gobiernos neoliberales anteriores no solo los incumplen y los violan, sino además los manipulan de manera irresponsable, demagógica y clientelar, para enmascarar el carácter elitista de sus políticas gubernamentales, la corrupción y la irresponsabilidad en la conducción del Estado, así como la intencionalidad de perpetuarse en el poder. En ese sentido la doble moral que sustenta al actual gobierno, solo demuestra con creces que Álvaro Colom y su gobierno NO TIENEN VOCACION DE PAZ, pues la paz firme y duradera solo se consigue sobre los principios de la Justicia Social plasmada en los Acuerdos de Paz.

2. En sus dos años de gobierno la UNE ha demostrado su plena correspondencia con los intereses oligárquicos, esto se da a partir de los compromisos del gobierno con el Plan Nacional de Emergencia para la Reactivación Económica elaborado por el empresariado, el cual se plantea como pilares fundamentales, las Alianzas Público Privadas para la ejecución de los MEGAPROYECTOS en infraestructura en donde colocan en alto riesgo a las tierras comunales, los daños que ocasionarán al medio ambiente, y principalmente desconocen a la soberanía popular, al solo tomarla en cuenta para que participe en la mitigación de los daños que causen estos proyectos, negándoles a las comunidades el derecho de consulta, opinión y posición sobre esta materia, según su cultura, tradiciones y costumbres. También el gobierno tiene compromisos para imponer la ratificación del Convenio 175 de la OIT, el cual precariza el trabajo y somete plenamente a la clase trabajadora a las arbitrariedades que el sector patronal aplique con toda impunidad.

3. El gobierno de Alvaro Colom inspirado y sustentado en la GOBERNABILIDAD BURGUESA protege de manera irracional los intereses de las transnacionales. Para este gobierno los intereses de la Empresa Unión Fenosa y sus sub empresas DEOCSA Y DEORSA tienen privilegios plenos sobre los intereses populares. Las protestas y las luchas de resistencia popular, se dan en contra de las estafas, extorciones y atropellos que estas empresas aplican de manera impune en todo el país. Los acontecimientos recientes en varios municipios de San Marcos y la forma como los negociadores del gobierno manejaron la situación, así como la amenaza de responderle al pueblo solo sobre la base de la represión son en su conjunto una muestra elocuente de lo señalado. Es de señalar el hecho de que el gobierno con tolerancia cómplice permite que empresarios y sus cuerpos de seguridad privada ejecuten desalojos ilegales en contra de la población, el caso de las Nubes Izabal es la réplica de lo que hace varios años sucedió en Nueva Linda Retalhuleu.

4.  A trece años de la firma del Acuerdo de la Paz Firme y Duradera, tal y como denunciamos hace un año, la situación del incumplimiento de los acuerdos de paz se refleja en la violencia social y delictiva, la pobreza y la pobreza extrema, el desempleo creciente, la impunidad descarada, el imperio de la codicia empresarial en materia de especulación de precios, la ausencia de generación de empleo digno y salarios justos, así como prestaciones a la clase trabajadora, la ausencia plena de los principios de justicia social en las políticas de Estado. En su lugar aplican medidas cosméticas de carácter paternalista, populista y clientelar.

5. En materia de derechos humanos, el gobierno reprime al movimiento popular especialmente en contra del movimiento campesino, y sobre todas aquellas luchas por el derecho a la tierra, la vida digna, por un desarrollo social y económico justo, democrático, sustentable, fundamentado en el carácter de la nación guatemalteca pluricultural, multiétnica y multilingüe, con justicia social, equidad de género y generacional.  (sigue)
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COMITÉ EJECUTIVO NACIONAL

Guatemala 29 de Diciembre de 2009
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 Unidad Revolucionaria Nacional Guatemalteca

lunedì 28 dicembre 2009

19 - COMUNICATO DEI VESCOVI DELLA PROVINCIA ECCLESIASTICA DE LOS ALTOS

Riuniti a Panajachel, noi vescovi membri della provincia ecclesiastica de Los Altos siamo rattristati di fronte all’aumento dei casi di linciaggi nelle nostre diocesi.
Sappiamo che l’ondata di delinquenza in Guatemala cresce e raggiunge ogni angolo del nostro paese. Sappiamo che nella popolazione c’è malcontento per il compimento della giustizia, così come una grande delusione di fronte ai fragili risultati di tutto l’apparato dell’amministrazione della giustizia nel paese.
I linciaggi negli ultimi due mesi sono aumentati numericamente e sono diventati più feroci. Nelle nostre diocesi, presunti delinquenti sono stati picchiati da moltitudini criminali esaltate, fino a provocarne la morte, in alcuni casi mediante percosse, in altri casi bruciandoli vivi. In alcuni casi i linciaggi sono avvenuti contro ufficiali di polizia. In vari casi recenti, la polizia è stata aggredita, le sue radio incendiate e perfino le installazioni di polizia sono state oggetto del vandalismo vendicatore di una presunta giustizia popolare, che non possiamo qualificare se non come criminale.
Fedeli al Vangelo, per esercitare con responsabilità il nostro ministero episcopale di dichiarare la verità, affermiamo di fronte alla proliferazione di questi fatti di violenza:
Il linciaggio è peccato. E peccato grave.  Lo è per due motivi: perché è un attentato contro la dignità di ogni persona anche del colpevole, e perché viola il quinto comandamento. Partecipare ad azioni che conducano a linciaggi è un peccato gravissimo contro il comandamento che dichiara di rispettare la vita. Permettere che i bambini siano testimoni dei linciaggi è anche da condannare. Ogni azione realizzata da una moltitudine sarà sempre completamente ingiusta, dato che in questi casi la gente non pensa, ma si lascia guidare ciecamente da chi grida più forte. Le giustificazioni e perfino la simpatia popolare con la quale sono visti i linciaggi costituiscono una negazione indiretta del quinto comandamento. Perciò, in questo comunicato, diretto ai cattolici delle nostre diocesi, vogliamo sottolineare il ripudio di Dio di questo tipo di azioni, di coloro che le commettono, dei complici e dei simpatizzanti.
Il Vangelo di nostro Signore Gesù Cristo è un vangelo di vita e un vangelo che cerca la giustizia. Quando la ricerca della giustizia si realizza calpestando il diritto alla vita, stiamo offendendo gravemente il Signore.
Esortiamo le autorità civili a mantenere uno stretto contatto con la società civile per illustrare i procedimenti legali penali e rendere più agili le pratiche giudiziarie al fine di agire con giustizia ed equità. Ritardare, manipolare, rendere inefficienti gli strumenti per amministrare la giustizia è una mancanza grave che contribuisce all’ingovernabilità. 
Come pastori del popolo di Dio, vogliamo manifestare il nostro più energico rifiuto a questo tipo di azioni che generano caos cittadino, che seminano l’ingovernabilità e che confondono la coscienza di molte persone che credono corretto ciò che solamente è una grave offesa a Dio. Incarichiamo i parroci di dare lettura di questo comunicato nelle Messe domenicali della quarta domenica di avvento.
Panajachel, 11 dicembre 2009.
                                                                 .                                                                             
Oscar Julio Vián Morales, Arzobispo Metropolitano de Los Altos, Quetzaltenango-Totonicapán
Rodolfo Bobadilla Matta Obispo de Huehuetenango
Alvaro Ramazzini Imeri  Obispo de San Marcos
Pablo Vizcaíno Prado Obispo de Suchitepéquez-Retalhuleu
Mario Alberto Molina Palma Obispo de Quiché
Gonzalo de Villa y Vásquez Obispo de Sololá-Chimaltenango

18 - COMUNICADO DE LOS OBISPOS DE LA PROVINCIA ECLESIASTICA DELOS ALTOS

Reunidos en Panajachel, los obispos abajo firmantes, miembros de la Provincia Eclesiástica de los Altos, estamos entristecidos ante el aumento de casos de linchamientos en nuestras diócesis.
1. Sabemos que la ola de delincuencia en Guatemala crece y se hace presente en todos los rincones de nuestro país. Sabemos también que en la población hay un clamor general por el cumplimiento de la justicia así como una gran decepción ante los débiles resultados de todo el aparato de administración de justicia en la nación.
2. Los linchamientos en los últimos dos meses se han agravado en su frecuencia y en su ferocidad. En nuestras diócesis, presuntos delincuentes, han sido golpeados por turbas criminales enardecidas hasta provocarles la muerte, en unos casos a golpes; en otros, quemándolos vivos. En algunos casos los linchamientos han ocurrido contra oficiales de policía. En varios casos recientes, la policía ha sido agredida, sus radiopatrullas incendiadas y hasta las instalaciones de la policía han sido víctima del vandalismo justiciero de una presunta justicia popular que no podemos calificar sino como criminal.
3. Fieles al evangelio, para ejercer con responsabilidad nuestro ministerio episcopal de decir la verdad, afirmamos frente a la multiplicación de estos hechos de violencia.
4. Linchar es pecado, y pecado grave. Lo es por dos motivos: porque es un atentado contra la dignidad de toda persona, incluso culpable, y porque quebranta el quinto mandamiento. Participar en acciones que conduzcan a linchamientos es pecar gravísimamente contra el mandamiento del evangelio que nos dice: respeta la vida. Permitir que niños sean testigos de los linchamientos es también condenable. Toda acción realizada por una turba será siempre absolutamente injusta, ya que en esos casos la gente no piensa sino que se deja guiar ciecamente por el que más grita. Las justificaciones y hasta la simpatía popular con que los linchamientos son vistos constituyen una negación indirecta del quinto mandamiento. Por ello, en este comunicado, dirigido a los católicos de nuestras diócesis, queremos enfatizar el repudio de Dios a este tipo de acciones, a sus hechores, a sus cómplices y a sus simpatizantes.
5. El evangelio de Nuestro Señor Jesucristo es un evangelio de vida y un evangelio que busca la justicia. Cuando la búsqueda de la justicia pasa atropellando el derecho a la vida, estamos ofendiendo gravemente al Señor.
6. Exhortamos a las autoridades a mantener un contacto estrecho con la sociedad civil para explicarles los procedimientos legales penales y a agilizar los trámites judiciales para actuar con justicia y equidad. Retrasar, manipular, hacer ineficientes los instrumentos para administrar la justicia es también una falta grave que contribuye a la ingobernabilidad.
Queremos como pastores del pueblo de Dios, manifestar nuestro más enérgico rechazo a este tipo de acciones que generan caos ciudadano, que siembran ingobernabilidad y que ofuscan la conciencia de muchas personas que creen correcto lo que no es sino una ofensa grave contra Dios. A los párrocos encargamos dar lectura a este comunicado en las misas dominicales del cuarto domingo de adviento.
En Panajachel, a 11 de Diciembre de 2009
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Oscar Julio Vián Morales, Arzobispo Metropolitano de Los Altos, Quetzaltenango-Totonicapán,
Rodolfo Bobadilla Matta Obispo de Huehuetenango,
Alvaro Ramazzini Imeri  Obispo de San Marcos,
Pablo Vizcaíno Prado Obispo de Suchitepéquez-Retalhuleu,
Mario Alberto Molina Palma Obispo de Quiché,
Gonzalo de Villa y Vásquez Obispo de Sololá-Chimaltenango.

martedì 15 dicembre 2009

17 - "OPERAZIONE SOFIA" IN QUICHE’

Per la prima volta nella storia è provato che il genocidio indigeno del Guatemala nella sua peggiore tappa è stato ordinato dal governo militare di Efraín Ríos Montt, secondo quanto hanno rivelato documenti ufficiali, ottenuti e resi pubblici il 3 dicembre dalla National Securty Archive.
Gli archivi della cosiddetta “Operazione Sofia” contengono documenti militari segreti sulla campagna di contro la guerriglia che ha avuto come conseguenza l’assassinio di decine di migliaia di civili maya in Guatemala, secondo quanto ha infirmato il National Securty Archive (NSA) al momento di divulgare il materiale.
I documenti stabiliscono che l’operazione citata “è stata eseguita come parte di una strategia militare del presidente di fatto del Guatemala, il generale Efrain Rios Montt, sotto il comando e il controllo degli ufficiali di più alto rango” ha sostenuto il NSA.
Il documento del governo guatemalteco, di 359 pagine, presenta i dettagli dell’uccisione di uomini, donne e bambini non armati, la distruzione di abitazioni, coltivazioni, uccisione di animali, e il bombardamento aereo indiscriminato di rifugiati. I documenti includono piani operativi, mappe, ordini, rapporti di operazioni e report di pattugliamenti. Inoltre, vi è l’ordine iniziale di dare avvio all’operazione datato 8 luglio 1982, firmato dal capo di stato maggiore generale Hector Mario López Fuentes.
Il documento è stato presentato mercoledì 3 dicembre da Kate Doyle, direttrice del Progetto Guatemala, del NSA, all’Audiencia Nacional spagnola, che sta giudicando sul caso del  genocidio in Guatemala, nel quale è accusato Ríos Montt e altri alti ufficiali (la causa originaria è stata presentata dalla Fondazione Rigoberta Menchú Tum nel 1999).
Doyle ha presentato i documenti al giudice Santiago Pedraz, dell’Audiencia Nacional, che presiede il caso. I documenti sono stati ottenuti dal National Security Archive da fonti della servizi segreti militari in Guatemala, dopo che all’inizio dell’anno il ministro della difesa, generale Abraham Valenzuela González aveva affermato che non era possibile rintracciare questi documenti, né presentarli ad un giudice guatemalteco, come era stato ordinato dal Tribunale costituzionale nel 2008.
Nel suo riassunto e analisi dei documenti presentati al tribunale spagnolo, Doyle ha affermato che l’operazione militare è iniziata il 16 luglio del 1982 nella zona Ixil nel Quichè. Il proposito, secondo quanto è descritto nel piano militare, è quello di realizzare operazioni contro insurrezionali e psicologiche nell’area delle operazioni della Fuera de  Tarea Gumarcaj per sterminare i sovversivi della zona. La campagna è durata fino al 19 di agosto e ha coinvolto ufficiali e truppe di varie unità delle forze armate.
(David Brooks, La Jornada, 4/12/2009)  

16 - DOCUMENTOS PRUEBAN QUE RÍOS MONTT ORDENÓ GENOCIDIO INDÍGENA

Por primera vez en la historia se comprueba que el genocidio indígena en Guatemala en su peor etapa fue ordenado por el gobierno militar de Efraín Ríos Montt, revelan documentos oficiales obtenidos y divulgados ayer (3) por el National Security Archive.
Los archivos de la llamada Operación Sofía contienen documentos militares secretos sobre la campaña de contrainsurgencia que resultó en matanzas de decenas de miles de civiles mayas en Guatemala, informó el National Security Archive (NSA) al divulgar el material. Los documentos establecen que la operación citada "fue ejecutada como parte de la estrategia militar del presidente de facto de Guatemala, el general Efraín Ríos Montt, bajo el comando y control de los oficiales militares de más alto rango", afirmó el NSA.
El documento del gobierno guatemalteco, de 359 páginas, detalla la matanza de hombres, mujeres y niños no armados, la destrucción de viviendas, cultivos y animales, y el bombardeo aéreo indiscriminado de refugiados. Los documentos incluyen planes operativos, mapas, órdenes, informes de resultados y reportes de patrullajes. Además, está la orden inicial de lanzar la operación fechada el 8 de julio de 1982 firmada por el jefe del estado mayor, general Héctor Mario López Fuentes.
El documento fue presentado este miércoles por Kate Doyle, directora del Proyecto Guatemala del NSA, ante la Audiencia Nacional de España que está procediendo sobre el caso de genocidio en Guatemala, en el cual están acusados Ríos Montt y otros altos oficiales (la querella original fue presentada por la Fundación Rigoberto Menchú Tum en 1999).
Doyle presentó los documentos ante el juez Santiago Pedraz, de la Audiencia Nacional, quien preside el caso. Los documentos fueron obtenidos por el NSA de fuentes de inteligencia militar en Guatemala, después que a principios de este año el ministro de Defensa, general Abraham Valenzuela González, había afirmado que no era posible localizar estos documentos, ni presentarlos ante un juez guatemalteco como fue ordenado por el tribunal constitucional de ese país en 2008.
En su resumen y análisis de los documentos presentados ayer ante el tribunal español, Doyle afirmó que la operación militar se lanzó el 16 de julio de 1982 en la zona de Ixil en El Quiché. El propósito, según se describe en el plan militar, era realizar operaciones contrasubversivas y sicológicas en el área de operaciones de la FT (Fuerza de Tarea) Gumarcaj para exterminar a los elementos subversivos en el área. La campaña duró hasta el 19 de agosto e involucró oficiales y tropas de varias unidades de las fuerzas armadas.
(David Brooks, La Jornada, 4/12/2009)  

15 - IN AUMENTO I LINCIAGGI

La giustizia fatta da sé, da parte di cittadini colpiti dalla delinquenza, che molte volte si conclude con percosse e anche con la morte di supposti delinquenti, preoccupa l’Ufficio del procuratore per i diritti umani (PDH), che stima che il 2009 sarà l’anno con il maggior numero di fatti ci questo tipo degli ultimi cinque anni.
Rolando Yoc, della Unidad de Incidencia en Políticas Públicas, ha sottolineato che la reazione  dei cittadini che incorrono in atti delittuosi deriva direttamente dall’inefficacia del sistema di giustizia, che ha perso totale credibilità nella società.
Nelle ultime settimane ci sono stati circa cinque linciaggi in vari dipartimenti del paese, con il risultato di otto persone morte, molte di loro bruciate vive. In Sololà, una moltitudine di almeno duemila abitanti ha percosso e ha gettato benzina contro un uomo e tre donne, che si sono salvate grazie alla mediazione della Polizia Nazionale Civile.
Nel villaggio Chicol, Santa Bárbara, Huehuetenango, due uomini e una donna hanno perso la vita, accusati di aver sequestrato e ucciso una persona del luogo; in Quiché un uomo, accusato dai vicini di commettere assalti è stato condotto nella piazza principale e bruciato vivo. 
Yoc ha indicato che con questo tipo di atti, cercando di risolvere un errore con un altro, la violenza è aumentata e si è acutizzata, e quello che è peggio in questi casi è che muoiano persone innocenti.
Il funzionario ha segnalato che per far fronte al fenomeno, che è andato aumentando negli ultimi anni, stanno lavorando per sensibilizzare sul tema sindaci, operatori di giustizia e impiegati pubblici, così come la stessa popolazione.
Allo stesso modo, lo scorso aprile hanno presentato insieme alla Chiesa Cattolica e all’Università di San Carlos, una proposta concreta al governo per combattere l’insicurezza, chiamato Accordo nazionale di Sicurezza,  allo scopo di combattere questi atti delittuosi.
Secondo cifre della PDH, i linciaggi sono aumentati considerevolmente negli ultimi anni: nel 2004 erano stati 54, nel 2007 sono stati 117 e nel 2008 hanno raggiunto il numero di 135. 
(Da Cerigua, Adital 8/12/2009)

14 - LINCHAMIENTOS SE HA CONVERTIDO EN UN GRAVE PROBLEMA SOCIAL

La toma de justicia por mano propia, de parte de pobladores afectados por la delincuencia, que muchas veces termina en golpes e incluso en la muerte de supuestos delincuentes, preocupa a la Procuraduría de los Derechos Humanos (PDH), que estima que el 2009 será el año con más hechos de esta naturaleza en los últimos cinco años.
Rolando Yoc, de la Unidad de Incidencia en Políticas Públicas de la entidad gubernamental, señaló que la reacción de los pobladores que incurren en actos delictivos deriva directamente de la ineficacia del sistema de justicia, que ha perdido total credibilidad en la sociedad. 
En las últimas semanas se produjeron cerca de cinco linchamientos en varios departamentos del país, con el saldo de ocho personas muertas, muchas de ellas quemadas vivas; en Sololá, una turba de al menos 2 mil pobladores vapuleó y roció gasolina a un hombre y a tres mujeres, que se salvaron gracias a la intermediación de la Policía Nacional Civil.
En la aldea Chicol, Santa Bárbara, Huehuetenango, dos hombres y una mujer también perdieron la vida, al ser acusadas de secuestrar y dar muerte a una persona del lugar; en Quiché un hombre sindicado por los vecinos de cometer asaltos fue llevado a la plaza y fue quemado vivo.
Yoc indicó que con este tipo de hechos, que busca solucionar un error con otro la violencia se ha incrementado y agudizado; lo peor que puede pasar en estos casos es que mueran personas inocentes consideró.
El funcionario señaló que para contrarrestar el fenómeno que ha ido en aumento en los últimos años han estado trabajando y sensibilizando a alcaldes, operadores de justicia y oficiales así como a la misma población en el tema.
Asimismo en abril último presentaron junto a la Iglesia Católica y la Universidad de San Carlos una propuesta concreta al gobierno para combatir la inseguridad, llamado Acuerdo Nacional de Seguridad, con el fin de combatir estos actos delictivos.
Según cifras de la PDH, los linchamientos han aumentado considerablemente en los últimos años; en 2004 se produjeron 54, en el 2005 54, en 2006, en 2007 117 y en el 2008 135.
(Cerigua , Adital, 8 /12/2009)