Benvenuti nel blog “Orizzonte Guatemala”! Siamo un gruppo di amici del Guatemala e con questo strumento di comunicazione e condivisione vogliamo contribuire a fare conoscere l’attualità di questo bellissimo paese, al quale ci legano vincoli di amicizia e di solidarietà con tanti amici guatemaltechi.


venerdì 25 febbraio 2011

391 - COMUNICATO STAMPA - CONSIGLIO MAYA MAM DI QUETZALTENANGO

Gli abitanti di tutte le 47 comunità, insieme ad organizzazioni per lo sviluppo locale e al Governo Municipale del municipio Maya Mam di San Juan Ostuncalco, dipartimento di Quetzaltenango, alla comunità nazionale ed internazionale, ai mezzi di comunicazione e alla popolazione in generale, davanti al quarto furto e alle minacce provocate dalle politiche di sfruttamento minerario che danneggiano alla Madre Natura e la sua popolazione, comunichiamo:

1. Che nel territorio del nostro paese maya Mam di Quetzaltenango e particolarmente nei municipi di Huitán, Cabricán e San Carlos Sija sono state autorizzate le licenze di esplorazione di miniere di oro, argento, zinco ed altri metalli, che sono identificate con i nomi di: MAQUIVIL Registro LR-O74, CALEL Registro LEXR-828, ELUVIA Registro LEXR-010-06, Marina Registro LEXR-08-06, tutte autorizzate dal Ministero dell’Energia e Miniere (MEM) senza informazione né consenso previo dei nostri popoli, in origine proprietari di queste terre.

2. Che come popoli Maya Mam tu Txeljub ' (Quetzaltenango), Chnab'Jul (Huehuetenango), Txe Chman, San Marcos, e Toj Mlaj ' (Retalhuleu), membri del Consiglio Maggiore Mam del Guatemala, Consiglio dei Popoli dell’Occidente (CPO), ed il Gran Consiglio Nazionale e Regionale delle Autorità Ancestrali Maya, Garífuna e Xinca, oggi più mai siamo organizzati ed uniti per la conservazione della Madre Terra ed in Difesa del Territorio che storicamente ci appartiene.

3. Oggi Wajxaq Q'anil dell'anno 5126 (18 febbraio 2011), come popolo Maya Mam di Oxe Tun K'al, insieme al nostro Governo Municipale, celebriamo la nostra Consultazione Comunitaria, protetti dalla Costituzione Politica della Repubblica, dall’Accordo 169 dell'OIL e dalla Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei Popoli Indigeni, dal Codice Municipale e dalla Legge dei Consigli per lo Sviluppo Urbano e Rurale; e, cosa più importante, utilizzando le nostre forme proprie di organizzazione, per prendere le decisioni come i nostri nonni e nonne c'insegnarono.

4. Secondo il risultato della consultazione comunitaria realizzata oggi 18 febbraio 2011, alla quale parteciparono in massa bambini, bambine, giovani, ragazze, adulti, donne, anziani ed anziane: trentottomila seicentotrenta persone (38.630) respingiamo energicamente lo sfruttamento minerario nel nostro territorio, perché siamo coscienti delle sue conseguenze, come è stato dimostrato nel territorio del popolo Maya Mam di San Miguel Ixtahuacán e nel popolo maya Sipakapense in San Marcos. Questo risultato rappresenta la voce e decisione del 90% della popolazione del nostro municipio, mentre solo 84 persone hanno detto di essere a favore.

5. Davanti a questa decisione del nostro popolo maya Mam di San Juan Ostuncalco, chiediamo:
a. Al Governo Centrale attraverso il Ministero dell’Energia e Miniere, e Ministero dell’Ambiente e Risorse Naturali che non conceda più licenze di esplorazione e sfruttamento della madre terra e cancelli tutte le licenze già concesse nel nostro municipio ed in tutti i municipi del paese, per idroelettriche e mega progetti, la cosa riferita al corridoio tecnologico e al litorale pacifico, come il caso del cementificio in San Juan Sacatepéquez, poiché non ha il consenso e l’autorizzazione dei nostri popoli.
b. Alle imprese transnazionali chiediamo il rispetto delle decisioni del nostro popolo, basandosi sul compimento delle leggi nazionali ed internazionali.
c. Ci uniamo alla lotta del popolo maya Mam di San Miguel Ixtahuacán e del popolo maya Sipakapense, affinché il governo renda effettive le misure cautelari dettate dalla Commissione Interamericana per i Diritti umani (CIDH) e chiediamo la sospensione immediata dello sfruttamento minerario nei nostri territori.

6. Invitiamo i popoli originari del Guatemala ad unirsi alla causa della nostra lotta, per fare fronte comune davanti alle politiche pubbliche che minacciano i nostri diritti come popoli.

7. E a tutti i mezzi di comunicazione sociali chiediamo di informare con verità legata alla realtà dei nostri popoli.

Per la libera determinazione ed autonomia dei nostri popoli!!!
Popoli maya Mam di San Juan Ostuncalco, Quetzaltenango 19 di febbraio di 2011

390 - COMUNICADO DE PRENSA DEL CONSEJO MAYA MAM DE QUETZALTENANGO

Los habitantes de todas las cuarenta y siete comunidades, organizaciones de desarrollo local y Gobierno Municipal del municipio Maya Mam de San Juan Ostuncalco, departamento de Quetzaltenango, a la comunidad nacional e internacional, medios de comunicación y población en general, ante el cuarto robo y las amenazas provocadas por las políticas de explotación minera que dañan a la Madre Naturaleza y su población, comunicamos lo siguiente:
1. Que en territorio de nuestro pueblo maya Mam de Quetzaltenango y particularmente en los municipios de Huitán, Cabricán y San Carlos Sija están autorizadas licencias de exploración de minas de oro, plata, zinc y otros metales, las cuales son identificadas con los nombres de: MAQUIVIL Registro LR-O74, CALEL Registro LEXR-828, ELUVIA Registro LEXR-010-06, MARINA Registro LEXR-08-06, todas autorizadas por el Ministerio de Energía y Minas – MEM - sin información ni consentimiento previo de nuestros pueblos, ancestralmente propietarios de estas tierras.

2. Que como pueblo Maya Mam te Txeljub’ (Quetzaltenango), Chnab’Jul (Huehuetenango), Txe Chman (San Marcos) y Toj Mlaj’ (Retalhuleu), miembros del Consejo Mayor Mam de Guatemala, Consejo de los Pueblos de Occidente – CPO, y el Gran Consejo Nacional y Regional de Autoridades Ancestrales Maya, Garífuna y Xinca, hoy más que nunca estamos organizados y unidos en la conservación la Madre Tierra y en Defensa del Territorio que históricamente nos corresponde.

3. Hoy Wajxaq Q’anil del año 5126, (18 de febrero de 2011), como pueblo Maya Mam de Oxe Tun K’al, unidos con nuestro Gobierno Municipal, celebramos nuestra Consulta Comunitaria de Buena Fe, amparados en la Constitución Política de la República, Convenio 169 de la OIT y Declaración de las Naciones Unidas sobre los derechos de los Pueblos Indígenas, Código Municipal y Ley de Consejos de Desarrollo Urbano y Rural; y lo más importante utilizando nuestras formas propias de organización, formas de toma de decisiones tal y como nuestros abuelos y abuelas nos enseñaron.

4. De acuerdo al resultado de la consulta comunitaria de buena fe realizada hoy diez y ocho de febrero de 2011, en la que participaron masivamente niños, niñas, jóvenes, señoritas, adultos, mujeres, ancianos y ancianas: TREINTA Y OCHO MIL SEISCIENTOS TREINTA PERSONAS (38,630) RECHAZAMOS ENERGICAMENTE LA EXPLOTACION MINERA EN NUESTRO TERRITORIO, porque estamos conscientes de sus consecuencias, como ha quedado demostrado en los territorio del pueblo Maya Mam de San Miguel Ixtahuacán y pueblo maya Sipakapense en San Marcos. Dicho resultado representa la VOZ Y DECISION del 90% de la población de nuestro municipio, mientras que solo 84 personas dicen estar a favor.


5. Ante esta decisión de nuestro pueblo maya Mam de San Juan Ostuncalco, demandamos:
a). Al Gobierno Central a través del Ministerio de Energía y Minas, y Ministerio de Ambiente y Recursos Naturales QUE NO EXTIENDA MÁS LICENCIAS DE EXPLORACIÓN Y EXPLOTACION DE LA MADRE TIERRA y CANCELE TODAS LAS LICENCIAS YA OTORGADAS EN NUESTRO MUNICIPIO Y EN TODOS LOS MUNICIPIOS DEL PAIS, hidroeléctricas, mega proyectos, lo relacionado al corredor tecnológico y el litoral del pacifico, así como el caso de la cementera en San Juan Sacatepéquez, ya que no cuenta con el consentimiento y autorización por nuestros pueblos.
b). A las empresas transnacionales demandamos el respeto a las decisiones de nuestro pueblo, apegándose al cumplimiento de las leyes nacionales e internacionales.
c). Nos sumamos a la lucha de pueblo maya Mam de San Miguel Ixtahuacán y pueblo maya Sipakapense, para que el gobierno haga efectiva las Medidas Cautelares dictadas por la Comisión Interamericana de Derechos Humanos - CIDH y pedimos la suspensión inmediata de la explotación minera en nuestros territorios.

6. INVITAMOS a los pueblos originarios de Guatemala, a unirse a la causa de nuestra lucha, para hacer un frente común ante las políticas públicas que amenazan nuestros derechos como pueblos.

7. Y a todos los medios de comunicación social les demandamos informar con veracidad apegada a la realidad de nuestros pueblos.

POR LA LIBRE DETERMINACION Y AUTONOMIA DE NUESTROS PUEBLOS!!!
Pueblo maya Mam de San Juan Ostuncalco, Quetzaltenango 19 de febrero de 2011

domenica 20 febbraio 2011

389 - SERIE DI SABOTAGGI A IMPIANTI ELETTRICI CAUSANO PREOCCUPAZIONE

La distruzione di tre torri dell’impianto elettrico nel nordovest del Guatemala, per un totale di 11 sabotaggi, ha promosso considerazioni sull'apparizione di un gruppo guerrigliero nella zona, benché il governo abbia scartato quella possibilità.
Edwin Hernández, direttore della centrale idroelettrica Xacbal che opera nel dipartimento di Quiché, ha qualificato il fatto come "atto terroristico", e ha detto che in totale sono stati abbattute undici torri dallo scorso novembre.
Il sabotaggio ha colpito la linea di trasmissione di elettricità che collega la pianta dell'idroelettrica col sistema nazionale interconnesso, ha spiegato l’imprenditore in un comunicato dell'impresa.
"Come associazione, non possiamo lasciare passare questa situazione senza manifestare la nostra profonda preoccupazione. Sono atti che si commettono impunemente, visto che lo Stato non agisce per catturare questi delinquenti", ha affermato al quotidiano Siglo XXI il direttore dell'Associazione Nazionale dei Generatori, Horacio Fernández.
Il titolare della Segreteria delle Comunicazioni Sociali della Presidenza, Ronaldo Robles, ha affermato che l'atto criminale potrebbe generare tagli del servizio elettrico in 11 municipi di El Quiché e Huehuetenango.
"A dispetto delle iniziative (di sicurezza) prese dalle autorità, è evidente che gli attacchi hanno continuato e non si è raggiunta, per il momento, una soluzione effettiva per frenarli", ha deplorato il funzionario nelle dichiarazioni alla stampa.
Da parte sua, il ministro dell'Interno, Carlos Menocal, ha escluso l'esistenza di un gruppo sovversivo in quella zona, colpita dalla guerra civile che sconvolse il paese tra 1960 e 1996, e ritiene che si tratti piuttosto di un gruppo che cerca di realizzare estorsioni all'impresa idroelettrica.
Prensa Libre, 18/02/2011

388 - SERIE DE SABOTAJES A TENDIDO ELÉCTRICO CAUSAN PREOCUPACIÓN

El derribo de tres torres del tendido eléctrico en el noroeste de Guatemala, con lo que se eleva a 11 el número de sabotajes, alentó especulaciones sobre la aparición de un grupo guerrillero en la zona, aunque el gobierno ha descartado esa posibilidad.
Edwin Hernández, gerente de la hidroeléctrica Xacbal, que opera en el departamento de Quiché, calificó el hecho de "acto terrorista", y dijo que en total han sido derribadas once torres desde noviembre pasado.
El sabotaje afectó la línea de transmisión de electricidad que conecta la planta de la hidroeléctrica con el sistema nacional interconectado, detalló el empresario en un comunicado de la empresa.
"Como gremio, no podemos dejar pasar esta situación sin manifestar nuestra profunda preocupación. Son actos que se cometen impunemente, en vista de que el Estado no ejecuta acciones para capturar a estos delincuentes", afirmó al diario Siglo XXI el director de la Asociación Nacional de Generadores, Horacio Fernández.
El titular de la Secretaría de Comunicación Social de la Presidencia, Ronaldo Robles, afirmó que el acto delictivo podría generar cortes del servicio eléctrico en 11 municipios de El Quiché y Huehuetenango.
"Pese a las iniciativas (de seguridad) tomadas por las autoridades, es evidente que los ataques han continuado y no se ha logrado, por el momento, una solución efectiva para frenarlos", lamentó el funcionario en declaraciones a la prensa.
Por su parte, el ministro del Interior, Carlos Menocal, descartó la existencia de un grupo subversivo en esa zona, afectada por la guerra civil que vivió el país entre 1960 y 1996, y estimó que se trata más bien de un grupo que intenta extorsionar a la empresa hidroeléctrica.
Prensa Libre, 18/02/2011

387 - COMUNICATO DEL VICARIATO APOSTOLICO DEL PETEN DI FRONTE AL VILE ASSASSINIO DEL DOTTOR EDY CACERES RODRIGUEZ

Con tutti gli uomini e le donne di buona volontà della società del Peten, siamo costernati dal vile assassinio del dottor Edy Cáceres Rodríguez, giudice di prima istanza di diritto civile, delle imposte, lavoro e previdenza sociale del municipio di San Benito Peten. Preghiamo per il suo riposo eterno e ci stringiamo alla sua famiglia, e a tutte le famiglie che subiscono la violenza che continua a provocare sofferenza, indignazione e paura nella società del Petèn. Allo stesso tempo, esprimiamo la nostro più ferma condanna di fronte a questo nuovo atto di violenza ed esortiamo la società e lo Stato a reagire a questi continui attacchi alla convivenza e allo Stato di Diritto.
Il dottor Edy Cáceres Rodríguez ha lavorato con etica e responsabilità, ha sostenuto organizzazioni per i diritti umani in via di formazione, ed era ritenuto un ottimo docente universitario. La mattina del 15 febbraio 2011, mentre stava andando al lavoro, è stato colpito con diversi colpi d'arma da fuoco ed è morto all'ospedale regionale di San Benito. Di fronte a questo vile attacco del crimine nei confronti della giustizia del Peten, esprimiamo la nostra più energica condanna e ripudio, e ci appelliamo alle autorità preposte perché indaghino a fondo sull'accaduto, in modo che i responsabili siano portati in tribunale. L'assassinio di chiunque, e oggi in particolare quello di un professionista della giustizia con eccellenti qualità umane, non deve restare impunito. Sappiamo bene che in Guatemala l'impunità alimenta violenza e ingiustizia.
Chiediamo inoltre alle autorità di fornire protezione agli operatori della giustizia del dipartimento di Peten. Nel mese di luglio 2010 fu assassinata Daniela Odez Teni, ufficiale di prima istanza penale e il 9 febbraio il promotore di salute rurale Ramiro Chon, membro fondatore della commissione dei Quidici, organizzazione rappresentativa nel campo della salute nei comuni di Libertad e Sayaxchè, nella regione del Peten.
I ripetuti attacchi contro gli operatori di giustizia sono una chiara dimostrazione della debolezza dello Stato di Diritto in Guatemala e dimostrano di non esser frutto della delinquenza comune. La popolazione del Petèn e le organizzazioni che difendono i diritti umani appoggiano ogni azione tesa a proteggere il lavoro degli operatori di giustizia, in modo che non venga limitata la lotta contro l’impunità. Chiediamo dunque alla procura distrettuale di San Benito di indagare sull'assassinio del dottor Edy Cáceres Rodríguez e esortiamo le autorità, specialmente la Corte Suprema di Giustizia, a raddoppiare gli sforzi per proteggere gli operatori di giustizia che siano o possano essere oggetto di minacce e intimidazioni.
Infine vogliamo ribadire il nostro impegno, insieme ad altre organizzazioni del Peten, a continuare il lavoro dalla commissione di giustizia e sicurezza per la ricerca di un migliore coordinamento tra le istituzioni e con la società civile, allo scopo di combattere la violenza e l'impunità, per la costruzione di una società più giusta e pacifica.
Vicariato Apostólico de Petén, Santa Elena, Flores Petén, 16 de febrero de 2011.

386 - COMUNICADO DEL VICARIATO APOSTÓLICO DE PETÉN ANTE EL VIL ASESINATO DEL LICENCIADO EDY CÁCERES RODRÍGUEZ.

Con todos los hombres y mujeres de buena voluntad de la sociedad petenera, el Vicariato Apostólico de Petén, nos sentimos consternados por el vil asesinato del Licenciado Edy Cáceres Rodríguez, Juez de Primera instancia Civil, Económico Coactivo, Trabajo y Previsión Social del municipio de San Benito Petén. Oramos por su eterno descanso y nos solidarizamos con su familia, y con todas las familias que sufren la continua violencia que sigue provocando en la sociedad petenera sufrimiento, indignación y miedo. Del mismo modo, expresamos nuestro más enérgico repudio ante este nuevo hecho de violencia y el llamado a reaccionar como sociedad y como Estado ante estos continuos golpes a la convivencia y al Estado de Derecho.
El licenciado Edy Cáceres fue una persona que trabajó con ética y responsabilidad, apoyó a sectores de derechos humanos en procesos de formación y era reconocido como un excelente docente universitario. En la mañana del día 15-02-11, cuando se disponía a ir a trabajar a favor de la justicia, fue abatido por múltiples disparos de bala falleciendo en el Hospital Regional de San Benito. Ante este vil ataque del crimen hacia la justicia en Petén, expresamos nuestra más enérgica condena y repudio, y hacemos un llamamiento urgente a las autoridades correspondientes para que se investigue exhaustivamente este hecho, y que los responsables sean llevados ante la justicia. El asesinato de cualquier persona, y hoy el asesinato de un profesional del derecho con tan excelente calidad humana, no debe quedar impune. En Guatemala sabemos que la impunidad sigue alimentando la violencia y la injusticia.
Asimismo instamos a las autoridades para que se brinde protección a los operadores de justicia del departamento de Petén. En el mes de julio del año 2010 fue asesinada Daniela Odeza Tení, oficial del Juzgado de primera Instancia Penal y el 9 de febrero fue asesinado el promotor de salud rural Ramiro Chon, que fue miembro fundador de la comisión de los 15, organización representativa del tema de salud de los municipios de La Libertad y Sayaxché del Departamento de Petén.
Los repetidos ataques contra los operadores de justicia son un claro ejemplo de la debilidad del Estado de Derecho en Guatemala y un signo de que no son fruto de la delincuencia común. La población petenera y las organizaciones en defensa de los derechos humanos respaldamos toda acción de protección para que el trabajo de administrar justicia no se vea limitado en su tarea de combatir la impunidad. Ante esta situación exigimos a la fiscalía distrital de San Benito Petén, investigue el asesinato del licenciado Edy Cáceres Rodríguez y exhortamos a las autoridades, especialmente a la Corte Suprema de Justicia, a redoblar esfuerzos de protección para los operadores de justicia que hayan sido o puedan ser objeto de amenazas e intimidaciones.
Por último, queremos reiterar nuestro compromiso, junto con otras organizaciones en Petén, de continuar trabajando desde la Mesa de Justicia y Seguridad para la búsqueda de una mejor coordinación interinstitucional y con la sociedad civil con el objetivo de ir combatiendo la violencia y la impunidad, la construcción de una sociedad más justa y pacífica.
Vicariato Apostólico de Petén, Santa Elena, Flores Petén, 16 de febrero de 2011.

venerdì 18 febbraio 2011

385 - AUMENTA LA FAME IN GUATEMALA

Il rincaro dei prezzi del mais, dei fagioli, e di altre granaglie basilari, ed un salario minimo che non arriva a coprire il paniere basico vitale sono fattori determinanti della fame che soffre una parte della popolazione guatemalteca, che presenta il maggiore tasso di denutrizione infantile dell'America Latina.
"Il prezzo del mais è oggi il più alto degli ultimi quattro anni, ad un costo di 125 quetzales (15,6 dollari) il quintale", mentre nel 2009 sera stato quotato 98 quetzales (12,2 dollari), ha segnalato Gustavo García, dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Agricoltura ed Alimentazione (FAO). Anche il costo dei fagioli neri è in aumento. Mentre nel 2009 il quintale costava 422 quetzales (52,7 dollari), nel 2010 è salito a 458 quetzales (57,2 dollari), secondo le statistiche della FAO. Il rialzo del prezzo di queste granaglie non sarebbe motivo di preoccupazione per i guatemaltechi se non fosse perché entrambe sono parte della dieta basilare di sussistenza di migliaia di famiglie nell'area rurale, dove si concentra 72% della povertà del paese, secondo dati ufficiali.
La metà dei 14 milioni di guatemaltechi vive in condizioni di povertà, mentre il 17% è indigente, indicano le statistiche divulgate dall'Organizzazione delle Nazioni Unite. Questa precaria situazione è aggravata attualmente dall'aumento dei prezzi dei cereali, originato dai danni alle semine causati dai fenomeni climatici estremi. García ha spiegato che alla siccità che ha colpito le semine nel 2009, si sommarono poi le inondazioni provocate dalle piogge dell'anno scorso, che hanno prodotto danni a buona parte delle piantagioni di sussistenza.
Il Ministero dell’Agricoltura, Allevamento ed Alimentazione ha segnalato che da gennaio a settembre 2010 si sono persi 72.040 ettari di coltivazioni, 44.000 ettari delle quali erano seminati a mais, che avrebbero prodotto 1,5 milioni di quintali del grano. Si sono danneggiati anche 25.000 quintali di fagioli. Oggi, le regioni più colpite sono l'ovest e l'oriente del paese, che abbraccia il denominato Corridoio Secco, un'area duramente colpita dalla fame e caratterizzata dall'aridità dei suoli e dalla scarsità della pioggia.
"Qui, la maggioranza delle famiglie ha perso la metà del raccolto, quello da settembre a dicembre, e rimarranno cinque o sei mesi senza mais. Ora dovranno comprarlo ad alto prezzo senza contare le difficoltà per ottenere un lavoro” ha affermato García. Secondo la FAO, una famiglia guatemalteca di sei membri consuma trentadue quintali di mais e sette di fagioli all’anno come parte della sua dieta, benché il rincaro dei prezzi li obblighi a diminuire il loro consumo. In Guatemala, in realtà, il tasso di denutrizione cronica infantile è del 49,3%, il più alto dell'America Latina ed uno dei maggiori del mondo, secondo il Fondo di Nazioni Unite per l'Infanzia (UNICEF). Ma la volatilità dei prezzi delle granaglie non è un problema esclusivo del Guatemala, ma colpisce principalmente i più poveri.
"Gli ultimi episodi di volatilità estrema dei prezzi nei mercati agricoli mondiali presagiscono maggiori e più frequenti minacce alla sicurezza alimentare mondiale", conclude la relazione della FAO. I fenomeni meteorologici estremi, una maggiore dipendenza dal commercio internazionale per soddisfare le necessità della popolazione ed una domanda crescente di altri settori colpiscono il sistema alimentare, secondo lo studio. Di modo che è necessario proteggere i più vulnerabili con riserve alimentari di emergenza e, a lungo termine, aumentare la produttività delle coltivazioni più competitive e sostenibili, e incoraggiare la differenziazione nutrizionale, aggiunge.
Combattere la fame è complesso in Guatemala se si prende in considerazione che il salario minimo non basta nemmeno per coprire le spese di sussistenza. Malgrado il governo del socialdemocratico Álvaro Colom abbia aumentato dal 1 gennaio 2011 a 273 dollari mensili il salario minimo agricolo e non agricolo, e a 257 dollari quello dei lavoratori dell'industria tessile, il paniere vitale raggiunge i 490 dollari, secondo l'Istituto Nazionale di Statistica. Questo comprende costi di alimentazione, vestiario, abitazione, educazione, salute, trasporto ed altri beni e servizi per una famiglia di cinque persone.
José Cubur, del Comitato non governativo di Unità Contadina, ha detto ad IPS che gli aumenti al salario minimo sono stati sempre "ridottissimi", mentre i prezzi dei prodotti del paniere vitale aumentano senza cessare. "Tempo fa non si raggiunsero accordi per aumentare il salario minimo tra l'imprenditorialità ed i sindacati. Alla fine, il presidente ha decretato l'aumento, ma molto limitato", quando dovrebbe coprire almeno il paniere vitale, ha detto. Il leader sindacale Victoriano Zacarías ha detto a IPS che si stabilisce il salario minimo nel paese, "ma non si realizza come avviene per molte leggi." Per questo sindacalista, il salario minimo reale dovrebbe essere oggi di 490 dollari. "Così staremmo combattendo la fame, l'analfabetismo, la salute e la violenza", ha segnalato.
Luis Linares dell’Associazione non governativa di Indagine e Studi Sociali ha aggiunto che, se non esistesse un salario minimo, gli stipendi sarebbero ancora più bassi nel paese. Tuttavia, ha valutato che questo salario non può equipararsi al paniere basico vitale perché per fissarlo devono considerarsi altri fattori, come la produttività, la condizione generale di salari, la situazione delle imprese, l'inflazione ed altri. "Altrimenti sarebbe molto complicato per le imprese pagarlo", sostiene. In realtà, con l'ultimo aumento salariale, imprenditori guatemaltechi hanno annunciato il licenziamento di migliaia di lavoratori, adducendo il motivo che è impossibile pagarli. Per migliorare l'economia e combattere la povertà, lo Stato deve generare impieghi dignitosi, cosa che richiede di migliorare la formazione dei lavoratori e migliorare le condizioni per le imprese, afferma Linares.
Adital 02/02/11

384 - MÁS HAMBRE EN GUATEMALA

El alza de los precios de del maíz, el fríjol y otros granos básicos, y un salario mínimo que no llega a costear la Canasta Básica Vital son factores centrales en el hambre que padece una parte de la población guatemalteca, que presenta la mayor tasa de desnutrición infantil de América Latina.
"El precio del maíz es hoy el más alto de los últimos cuatro años a un costo de 125 quetzales (15,6 dólares) el quintal (45,36 kilogramos)”, mientras que en 2009 se cotizó a 98 quetzales (12.2 dólares), señaló Gustavo García, de la Organización de las Naciones Unidas para la Agricultura y Alimentación (FAO). El costo del frijol negro también va en aumento. Mientras en 2009 el quintal costó 422 quetzales (52.7 dólares), en 2010 subió a 458 quetzales (57.2 dólares), según el seguimiento hecho por la FAO. El alza del precio de estos granos no sería motivo de preocupación para los guatemaltecos si no fuera porque ambos son parte de la dieta básica de subsistencia de miles de familias en el área rural, donde se concentra 72 por ciento de la pobreza del país, según datos oficiales.
La mitad de los 14 millones de guatemaltecos viven en condiciones de pobreza, mientras que el 17 por ciento es indigente, indican estadísticas divulgadas por la Organización de Naciones Unidas. Esta precaria situación es presionada actualmente por el aumento de precios de los granos básicos originado por los daños a las siembras causados por fenómenos climáticos extremos. García explicó que a la sequía, que afectó las siembras en 2009, se sumaron luego las inundaciones provocadas por las lluvias del año pasado, las cuales produjeron plagas que arruinaron buena parte de las plantaciones de subsistencia.
El Ministerio de Agricultura, Ganadería y Alimentación reportó que de enero a septiembre de 2010 se perdieron 72.040 hectáreas de cultivos, 44.000 hectáreas de las cuales estaban sembradas de maíz, que habrían producido 1,5 millones de quintales del grano. También se arruinaron 25.000 quintales cultivados de frijoles. Hoy, las regiones más afectadas son el occidente y el oriente del país, este último que abarca el denominado Corredor Seco, un área duramente golpeada por el hambre y caracterizada por la aridez de los suelos y la escasez de lluvia.
"Aquí, la mayoría de familias perdieron la mitad de la cosecha, que va de septiembre a diciembre, y se quedarán cinco o seis meses sin maíz”. Ahora deberán comprarlo a un alto precio sin contar con las dificultades para conseguir un empleo, sostuvo García. Según la FAO, una familia guatemalteca de seis miembros consume 32 quintales de maíz y siete de fríjoles por año como parte de su dieta alimentaria, aunque el alza de precios los obliga a disminuir su consumo. En Guatemala, de hecho, la tasa de desnutrición crónica infantil es de 49,3 por ciento, la más alta de América Latina y una de las mayores del mundo, según El Fondo de Naciones Unidas para la Infancia (UNICEF). Pero la volatilidad de los precios de granos no es un problema exclusivo de Guatemala, sino del mundo, que afecta principalmente a los más pobres.
"Los últimos episodios de volatilidad extrema de los precios en los mercados agrícolas mundiales presagian mayores y más frecuentes amenazas a la seguridad alimentaria mundial”, concluye el informe de la FAO. Los fenómenos meteorológicos extremos, una mayor dependencia en el comercio internacional para satisfacer las necesidades de la población y una demanda creciente de otros sectores vulneran el sistema alimentario, según el estudio. De modo que es necesario proteger a los más vulnerables con reservas alimentarias de emergencia y, a largo plazo, aumentar la productividad de los cultivos más competitivos y sostenibles, y fomentar la diversidad nutricional, agrega.
Combatir el hambre es complejo en Guatemala si se toma en cuenta que el salario mínimo no alcanza ni para cubrir los gastos de subsistencia. A pesar de que el gobierno del socialdemócrata Álvaro Colom aumentó desde el 1 de enero a 273 dólares mensuales el salario mínimo agrícola y no agrícola, y a 257 dólares el de los trabajadores de la industria textil, la Canasta Básica Vital suma 490 dólares según el Instituto Nacional de Estadística. Esta incluye costos de alimentación, vestuario, vivienda, educación, salud, transporte y otros bienes y servicios para una familia de cinco personas.
José Cubur, del no gubernamental Comité de Unidad Campesina, dijo a IPS que los aumentos al salario mínimo siempre han sido "mínimos”, mientras que los precios de los productos de la canasta básica aumentan sin cesar. "Hace mucho no se logran acuerdos para aumentar el salario mínimo entre el empresariado y los sindicatos. Al final, el presidente decreta el aumento, pero muy bajo”, cuando debería cubrir al menos la Canasta Básica Vital, señaló. El líder sindical Victoriano Zacarías dijo a IPS que en el país se decreta el salario mínimo, "pero no se cumple como muchas leyes”. Para este sindicalista, el salario mínimo real debería ser hoy de 490 dólares. "Así estaríamos combatiendo el hambre, el analfabetismo, la salud y la violencia”, señaló.
Luis Linares de la no gubernamental Asociación de Investigación y Estudios Sociales añade que, de no existir un salario mínimo, los sueldos serían más bajos aún en el país. Sin embargo, consideró que este salario no puede equipararse a la Canasta Básica Vital porque para fijarlo deben considerarse otros factores como la productividad, la condición general de salarios, la situación de las empresas, la inflación y otros. "De otra forma, sería muy complicado para las empresas pagarlo”, indicó. De hecho, con el último aumento salarial, empresarios guatemaltecos anunciaron el despido de miles de trabajadores aduciendo que es imposible pagarlo. Para mejorar la economía y combatir la pobreza, el Estado debe generar empleos dignos, lo cual requiere mejorar la formación de los trabajadores y mejores condiciones para las empresas, según Linares.
Adital 02/02/11

domenica 13 febbraio 2011

383 - ATTIVISTI PER I DIRITTI UMANI DENUNCIANO 118 ASSASSINI NEGLI ULTIMI 10 ANNI

L'ONG Unità dei Difensori dei Diritti umani, conosciuta come UDEFEGUA, denunciò lunedì che 18 attivisti umanitari e dirigenti sociali sono stati assassinati tra 2000 e 2010, secondo le statistiche di quell'organizzazione.
La relazione, ricca di cifre allarmanti, sottolinea che negli ultimi dieci anni i gruppi che si dedicano alla salvaguardia dei diritti elementari della popolazione e a denunciare le sue violazioni, soffrirono 2.082 aggressioni o attacchi, dai quali derivarono 118 assassini, e che solo il passato anno otto attivisti morirono a conseguenza del loro lavoro, una delle ultime vittime è stata l'antropologa Emilia Margarita Quan, del Centro di Studi e Documentazione della Frontiera Occidentale del Guatemala.
Secondo dati ottenuti dall'agenzia EFE, nel 2000 si sono registrati 16 assassini, nel 2001 (10), nel 2002 (12), nel 2003 (10), nel 2004 (8), nel 2005 (4) e nel 2006 (13).
ALC-Adital 10/02/2011

382 - ACTIVISTAS DE DERECHOS HUMANOS DENUNCIAN 118 ASESINATOS EN LOS ÚLTIMOS 10 AÑOS

La ONG Unidad de Defensores de los Derechos Humanos, conocida como UDEFEGUA, denunció el lunes aquí que 18 activistas humanitarios y dirigentes sociales han sido asesinados entre 2000 y 2010, según las estadísticas de esa organización.
El informe, pródigo en cifras alarmantes, expresa que en los últimos diez años los grupos que se dedican a la salvaguarda de los derechos elementales de la población y a denunciar sus violaciones, sufrieron dos mil 82 agresiones o ataques de los cuales se derivaron 118 asesinatos, y que solo el pasado año ocho activistas murieron a consecuencia de su labor, siendo una de las últimas víctimas la antropóloga Emilia Margarita Quan, del Centro de Estudios y Documentación de la Frontera Occidental de Guatemala.
Según datos solicitados por la agencia EFE, en el 2000 se registraron 16 asesinatos, en el 2001 (10) en el 2002 (12), en el 2003 (10), en 2004 (8), en 2005 (4) y en 2006 (13).
ALC – Adital 10/02/2011