Benvenuti nel blog “Orizzonte Guatemala”! Siamo un gruppo di amici del Guatemala e con questo strumento di comunicazione e condivisione vogliamo contribuire a fare conoscere l’attualità di questo bellissimo paese, al quale ci legano vincoli di amicizia e di solidarietà con tanti amici guatemaltechi.


giovedì 21 febbraio 2013

698 - CAMPAÑA DEMANDA QUE PRESIDENTE CUMPLA CON LOS COMPROMISOS DE LOS PUEBLOS INDÍGENAS

La Campaña Vamos al Grano-CRECE, agrupación de más de 25 organizaciones guatemaltecas y OXFAM en Guatemala, que promueven la campaña internacional "769 familias abandonadas en el Valle del Polochic. Rompe con esta Injusticia" sigue adelante.
El objetivo de la campaña es hacer con que la Presidencia de Guatemala cumpla con el compromiso adquirido con la Marcha Campesina Indígena del pasado año en la cual se comprometió a entregar tierras a las familias que fueron violentamente desalojadas en el Valle del Polochic en marzo de 2011.
Según afirman las organizaciones, en noviembre de 2012, se debió entregar tierra a las primeras 300 familias y nada ha ocurrido. La campaña concluye el 17 de abril, fecha en que se entregará al Ejecutivo la demanda internacional de atender las necesidades de las 769 familias que están en el abandono.
Para agregar a la campaña:
http://bit.ly/YakGkK. "Les invitamos a unirse a la iniciativa global y a circularla a sus amigos/as, familiares y redes sociales”, afirman.
Más informaciones: www.oxfam.org |
www.twitter.com/oxfam_es 
Adital 18/02/2013

giovedì 14 febbraio 2013

697 - LA DENUTRIZIONE ACUTA AUMENTERÀ NEL 2013

Quest'anno aumenterà il numero di bambini malnutriti, rispetto al tasso del 2012, secondo le proiezioni di Luis Enrique Monterroso, Segretario per la sicurezza alimentare e la nutrizione.
I dati ufficiali registrano che 7.926 bambini minori di 5 anni soffrono di malnutrizione acuta nel paese.
Il funzionario non ha fornito una percentuale di nuovi casi, ma ha spiegato che l'aumento è legato a migliori criteri nella ricerca dei bambini malnutriti.
"Nella misura in cui si approfondiscono le ricerche nella comunità, il numero di casi di malnutrizione acuta può aumentare, ma questo non significa che stiamo facendo un cattivo lavoro. Darei una percentuale, ma in realtà ci sarà un aumento del numero ", ha detto.
Si attendono risultati
Il Fronte parlamentare contro la fame ha chiesto a Monterroso di spiegare come hanno usato i fondi del programma Fame Zero nel 2012.
Secondo il Ministero dell'Alimentazione e Nutrizione Sicurezza (Sesan), al 20 novembre scorso era stato speso il 64% di quel bilancio. Monterroso ha detto che avveniva a causa di problemi di coordinamento, che non ci si aspetta di incontrare ancora.
Secondo un rapporto del gruppo legislativo, il 3,99% del bilancio generale del 2013 è stato destinato a combattere la malnutrizione.
I deputati Julio Longo e Hugo Morán, i membri di tale gruppo, hanno indicato che sono registrati pochi progressi nel corso dell'ultimo anno degli indicatori di malnutrizione, a causa di problemi di attuazione della della “Finestra dei mille giorni” de l ministero della Salute, al quale erano stati assegnati Q104 milioni.
Per quest'anno sono stati destinati 460 milioni di quetzales alla “Finestra dei mille giorni”, ma Monterroso ha detto ce ne vogliono circa Q576 milioni. Le sfide per la strategia sono quelle di superare i ritardi nella consegna delle risorse, il coordinamento istituzionale e un migliore accesso ai fattori di produzione, quali l'acqua, ha detto il funzionario.
Previsione
Azione contro la Fame e Sesan presentato ieri la metodologia dei siti sentinella come un sistema di sorveglianza di allarme efficace per la sicurezza alimentare e la nutrizione.
Cinquecento siti saranno installati nel Corredor Seco e negli altopiani, e gli abitanti dei treni di borghi e villaggi, di emettere avvisi di insicurezza alimentare.
Essi hanno la capacità
"Le istanze rappresentate – in Fame Zero - spesso sono composte da membri che non hanno poteri di prendere decisioni", ha detto Adrian Chavez, esperto USAC.
Espandere la copertura
"Occorre migliorare l'assistenza per l'alfabetizzazione delle madri e migliorare la copertura di acqua potabile per avere tassi più bassi di malnutrizione", ha detto il deputato Moran.
Prensa Libre 14/02/2013

696 - DESNUTRICIÓN AGUDA SUBIRÁ DURANTE 2013

Este año se incrementará el número de niños desnutridos, en comparación con el porcentaje del 2012, según proyecciones de Luis Enrique Monterroso, secretario de Seguridad Alimentaria y Nutricional.
Cifras oficiales registran que siete mil 926 niños menores de 5 años padecen desnutrición aguda en el país.
El funcionario no dio un porcentaje de los nuevos casos, pero explicó que el aumento obedecerá a que se mejorará la búsqueda de niños con desnutrición.
“En la medida en que profundicemos en la comunidad, el número de casos de desnutrición aguda puede que se incremente, pero eso no implica que estemos haciendo un mal trabajo. No me atrevería a decir un porcentaje, pero efectivamente habrá un incremento en cifras”, expresó.
Esperan resultados
El Frente Parlamentario contra el Hambre citó ayer a Monterroso para que explicara cómo se utilizó el presupuesto del Programa Hambre Cero en el 2012.
Según la Secretaría de Seguridad Alimentaria y Nutricional (Sesán), al 20 de noviembre último se había gastado el 64 por ciento de ese presupuesto. Monterroso afirmó que se debió a problemas de coordinación interinstitucional, lo que, dijo, espera que no se repita.
De acuerdo con un informe de ese grupo legislativo, el 3.99 por ciento del Presupuesto General del 2013 se ha destinado a combatir la desnutrición.
Los diputados Julio Longo y Hugo Morán, miembros de ese grupo, indicaron que hubo pocos avances el año pasado en los indicadores de desnutrición, por problemas de implementación de la Ventana de los Mil Días del Ministerio de Salud, estrategia que tenía Q104 millones asignados.
Para este año se destinaron Q460 millones a la Ventana de los Mil Días, pero Monterroso señaló que se requieren unos Q576 millones. Los retos para la estrategia son superar los atrasos en entrega de recursos, coordinación institucional y mejora de acceso a insumos como agua potable, afirmó el funcionario.
Previsión
Acción contra el Hambre y la Sesán presentaron ayer la metodología de sitios centinela como un sistema de vigilancia y alerta en seguridad alimentaria y nutricional.
Se instalarán 500 sitios en el Corredor Seco y el altiplano, y se capacitará a pobladores de caseríos y aldeas, para emitir alertas de inseguridad alimentaria.
No tienen capacidad
“Las instancias representadas —en Hambre Cero— muchas veces lo están por cuadros que no tienen capacidad de tomar decisiones”, dijo Adrián Chávez, experto de la Usac.
Ampliar cobertura
“Falta mejorar la atención para alfabetizar a las madres y mejorar la cobertura de agua potable para tener menores índices de desnutrición”, indicó el diputado Morán.
Prensa Libre 14/02/2013
 

domenica 3 febbraio 2013

695 - LA GIUSTIZIA GUATEMALTECA ORDINA UNO STORICO PROCESSO PER GENOCIDIO

Un giudice ordinò oggi, con una decisione storica, di processare l'ex generale golpista José Efraín Ríos Montt e il suo antico collaboratore, il generale ritirato José Mauricio Rodríguez, per genocidio e delitti contro l'umanità.
Questa sarà la prima volta che ex alte cariche castrensi guatemalteche, compreso un antico dittatore, affrontano un processo per genocidio in Guatemala.
Il prossimo giovedì avrà luogo la prima udienza del processo, ha annunciato lunedì il giudice Miguel Gálvez, titolare del Juzgado Primero B de Mayor Riesgo.
Gálvez ha affermato che esistono sufficienti indizi sulla responsabilità dei due ex generali per il massacro di 1.771 indigeni ixiles con l'intervento delle Forze armate tra marzo 1982 e agosto 1983, nel quadro della guerra interna (1960-1996).
Rios Montt, di 86 anni, ha governato de facto il Guatemala durante quel periodo e sarà processato per essere il presunto autore intellettuale dei massacri degli indigeni ixil.
Rodríguez, di 67 anni e che ha ricoperto in quel tempo la seconda direzione dello Stato Maggiore della Difesa, sarà processato per avere eseguito i piani militari contenuti nella strategia conosciuta come "terra bruciata".
Il giudice Gálvez ha deciso che Rios Montt rimanga agli arresti domiciliari, e che Rodríguez rimanga recluso nell'Ospedale Militare, dove da metà dell'anno scorso è in cura per problemi fisici che dice di avere.
Il giudice ha riconosciuto valore probatorio alle 84 testimonianze, 61 perizie e 126 documenti che la Procura ha presentato come prove a carico della presunta responsabilità delle ex alte cariche militari nella sanguinosa repressione militare di cui furono vittime gli indigeni dell'etnia ixil.
Rios Montt e Rodríguez, immobili ed in silenzio, hanno ascoltato con attenzione la sentenza del giudice, e concludendo l’udienza sono rifiutati di rispondere alle domande dei giornalisti.
Gli attivisti e i familiari delle vittime, invece, hanno applaudito ed esultato in favore della giustizia, e vicino al tribunale hanno fatto fuochi pirotecnici per celebrare la decisione del giudice.
Francisco Palomo, uno degli avvocati difensori di Rios Montt, ha detto ai giornalisti che presenteranno un appello contro la sentenza di Gálvez nelle prossime ore, per considerare che "non è stato conforme al diritto" non tenendo in conto le prove a favore dell’imputato.
Questo sarà il primo caso nella storia giuridica del Guatemala nella quale un ex capo di Stato è portato davanti alla giustizia per rispondere per le centinaia di migliaia di assassini commessi dall'Esercito durante la guerra interna di 36 anni che ha vissuto il paese tra il 1960 e il 1996.
Prima sono stati processati e condannati militari di basso rango, ex paramilitari e poliziotti, per violazioni ai diritti umani perpetrate durante il conflitto armato.
La guerra interna che ha vissuto il Guatemala ha lasciato circa 200.000 morti, 45.000 scomparsi, un milione di sfollati interni, e migliaia vedove ed orfani.
Agenzia EFE - Plaza Publica
28/01/2013

694 - LA JUSTICIA GUATEMALTECA ORDENA UN HISTÓRICO JUICIO POR GENOCIDIO

Un juez ordenó hoy, en una decisión histórica, enjuiciar al exgeneral golpista José Efraín Ríos Montt y a su antiguo colaborador, el también general retirado José Mauricio Rodríguez, por genocidio y delitos contra la humanidad.
Esta será la primera vez que ex altos cargos castrenses guatemaltecos, incluido un antiguo dictador, enfrenten un juicio por genocidio en Guatemala.
El próximo jueves tendrá lugar la primera audiencia del juicio, anunció este lunes el juez Miguel Ángel Gálvez, titular del Juzgado Primero B de Mayor Riesgo.
Gálvez afirmó que existen suficientes indicios sobre la responsabilidad de los dos exgenerales por la matanza de 1.771 indígenas ixiles a manos de las Fuerzas Armadas entre marzo de 1982 a agosto de 1983, en el marco de la guerra interna (1960-1996).
Ríos Montt, de 86 años, gobernó de facto Guatemala durante ese período y será procesado por ser el supuesto autor intelectual de las matanzas de los indígenas ixil.
Rodríguez, de 67 años y que ocupó entonces la segunda jefatura del Estado Mayor de la Defensa, será procesado por haber ejecutado los planes militares incluidos en la estrategia conocida como "tierra arrasada".
El juez Gálvez decidió que Ríos Montt continúe bajo arresto domiciliario, y que Rodríguez permanezca recluido en el Hospital Militar en donde desde mediados del año pasado es tratado por padecimientos físicos que alega.
El juez dio valor probatorio a los 84 testimonios, 61 peritajes y 126 documentos que la Fiscalía presentó como pruebas de cargo de la supuesta responsabilidad de los ex altos cargos militares en la sangrienta represión militar de que fueron víctimas los indígenas de la etnia ixil.
Ríos Montt y Rodríguez, inmóviles y en silencio, escucharon con atención el fallo del juez, y al concluir la diligencia se negaron a responder las preguntas de los periodistas.
Los activistas y familiares de las víctimas, en cambio, rompieron en aplausos y vivas en favor de la Justicia, y en las afueras del tribunal quemaron fuegos pirotécnicos para celebrar la decisión del juez.
Francisco Palomo, uno de los abogados defensores de Ríos Montt, dijo a los periodistas que en las próximas horas presentarán un recurso contra el fallo de Gálvez, por considerar que "no estuvo apegado a derecho" al no tener en cuenta las pruebas de descargo.
Este será el primer caso en la historia jurídica de Guatemala en el que un ex jefe de Estado es llevado ante la Justicia para responder por los cientos de miles de asesinatos cometidos por el Ejército durante la guerra interna de 36 años que padeció el país entre 1960 y 1996.
Antes han sido procesados y condenados militares de bajo rango, antiguos paramilitares y policías, por violaciones a los derechos humanos perpetrados durante el conflicto armado.
La guerra interna que vivió Guatemala dejó unas 200.000 muertos, 45.000 desaparecidos, un millón de desplazados internos, y miles viudas y huérfanos.
Agencia EFE - Plaza Publica
28/01/2013

sabato 2 febbraio 2013

693 - GENOCIDIO GUATEMALTECO A PROCESSO.

Inizia oggi il processo contro il dittatore Rios Montt. 30 anni di lotta per la giustizia conducono ad un processo storico.
Washington, D.C. 31 gennaio 2013 – Il Guatemala ha compiuto un passo avanti per la giustizia oggi con la storica apertura del processo di Efraín Ríos Montt, ex dittatore militare, per genocidio e crimini contro l’umanità. Ríos Montt, insieme al suo capo dell'intelligence dell’Esercito José Mauricio Rodríguez Sánchez, è accusato di aver ordinato e controllato una campagna contro insurrezionale sanguinosa durante il suo regime del 1982-83, che ha cercato di cancellare la guerriglia e chiunque che la sostenesse. L’incriminazione accusa i due generali in pensione della responsabilità di quindici massacri nella regione di Ixil della regione del Quiché, Nord Ovest del paese, causando la morte di 1.771 uomini disarmati, donne e bambini.
I procedimenti cominceranno con una revisione delle prove da parte del giudice Miguel Ángel Gálvez. L'accusa progetta di proporre 142 testimoni, tra loro, parenti di vittime e superstiti dei massacri, e 64 esperti, incluso analisti militari, scienziati forensi, antropologi, studiosi, investigatori e psicologi.
I documenti includeranno record militari, piani di campagne contro insurrezionali, rapporti di campo spediti dalle zone di combattimento all’Alto Comando, e le scoperte della Commissione per il Chiarimento Storico, appoggiata dall’ ONU, che nel 1999 stabilì che 200.000 civili morirono o scomparvero nel conflitto di 36 anni. La Commissione per la verità accertò anche che l’esercito guatemalteco, la Polizia, e forze paramilitari erano responsabili per 93% delle violazioni dei diritti umani commessi durante la guerra.
Ríos Montt fu accusato di genocidio nel gennaio 2012, ma un gran numero di appelli, richieste di amnistia, ed altre tattiche di dilazione presentate dalla difesa, hanno impedito al caso di avanzare. Quando il giudice Gálvez decise lunedì che il processo dovesse cominciare, ha respinto 13 appelli che ancora erano pendenti. Francisco Palomo, uno degli avvocati di difesa di Ríos Montt, ha detto ieri ai giornalisti che la squadra legale ora sta preparando appello alla decisione del giudice di iniziare il processo, che lui ha chiamato un “linciaggio politico”. “Non c'è nessun documento o testimonianza che possono provare che il mio cliente partecipò ai crimini dei quali è accusato dal Tribunale,” dichiarò Palomo. Palomo sostenne che i motivi del tribunale in questo caso scaturirebbero dal fatto che è “pieno di ex-guerriglieri”, un implicito riferimento all'Avvocato Generale, Claudia Paz y Paz, i cui membri di famiglia sono stati citati dai militari per essere stati membri dell'insurrezione.
La difesa sembra stia contando sulla sua abilità di disgiungere il ruolo di Ríos Montt come il primo capo di stato dai crimini contro i diritti umani commessi dai suoi soldati che operano sul campo. La tattica ignora la severa gerarchia militare che ha operato durante il conflitto armato, con ordini che partivano dal comandante supremo in giù ai propri ufficiali nelle zone militari, che a turno spedivano la loro relazione dopo le azioni militari di nuovo lungo la catena di comando. Uno dei punti chiave delle prove che saranno presentate dall'accusa è una serie di documenti collegati all’Operazione Sofia, un violento colpo alle forze contro insurrezionali nella regione Ixil nel luglio ed agosto 1982. I documenti dell’Operazione Sofia, ottenuti dal National Security Archive da una fonte riservata nel 2009 e successivamente autenticati e affidati agli avvocati nei casi di genocidio, dimostrano il livello al quale l’Alto Comando guatemalteco era consapevole delle tattiche brutali usate da truppe che facevano incursioni nei villaggi maya in cerca del nemico. I rapporti contengono numerosi riferimenti all'assassinio di cittadini disarmati, distruzione di villaggi, macellazione di animali, raccolti e campi bruciati e bombardamento indiscriminato di rifugiati che scappavano dalla violenza.
Superstiti delle operazioni di “terra bruciata” lottano per riconoscimento e la giustizia da trenta anni, con assistenza costante del Centro per Diritti umani Azione Legale (Centro de Acción Legal para los Derechos Humanos—CALDH), l'Associazione per la Giustizia e Riconciliazione (Asociación de Justicia y Reconciliación—AJR), e le altre organizzazioni locali ed internazionali. Il compito della National Security Archive cominciò nel 1994, mentre erano in preparazione le negoziazioni di pace, quando l’Archive ha lanciato un progetto di documentazione per ottenere documenti americani declassificati, che avrebbero messo in evidenza informazioni nuove sulla storia ignota del conflitto guatemalteco, i meccanismi di repressione statale ed il ruolo degli Stati Uniti nell'appoggiare la campagna contro insurrezionale dell'esercito. Dopo la firma dell'accordo di pace del 1996, la Commissione per il Chiarimento Storico - utilizzando documenti americani e guatemaltechi così come migliaia di testimonianze, i risultati delle esumazioni, e rapporti sui diritti umani – ha aperto la porta ad un’azione legale internazionale nel 1999, dichiarando che “atti di genocidio” erano stati commessi in zone maya del paese durante il 1981 e il 1982, compreso il Triangolo Ixil. La conclusione ha convinto l’attivista maya premio Nobel per la pace Rigoberta Menchù, a presentare il caso di genocidio presso la Corte Nazionale della Spagna che l’Archivio ha appoggiato con testimonianze competenti e documenti. Di quel caso - e la partecipazione dell’Archivio – ne è stata fatta la cronaca in un film documentario prodotto nel 2011, “Granito, come inchiodare un dittatore”. Per vedere il film in streaming sul sito Web del programma cinematografico e documentario P.O.V. (fino all’11 febbraio, cliccare qui.).
Oggi, l'accusa nazionale di genocidio cercherà di includere i testimoni, esperti e documenti prodotti durante il processo spagnolo, fra le testimonianza proporrà il giudice Gálvez. Una volta la corte prenda una decisione sull'ammissibilità della prova – che potrebbe prendere giorni o molte settimane - il procedimento che si apre questa mattina si concluderà e la fase dibattimentale orale comincerà di fronte a tre giudici. La National Securty Archive sarà là, osservando - o partecipando.
Nota: La Plaza Pública del website delle notizie guatemalteca sta inviando aggiornamenti dal vivo del procedimento legale via Twitter. Per seguirlo: https://twitter.com/PzPenVivo
Kate Doyle, National Security Archive
30/01/2013

692 - GUATEMALAN GENOCIDE ON TRIAL

Court case begins today against former dictator Rios Montt
30-year struggle for justice leads to landmark prosecution

Washington, D.C., January 31, 2013 – Guatemala achieved a breakthrough for justice today with the opening of the landmark criminal trial of Efraín Ríos Montt, former military dictator, for genocide and crimes against humanity. Ríos Montt, along with his chief of army intelligence José Mauricio Rodríguez Sánchez, is charged with ordering and overseeing a bloody counterinsurgency campaign duing his 1982-83 regime that sought to wipe out guerrilla forces and anyone who supported them. The indictment accuses the two retired generals of responsibility for fifteen massacres in the Ixil region of the country’s northwestern Quiché department, resulting in the deaths of 1,771 unarmed men, women and children.
The proceedings will begin with a review of the evidence by Judge Miguel Ángel Gálvez. The prosecution plans to propose 142 witnesses – among them, relatives of victims and survivors of the massacres – and 64 experts, including military analysts, forensic scientists, anthropologists, scholars, investigators and psychologists. Documents will include military records, counterinsurgency campaign plans, field reports sent from the killing zones to the high command, and the findings of the UN-sponsored
Historical Clarification Commission, which in 1999 concluded that 200,000 civilians died or disappeared in the 36-year conflict. The truth commission also found that Guatemalan army, police, and paramilitary forces were responsible for 93 percent of human rights violations committed during the war.
Ríos Montt was indicted for genocide in January 2012, but a flood of appeals, amnesty requests, and other delay tactics by the defense prevented the case from advancing. When Judge Gálvez ruled on Monday that the trial begin, he rejected 13 appeals that were still pending. Francisco Palomo, one of Ríos Montt’s defense lawyers, told reporters yesterday that the legal team is now preparing an appeal of the judge’s decision to open the trial,
which he called a “political lynching.” “There is no document or testimony that can prove that my client participated in the crimes of which he is accused by the Public Ministry,” declared Palomo. He claimed that the ministry’s motives in the case stemmed from the fact that it is “full of ex-guerrillas” – an implicit reference to the Attorney General, Claudia Paz y Paz, whose family members are alleged by the military to have been members of the insurgency.
The defense appears to be relying on its ability to separate Ríos Montt’s role as former chief of state from the human rights crimes committed by his soldiers operating in the field. The tactic ignores the famously strict military hierarchy that operated during the height of the armed conflict, with orders flowing from the commander-in-chief down to his officers in the military zones, who in turn sent their after-action reports back up the chain of command. One of the key pieces of evidence that will be introduced by the prosecution is
a set of army records associated with Operation Sofía, a violent counterinsurgency sweep through the Ixil region in July and August, 1982. The Sofía documents – which were obtained by the National Security Archive from a confidential source in 2009 and subsequently authenticated and provided to the lawyers in the genocide case – demonstrate the extent to which the Guatemalan high command was aware of the brutal tactics used by troops sweeping through Mayan settlements in search of the enemy. The reports contain multiple references to the murder of unarmed civilians, razing of villages, slaughter of animals, burning of crops, and indiscriminate bombardment of refugees fleeing the violence.
Survivors of the scorched earth operations have fought for recognition and justice for thirty years, with tireless assistance from the Center for Human Rights Legal Action (Centro de Acción Legal para los Derechos Humanos—CALDH), the Association for Justice and Reconciliation (Asociación de Justicia y Reconciliación—AJR), and other local and international organizations. The National Security Archive’s role began in 1994 as peace negotiations were underway, when
the Archive launched a documentation project to obtain declassified U.S. records that would expose new information about the hidden history of the Guatemalan conflict, the mechanisms of state repression, and the role of the United States in backing the army’s counterinsurgency campaign. Following the signing of the 1996 peace accord, the Historical Clarification Commission – drawing on the U.S. and Guatemalan records as well as thousands of testimonies, exhumation results, and human rights reports – opened the door to international legal action in 1999 by declaring that “acts of genocide” had taken place in Mayan areas of the country during 1981 and 1982, including the Ixil Triangle. The conclusion convinced Guatemala’s leading Mayan activist, Nobel Peace Prize laureate Rigoberta Menchú, to file a genocide case in the National Court of Spain, which the Archive supported with expert testimony and documents. That case – and the Archive’s participation in it – is chronicled in a documentary film released in 2011, Granito: How to Nail a Dictator. To see the film streaming for free on the Web site of the documentary film program P.O.V. (until February 11), go here.
Today, the national genocide prosecution will seek to include the witnesses, experts and documents developed for the Spanish case among the evidence it will propose to Judge Gálvez. Once the court makes a decision about the admissibility of the evidence – which may take days or up to several weeks – the proceeding that opens this morning will conclude and the oral “debate” phase will begin before a panel of three judges. The National Security Archive will be there, observing – or participating. Watch this space.
Note: The Guatemalan news website Plaza Pública is sending live updates of the legal proceedings via Twitter. To follow, go to:
https://twitter.com/PzPenVivo
Kate Doyle, National Security Archive
30/01/2013

martedì 15 gennaio 2013

691 - PÉREZ FA RETROMARCIA

Il Governo ha abrogato ieri l'accordo 370-2012, firmato dal presidente il 28 dicembre e che limitava la competenza della Corte Interamericana dei Diritti umani (CIDH) per conoscere casi di violazioni a diritti umani durante il conflitto armato interno anteriori all’anno 1987, quando lo Stato riconobbe quell'istituzione. Pérez Molina ha affermato in conferenza stampa, nella Casa Presidenziale, che ha preso questa decisione dopo essersi riunito per la seconda volta con attivisti che gli hanno detto che "nella materia dei diritti umani poteva vedersi questo decreto come una ritorno a ciò che si era fatto negli ultimi dodici anni."
Il presidente ha affermato che non voleva offrire un segnale di un ritorno indietro in materia di diritti umani nel paese.
Helen Mack, della Fundación Myrna Mack, ha sottolineato che l'accordo 370-2012 era "giuridicamente impossibile ", e che non poteva applicarsi, "perché c'erano molti errori ed era una perdita per lui - Pérez Molina - ."
L'attivista ha affermato che la misura avrebbe causato implicazioni negative per il Guatemala mantenere l'accordo, poiché quest’anno il paese sarà l'anfitrione dell'Assemblea Generale dell'Organizzazione degli Stati Americani, avendo denunciato al Sistema "Interamericano" di Diritti umani.
Il presidente ha assicurato che lunedì si pubblicherà sulla Gazzeta Ufficiale la derogata dell'accordo.
Il controverso accordo è stato firmato il 28 dicembre dell'anno scorso ed è stato ideato, secondo fonti dell’Esecutivo, da Antonio Arenales Forno, segretario della Pace che chiuse anche gli Archivi della Pace, istanza incaricata di investigare i documenti militari del conflitto armato che terminò nel 1996 con la firma degli accordi di pace.
Prensa Libre 12/01/2013

690 - PÉREZ DA MARCHA ATRÁS EN ACUERDO

El Gobierno derogó ayer el acuerdo 370-2012, firmado por el mandatario el 28 de diciembre y que restringía la competencia de la Corte Interamericana de Derechos Humanos (CIDH) para conocer casos de violaciones a derechos humanos (DD. HH.) durante el conflicto armado interno anteriores a 1987, cuando el Estado reconoció esa instancia.
Pérez Molina indicó en conferencia de prensa, en la Casa Presidencial, que tomó esta decisión luego de haberse reunido por segunda vez con activistas, quienes le expresaron que “en política de derechos humanos se podía ver este decreto como una regresión a lo que se había hecho en los últimos 12 años”.
El mandatario destacó que no querían dar “la señal” de que se da una regresión en materia de DD. HH. en el país.
Helen Mack, de la Fundación Myrna Mack, manifestó que el acuerdo 370-2012 era “jurídicamente inviable”, y que no se podía aplicar, “porque había muchos errores y era un desgaste interno para él  -Pérez Molina -”.
La activista resaltó que la medida habría traído implicaciones negativas para Guatemala mantener el acuerdo, ya que este año el país será el anfitrión de la Asamblea General de la Organización de los Estados Americanos, “habiendo denunciado al Sistema Interamericano” de Derechos Humanos.
El presidente aseguró que el lunes se publicará en el diario oficial la derogatoria del acuerdo.
La restricción
El controvertido acuerdo fue firmado el 28 de diciembre del año pasado y fue ideado, según fuentes del Ejecutivo, por Antonio Arenales Forno, secretario de la Paz, quien también cerró los Archivos de la Paz, dirección encargada de investigar los documentos militares del conflicto armado, que finalizó en 1996 al firmarse los acuerdos de paz.
Prensa Libre 12/01/2013

sabato 12 gennaio 2013

689 - DISCORSO DI MONS. RAMAZZINI A ZACULEU

Mi sento profondamente onorato e privilegiato di essere qui, in mezzo a voi, mi sento veramente onorato e voglio dirvi che non vi siete sbagliati ad invitarmi ad essere tra voi. La ragione è in una parola che ho trovato in un libro di un popolo di una nazione africana, quella parola esprime il concetto “ “Io sono” mentre “voi siete” e mentre “voi siete” “io sono””.
Questo è ciò che spiega perché non vi siete sbagliati ad inviarmi qui. Ho vissuto 23 anni a San Marcos, e come sempre ho detto, l’esperienza in san Marcos ha segnato il mio cuore, il cuore di essere umano e la mia pratica cristiana e il mio impegno come vescovo, per questo oggi sono emozionato a vedere qui amiche e amici con i quali abbiamo condiviso momenti difficili e momenti lieti.
Ora sono a Huehuetenango con lo stesso entusiasmo, con la stessa allegria, con lo stesso desiderio di essere parte di voi, di questi popoli indigeni che in Huehuetenango sono di più che in San Marcos. Qui ci sono sette etnie differenti con sette lingue, in san Marcos ci sono due etnie, ma mi fa piacere vedere che ora si parla di popolo Mam oltrepassando i confini dei dipartimenti e anche oltre, attraversando la frontiera con i nostri fratelli del Chiapas,
In questo senso vorrei ora parlare come un guatemalteco che ha vissuto molti anni nella capitale, che pensava sempre di conoscere il suo paese, ma che ha avuto bisogno dell’esperienza in San Marcos per capire che era un ignorante e che non conosceva la ricchezza della sapienza, dell’energia, della resistenza dei popoli indigeni. E’ vero, ho avuto un contatto di solo otto mesi con i fratelli kachiqueles in San Juan Sacatepequez e lì è iniziato il mio apprendistato, e lì è iniziata la mia esperienza di stare a contatto diretto con la popolazione indigena. E poi questa comprensione è continuata in San Marcos, e ora la inizio nuovamente in Huehuetenango, perché nelle parrocchie che ho visitato, che sono in maggior parte composte da popolazione indigena, mi rendo conto che la mia ignoranza è ancora grande, e che davanti a me ho questa sfida, di continuare a conoscere la ricchezza, la profondità spirituale di questi popoli ancestrali. In questo senso, a me come guatemalteco ha sempre fatto male l’emarginazione, l’esclusione dei popoli indigeni. Molte volte noi vescovi l’abbiamo detto, ma siamo stati una voce che grida nel deserto, e nessuno ci ascolta.
Mi riferisco alla lettera che abbiamo scritto anni fa, prima della firma degli accordi di pace, nella quale noi vescovi ricordavamo che ci sono due grandi settori della popolazione guatemalteca che sono sempre stati esclusi ed emarginati: i popoli indigeni e i contadini.
Lo abbiamo detto molte volte, e oggi mi fa un po’ tristezza e dispiacere vedere che là si sta facendo una celebrazione governativa, e qui ci siamo noi del popolo, mi fa tristezza perché questo significa per me che lo stato del Guatemala non è riuscito a capire che deve essere reso concreto ciò che è stato firmato negli accordi di pace.
Siamo una realtà multiculturale, multietnica e multilingue, però sembra che non sia così oggi, là ci sono alcuni e qui altri, quando dovremmo stare tutti insieme perché siamo lo stesso popolo che abita in questo territorio anche con differenze culturali.
In questo senso io ho ascoltato con attenzione l’intervento di Eliu, del CPO, e sono totalmente d’accordo, ci sono impegni che continuano ad essere davanti a noi, questo paese ha bisogno non solo di una democrazia reale e partecipativa, ma ha bisogno di una democrazia radicale, dove sia veramente il popolo che prende le decisioni, attraverso processi elettorali nei quali veramente la popolazione scelga in totale libertà e senza nessuna manipolazione, chi deve dirigere il paese. Speriamo nelle prossime elezioni di non ripetere gli errori di questi anni, e che ora in questo ciclo della nuova era non ci stiamo sempre lamentando, perché noi abbiamo la soluzione. Come molto bene sta scritto nell’agenda latinoamericana di quest’anno, noi siamo il 99% e loro sono l’1%.
La realtà è questa, questo paese è governato da un settore minoritario che prende le decisioni a nome della maggioranza impoverita, che continua a sostenere un modello economico liberale che non tiene in considerazione la persona umana, ma quello che importa è il lucro e il guadagno.
Io oggi leggevo le statistiche della gente impoverita in questo paese, con alcuni particolari che mi lasciavano non spaventato ma perplesso, perché uno li intuisce, ma sono causa di indignazione e motivo per dire che dobbiamo continuare a lottare. Questo paese non solo ha bisogno di una democrazia radicale ma anche un modello economico totalmente differente e profondamente alternativo. Come ho letto e come ha detto bene il vescovo Pedro Casaldaliga, “economia” vuol dire amministrazione della casa, e la casa è questa terra nella quale tutti viviamo, in questo paese dovrebbe essere una economia che davvero non rifletta i segni indignanti e vergognosi di un 59% di bambini indigeni denutriti, di un paese che esporta caffè, zucchero, banane, mentre qui moltissimi stanno morendo di fame e ci sono livelli di denutrizione cronica infantile che fanno vergogna, che ripugnano e indignano dal più profondo del cuore. Per questo io continuo a sostenere la necessità di una riforma agraria integrale, non sullo stile di ciò che successe nell’anno 1954, perché la storia ci insegna che non dobbiamo ripetere gli stessi errori, però sì, una riforma agraria integrale che dia da mangiare alla maggioranza della gente denutrita e impoverita di questo paese.
Continuiamo a lottare davanti alla Corte Costituzionale, io mi chiedo come è possibile che magistrati onorati della Corte Costituzionale non hanno rispettato i 20 giorni di termine per rispondere all’istanza che abbiamo presentato davanti a loro, per dichiarare anticostituzionale la legge mineraria, dove è l’onorabilità della corte costituzionale? Dov’è la l’onorabilità della Corte suprema di giustizia, che davanti all’istanza per dichiarare che i territori di san Miguel Ixtahuacan appartengono al popolo di san Miguel Ixtahuacan, perché così risulta nel registro nazionale della proprietà, è passato più di un anno e mezzo, e non abbiamo avuto una risposta positiva?
Di che giustizia parliamo allora in questo paese?             
E non ci vengano a dire che bisogna difendere il sistema di diritto, perché il sistema di diritto quando è a favore di pochi non è sistema di diritto, non è giustizia. E’ sul valore della giustizia che si deve ricostruire il sistema di diritto.
E che le mie parole non suonino a sedizione o incitazione alla ribellione, perché è questo l’argomento che utilizzano per mettere in carcere coloro che vogliono difendere gli interessi della popolazione.
Questo è il paese che abbiamo, davanti a noi si apre il 14° Baktun, e lo iniziamo, noi cristiani come i fratelli non cristiani però che credono in Dio, abbiamo davanti a noi un cammino lungo da percorrere, ma voglio terminare ripetendo le parole del libro sacro dei Maya Quichè: “Che nessuno rimanga indietro, che nessuno sia lasciato indietro”, che tutti andiamo avanti come un popolo che vuole veramente un futuro differente per la generazione futura.
Così che concludo ripetendo quello che dicevo all’inizio, fratelli delle popolazioni indigene, io a volte lo dico per scherzo, io sono ladino, ma non ho colpa di esserlo, comunque non nego la mia identità, al contrario, ma voglio dirvi, fratelli delle varie etnie che vivono in questo paese e che sono oggi rappresentate in Zaculeu: mentre voi siete, anche io sono, io sarò mentre voi siete.
http://www.ustream.tv/channel/cpoonline-zaculeu