Benvenuti nel blog “Orizzonte Guatemala”! Siamo un gruppo di amici del Guatemala e con questo strumento di comunicazione e condivisione vogliamo contribuire a fare conoscere l’attualità di questo bellissimo paese, al quale ci legano vincoli di amicizia e di solidarietà con tanti amici guatemaltechi.


martedì 15 gennaio 2013

691 - PÉREZ FA RETROMARCIA

Il Governo ha abrogato ieri l'accordo 370-2012, firmato dal presidente il 28 dicembre e che limitava la competenza della Corte Interamericana dei Diritti umani (CIDH) per conoscere casi di violazioni a diritti umani durante il conflitto armato interno anteriori all’anno 1987, quando lo Stato riconobbe quell'istituzione. Pérez Molina ha affermato in conferenza stampa, nella Casa Presidenziale, che ha preso questa decisione dopo essersi riunito per la seconda volta con attivisti che gli hanno detto che "nella materia dei diritti umani poteva vedersi questo decreto come una ritorno a ciò che si era fatto negli ultimi dodici anni."
Il presidente ha affermato che non voleva offrire un segnale di un ritorno indietro in materia di diritti umani nel paese.
Helen Mack, della Fundación Myrna Mack, ha sottolineato che l'accordo 370-2012 era "giuridicamente impossibile ", e che non poteva applicarsi, "perché c'erano molti errori ed era una perdita per lui - Pérez Molina - ."
L'attivista ha affermato che la misura avrebbe causato implicazioni negative per il Guatemala mantenere l'accordo, poiché quest’anno il paese sarà l'anfitrione dell'Assemblea Generale dell'Organizzazione degli Stati Americani, avendo denunciato al Sistema "Interamericano" di Diritti umani.
Il presidente ha assicurato che lunedì si pubblicherà sulla Gazzeta Ufficiale la derogata dell'accordo.
Il controverso accordo è stato firmato il 28 dicembre dell'anno scorso ed è stato ideato, secondo fonti dell’Esecutivo, da Antonio Arenales Forno, segretario della Pace che chiuse anche gli Archivi della Pace, istanza incaricata di investigare i documenti militari del conflitto armato che terminò nel 1996 con la firma degli accordi di pace.
Prensa Libre 12/01/2013

690 - PÉREZ DA MARCHA ATRÁS EN ACUERDO

El Gobierno derogó ayer el acuerdo 370-2012, firmado por el mandatario el 28 de diciembre y que restringía la competencia de la Corte Interamericana de Derechos Humanos (CIDH) para conocer casos de violaciones a derechos humanos (DD. HH.) durante el conflicto armado interno anteriores a 1987, cuando el Estado reconoció esa instancia.
Pérez Molina indicó en conferencia de prensa, en la Casa Presidencial, que tomó esta decisión luego de haberse reunido por segunda vez con activistas, quienes le expresaron que “en política de derechos humanos se podía ver este decreto como una regresión a lo que se había hecho en los últimos 12 años”.
El mandatario destacó que no querían dar “la señal” de que se da una regresión en materia de DD. HH. en el país.
Helen Mack, de la Fundación Myrna Mack, manifestó que el acuerdo 370-2012 era “jurídicamente inviable”, y que no se podía aplicar, “porque había muchos errores y era un desgaste interno para él  -Pérez Molina -”.
La activista resaltó que la medida habría traído implicaciones negativas para Guatemala mantener el acuerdo, ya que este año el país será el anfitrión de la Asamblea General de la Organización de los Estados Americanos, “habiendo denunciado al Sistema Interamericano” de Derechos Humanos.
El presidente aseguró que el lunes se publicará en el diario oficial la derogatoria del acuerdo.
La restricción
El controvertido acuerdo fue firmado el 28 de diciembre del año pasado y fue ideado, según fuentes del Ejecutivo, por Antonio Arenales Forno, secretario de la Paz, quien también cerró los Archivos de la Paz, dirección encargada de investigar los documentos militares del conflicto armado, que finalizó en 1996 al firmarse los acuerdos de paz.
Prensa Libre 12/01/2013

sabato 12 gennaio 2013

689 - DISCORSO DI MONS. RAMAZZINI A ZACULEU

Mi sento profondamente onorato e privilegiato di essere qui, in mezzo a voi, mi sento veramente onorato e voglio dirvi che non vi siete sbagliati ad invitarmi ad essere tra voi. La ragione è in una parola che ho trovato in un libro di un popolo di una nazione africana, quella parola esprime il concetto “ “Io sono” mentre “voi siete” e mentre “voi siete” “io sono””.
Questo è ciò che spiega perché non vi siete sbagliati ad inviarmi qui. Ho vissuto 23 anni a San Marcos, e come sempre ho detto, l’esperienza in san Marcos ha segnato il mio cuore, il cuore di essere umano e la mia pratica cristiana e il mio impegno come vescovo, per questo oggi sono emozionato a vedere qui amiche e amici con i quali abbiamo condiviso momenti difficili e momenti lieti.
Ora sono a Huehuetenango con lo stesso entusiasmo, con la stessa allegria, con lo stesso desiderio di essere parte di voi, di questi popoli indigeni che in Huehuetenango sono di più che in San Marcos. Qui ci sono sette etnie differenti con sette lingue, in san Marcos ci sono due etnie, ma mi fa piacere vedere che ora si parla di popolo Mam oltrepassando i confini dei dipartimenti e anche oltre, attraversando la frontiera con i nostri fratelli del Chiapas,
In questo senso vorrei ora parlare come un guatemalteco che ha vissuto molti anni nella capitale, che pensava sempre di conoscere il suo paese, ma che ha avuto bisogno dell’esperienza in San Marcos per capire che era un ignorante e che non conosceva la ricchezza della sapienza, dell’energia, della resistenza dei popoli indigeni. E’ vero, ho avuto un contatto di solo otto mesi con i fratelli kachiqueles in San Juan Sacatepequez e lì è iniziato il mio apprendistato, e lì è iniziata la mia esperienza di stare a contatto diretto con la popolazione indigena. E poi questa comprensione è continuata in San Marcos, e ora la inizio nuovamente in Huehuetenango, perché nelle parrocchie che ho visitato, che sono in maggior parte composte da popolazione indigena, mi rendo conto che la mia ignoranza è ancora grande, e che davanti a me ho questa sfida, di continuare a conoscere la ricchezza, la profondità spirituale di questi popoli ancestrali. In questo senso, a me come guatemalteco ha sempre fatto male l’emarginazione, l’esclusione dei popoli indigeni. Molte volte noi vescovi l’abbiamo detto, ma siamo stati una voce che grida nel deserto, e nessuno ci ascolta.
Mi riferisco alla lettera che abbiamo scritto anni fa, prima della firma degli accordi di pace, nella quale noi vescovi ricordavamo che ci sono due grandi settori della popolazione guatemalteca che sono sempre stati esclusi ed emarginati: i popoli indigeni e i contadini.
Lo abbiamo detto molte volte, e oggi mi fa un po’ tristezza e dispiacere vedere che là si sta facendo una celebrazione governativa, e qui ci siamo noi del popolo, mi fa tristezza perché questo significa per me che lo stato del Guatemala non è riuscito a capire che deve essere reso concreto ciò che è stato firmato negli accordi di pace.
Siamo una realtà multiculturale, multietnica e multilingue, però sembra che non sia così oggi, là ci sono alcuni e qui altri, quando dovremmo stare tutti insieme perché siamo lo stesso popolo che abita in questo territorio anche con differenze culturali.
In questo senso io ho ascoltato con attenzione l’intervento di Eliu, del CPO, e sono totalmente d’accordo, ci sono impegni che continuano ad essere davanti a noi, questo paese ha bisogno non solo di una democrazia reale e partecipativa, ma ha bisogno di una democrazia radicale, dove sia veramente il popolo che prende le decisioni, attraverso processi elettorali nei quali veramente la popolazione scelga in totale libertà e senza nessuna manipolazione, chi deve dirigere il paese. Speriamo nelle prossime elezioni di non ripetere gli errori di questi anni, e che ora in questo ciclo della nuova era non ci stiamo sempre lamentando, perché noi abbiamo la soluzione. Come molto bene sta scritto nell’agenda latinoamericana di quest’anno, noi siamo il 99% e loro sono l’1%.
La realtà è questa, questo paese è governato da un settore minoritario che prende le decisioni a nome della maggioranza impoverita, che continua a sostenere un modello economico liberale che non tiene in considerazione la persona umana, ma quello che importa è il lucro e il guadagno.
Io oggi leggevo le statistiche della gente impoverita in questo paese, con alcuni particolari che mi lasciavano non spaventato ma perplesso, perché uno li intuisce, ma sono causa di indignazione e motivo per dire che dobbiamo continuare a lottare. Questo paese non solo ha bisogno di una democrazia radicale ma anche un modello economico totalmente differente e profondamente alternativo. Come ho letto e come ha detto bene il vescovo Pedro Casaldaliga, “economia” vuol dire amministrazione della casa, e la casa è questa terra nella quale tutti viviamo, in questo paese dovrebbe essere una economia che davvero non rifletta i segni indignanti e vergognosi di un 59% di bambini indigeni denutriti, di un paese che esporta caffè, zucchero, banane, mentre qui moltissimi stanno morendo di fame e ci sono livelli di denutrizione cronica infantile che fanno vergogna, che ripugnano e indignano dal più profondo del cuore. Per questo io continuo a sostenere la necessità di una riforma agraria integrale, non sullo stile di ciò che successe nell’anno 1954, perché la storia ci insegna che non dobbiamo ripetere gli stessi errori, però sì, una riforma agraria integrale che dia da mangiare alla maggioranza della gente denutrita e impoverita di questo paese.
Continuiamo a lottare davanti alla Corte Costituzionale, io mi chiedo come è possibile che magistrati onorati della Corte Costituzionale non hanno rispettato i 20 giorni di termine per rispondere all’istanza che abbiamo presentato davanti a loro, per dichiarare anticostituzionale la legge mineraria, dove è l’onorabilità della corte costituzionale? Dov’è la l’onorabilità della Corte suprema di giustizia, che davanti all’istanza per dichiarare che i territori di san Miguel Ixtahuacan appartengono al popolo di san Miguel Ixtahuacan, perché così risulta nel registro nazionale della proprietà, è passato più di un anno e mezzo, e non abbiamo avuto una risposta positiva?
Di che giustizia parliamo allora in questo paese?             
E non ci vengano a dire che bisogna difendere il sistema di diritto, perché il sistema di diritto quando è a favore di pochi non è sistema di diritto, non è giustizia. E’ sul valore della giustizia che si deve ricostruire il sistema di diritto.
E che le mie parole non suonino a sedizione o incitazione alla ribellione, perché è questo l’argomento che utilizzano per mettere in carcere coloro che vogliono difendere gli interessi della popolazione.
Questo è il paese che abbiamo, davanti a noi si apre il 14° Baktun, e lo iniziamo, noi cristiani come i fratelli non cristiani però che credono in Dio, abbiamo davanti a noi un cammino lungo da percorrere, ma voglio terminare ripetendo le parole del libro sacro dei Maya Quichè: “Che nessuno rimanga indietro, che nessuno sia lasciato indietro”, che tutti andiamo avanti come un popolo che vuole veramente un futuro differente per la generazione futura.
Così che concludo ripetendo quello che dicevo all’inizio, fratelli delle popolazioni indigene, io a volte lo dico per scherzo, io sono ladino, ma non ho colpa di esserlo, comunque non nego la mia identità, al contrario, ma voglio dirvi, fratelli delle varie etnie che vivono in questo paese e che sono oggi rappresentate in Zaculeu: mentre voi siete, anche io sono, io sarò mentre voi siete.
http://www.ustream.tv/channel/cpoonline-zaculeu


venerdì 28 dicembre 2012

688 - 14° BAKTUN EN ZACULEU

Celebrazione a Zaculeu - 21 dicembre 2012
 
Este es el inicio de una nueva era.
Questo è l'inizio di una nuova era.

Video del Consejo de Pueblos del Occidente:

lunedì 24 dicembre 2012

687 - RESPINTA L'IMPUNITÀ PER I CRIMINI COMMESSI DURANTE IL CONFLITTO

Il gruppo di mutuo appoggio (GAM) ha ricusato l'impunità nella quale restano la maggior parte dei crimini commessi durante il conflitto armato interno, e le dichiarazioni dei funzionari di governo che insistono ad affermare che non vi è stato nessun genocidio, sparizioni forzate e crimini contro l'umanità in quel periodo.
In un comunicato stampa, il GAM ha riconosciuto gli sforzi del Ministero Pubblico (MP) e di un gruppo di giudici e magistrati che hanno guidato la ricerca per chiarire alcuni dei casi, tuttavia, sono progressi che rimangono invisibili a causa di livelli elevati di impunità prevalente in tali incidenti.
Il segretariato della Pace, e responsabile della Commissione dei Diritti Umani della Presidenza, Antonio Arenales, ha cercato di nascondere il problema, affermando che non c’è stato nessun genocidio, e ciò ostacola i progressi in materia di politica di riconciliazione e di ricerca della verità, segnala il bollettino.
Il GAM ha portato di fronte alla Commissione interamericana per i diritti umani cinque casi di sparizioni forzate e una di tortura, che rimangono in attesa di sentenza.
Marcela Martino, del Centro per la Giustizia e Diritto Internazionale (CEJIL), ha detto che il Guatemala è il secondo paese del continente americano che ha ricevuto più condanne dalla Corte interamericana dei diritti umani (CorteIDH).
Adital, 18/12/2012

686 - RECHAZAN IMPUNIDAD EN CRÍMENES COMETIDOS DURANTE EL CONFLICTO

El Grupo de Apoyo Mutuo (GAM) rechazó la impunidad en la que permanecen la mayoría de crímenes cometidos durante el conflicto armado interno, así como las declaraciones de funcionarios de gobierno que insisten en afirmar que no hubo genocidio, desapariciones forzadas o crímenes de lesa humanidad en se periodo.
En un comunicado de prensa, el GAM reconoció los esfuerzos del Ministerio Público (MP) y de un grupo de juezas y de jueces que han impulsado las investigaciones para esclarecer algunos de los casos, sin embargo son avances que quedan invisibilizados debido a los elevados niveles de impunidad que prevalecen en ese tipo de hechos.
El Secretario de la Paz y titular de la Comisión Presidencial de Derechos Humanos, Antonio Arenales, ha tratado de invisibilizar el problema al declarar que no hubo genocidio, lo que impide avanzar en las políticas de reconciliación y búsqueda de la verdad, añade el boletín.
El GAM ha llevado a la Comisión Interamericana de Derechos Humanos cinco casos de desaparición forzada y uno de tortura, que permanecen pendientes de sentencia.
Marcela Martino, del Centro por la Justicia y el Derecho Internacional (CEJIL), aseguró que Guatemala es el segundo país del continente americano que ha recibido más condenas por parte de la Corte Interamericana de Derechos Humanos (CorteIDH).
Adital, 18/12/2012

venerdì 21 dicembre 2012

685 - BAKTÚN, SPERANZA PER GLI INDIGENI

L'ultimo sole alla fine del “conto lungo” di 5.200 anni nel calendario maya è tramontato pochi minuti prima delle ore 18 di ieri, momento nel quale i leader spirituali e sacerdoti maya hanno partecipato a solenni cerimonie, nelle quali hanno esortato alla pace e all'unione dei guatemaltechi, e ciò ha preceduto il sorgere dell'astro re, oggi alle ore 6.22 ore, inizio di una nuova era.
Nelle molteplici cerimonie che si sono celebrate in tutto il paese, è stato sollecitato di rispettare le risorse naturali, sempre di più deteriorate "per l'atteggiamento irrazionale degli uomini".
In tutte le attività risaltavano gli abiti multicolori, maschere, emblemi e simboli del sincretismo maya e simboli del cristianesimo, propri dell'epoca della conquista, coi quali sono state ricreate le cerimonie della millenaria cultura.
Tikal, in Petén, è stato il centro dell'attenzione del paese. Circa tremila persone hanno avuto il privilegio di entrare nel parco e vedere le cerimonie delle guide spirituali e dei sacerdoti maya, alle quali hanno partecipato alte autorità del Governo ed invitati.
Il Gran Giaguaro, la piramide maya più conosciuta nel mondo, risplendeva impressionante quando è stata illuminata e, di fronte ad essa, durante la notte ed l’alba di oggi si sono svolte cerimonie spirituali e culturali per ricevere il nuovo baktún.
Pace, unità e rispetto
María Salomé Chonay, sacerdotessa maya cakchiquel, ha elevato preghiere affinché ci sia "una nuova alba, senza discriminazione né violenza, e che il nuovo ciclo porti l'unità per vivere meglio."
"Veniamo a chiedere al nostro Creatore la fine del razzismo, della discriminazione e della violenza", ha detto la leader indigena.
In Iximché, Tecpán Guatemala, Chimaltenango, sacerdoti maya hanno riflettuto sulla necessità che i guatemaltechi cambino atteggiamento per rispettare la natura e convivere in pace ed unità.
"L'Ajaw vuole che curiamo la madre natura e che i nostri terreni continuino ad essere fertili e non soffriamo di siccità e scarsità", ha detto Felipe Ajzalán, guida spirituale, dopo avere partecipato ad un'esibizione del gioco di palla maya.
"Le energie negative nei cuori dei guatemaltechi si riflettono nella distruzione dei boschi e delle sorgenti", ha aggiunto. Hanno chiesto anche che il Governo smetta di autorizzare lo sfruttamento minerario e dei fiumi.
In una cerimonia sulle rive del Lago di Atitlán, Sololá, leader indigeni hanno rivolto un appello affinché nella nuova era prevalga il rispetto alla natura e la cultura ancestrale.
"Non vogliamo lo sfruttamento del nostro ambiente, il Lago di Atitlán è sempre più inquinato, senza nessun piano specifico per salvarlo", ha segnalato il sacerdote maya Adrián Bocel.
Fine della discriminazione
Benché la quantità di visitatori nel sito archeologico di Zaculeu, Huehuetenango, è stata minore all'attesa, la guida spirituale Domingo Francisco ha predetto che il nuovo baktún porterà cambiamenti positivi per il paese.
“Deve esserci accettazione del vissuto dei popoli indigeni, perché non siamo ancora riconosciuti. Solo vogliamo equità", ha affermato Francisco.
In Gumarkaj, Quiché, i leader spirituali hanno guidato distinte cerimonie maya, nelle quali hanno invocato la pace e la fratellanza dei guatemaltechi.
In Takalik Abaj, Retalhuleu, autorità indigene hanno pregato perché la nuova era porti saggezza ai governanti. Óscar Hernández, sacerdote maya, ha detto che durante il cambiamento di era, tutto il mondo deve trasformarsi.
Cerimonie simili hanno avuto luogo in altri sito archeologici come Uaxactún e Yaxhá, Petén; Quiriguá, Izabal; Mixco Viejo, Chimaltenango; Chocolá, Suchitepéquez, e Kaminaljuyú, nella capitale, dove le richieste sono state simili.
Inoltre, in luoghi turistici emblematici come Quetzaltenango ed Antigua Guatemala, Sacatepéquez si sono realizzati atti speciali.
Opportunità
In Tikal, il presidente Otto Pérez Molina ha affermato in una conferenza che la nuova era maya è l'opportunità di un nuovo principio.
"È un cambiamento positivo che richiama alla riflessione i guatemaltechi e tutto il mondo, per cercare l'armonia con la natura", espresse.
Ha aggiunto: "Tutti dobbiamo essere parte del cambiamento e costruire il Guatemala che tutti desiderano, con pace, giustizia, ed equità."
Prensa Libre 21/12/2012
  

684 - BAKTÚN, ESPERANZA PARA INDÍGENAS

El último sol del fin de la cuenta larga de cinco mil 200 años en el calendario maya se extinguió minutos antes de las 18 horas de ayer, ocasión en la que líderes espirituales y sacerdotes mayas participaron en solemnes ceremonias en las que exhortaron a la paz y la unión de los guatemaltecos, lo cual precedió la salida del astro rey, hoy a las 6.22 horas, en el inicio de una nueva era.
En las múltiples ceremonias que se celebraron en todo el país, se instó a respetar los recursos naturales, cada vez más deteriorados “por la actitud irracional de los hombres”.
En todas las actividades destacaron los trajes multicolores, máscaras, emblemas y símbolos del sincretismo maya e íconos del cristianismo, propias de la época de la conquista, con los cuales se reacrearon las ceremonias de la milenaria cultura.
Tikal, Petén, fue el centro de la atención del país. Unas tres mil personas tuvieron el privilegio de ingresar en el parque, y ver las ceremonias de guías espirituales y sacerdotes mayas, en las que participaron altas autoridades del Gobierno e invitados.
El Gran Jaguar, la pirámide maya más conocida en el mundo, lució impresionante cuando fue iluminada y, frente a esta, durante la noche y madrugada de hoy se desarrollaron ceremonias espirituales y culturales para recibir el nuevo baktún.
Paz, unidad y respeto
María Salomé Chonay, sacerdotisa maya cakchiquel, elevó plegarias para que haya “un nuevo amanecer, sin discriminación ni violencia, y que el nuevo ciclo de vida traiga la unidad para vivir mejor”.
“Venimos a pedir a nuestro Creador el fin del racismo, la discriminación y la violencia”, indicó la lideresa indígena.
En Iximché, Tecpán Guatemala, Chimaltenango, sacerdotes mayas reflexionaron sobre la necesidad de que los guatemaltecos cambien de actitud para respetar la naturaleza y convivir en paz y unidad.
“El Ajaw quiere que cuidemos la madre naturaleza y que nuestros terrenos sigan siendo fértiles y no suframos de sequías y escasez”, dijo Felipe Ajzalán, guía espiritual, después de haber participado en una exhibición de juego de pelota maya.
“Las energías negativas en los corazones de los guatemaltecos se refleja en la destrucción de los bosques y manantiales”, agregó. También pidieron que el Gobierno deje de autorizar la explotación minera y de los ríos.
En una ceremonia a orillas del Lago de Atitlán, Sololá, líderes indígenas hicieron un llamado para que en la nueva era prevalezca el respeto a la naturaleza y a las culturales ancestrales.
“No queremos la explotación de nuestro medioambiente, el Lago de Atitlán se sigue contaminando sin ningún plan específico para salvarlo”, señaló el sacerdote maya Adrián Bocel.
Cese de discriminación
Aunque la cantidad de visitantes en el sitio arqueológico Zaculeu, en Huehuetenango, fue menor a la esperada, el guía espiritual Domingo Francisco auguró que el nuevo baktún traerá cambios positivos para el país.
“Debe haber aceptación de la vivencia de los pueblos indígenas, porque aún no somos reconocidos. Solo queremos equidad”, afirmó Francisco.
En Gumarkaj, Quiché, líderes espirituales encabezaron distintas ceremonias mayas, en las que pidieron por la paz y hermandad de los guatemaltecos.
En Takalik Abaj, Retalhuleu, autoridades indígenas pidieron porque la nueva era traiga sabiduría a los gobernantes. Óscar Hernández, sacerdote maya, dijo que durante el cambio de era, todo el mundo debe transformarse para bien.
Ceremonias similares tuvieron lugar en otros sitios arqueológicos como Uaxactún y Yaxhá , Petén; Quiriguá, Izabal; Mixco Viejo, Chimaltenango; Chocolá, Suchitepéquez, y Kaminaljuyú, en la capital, donde las peticiones fueron similares.
Además, en sitios turísticos emblemáticos como Quetzaltenango y Antigua Guatemala, Sacatepéquez se realizaron actos especiales.
Oportunidad
En Tikal, el presidente Otto Pérez Molina resaltó en una conferencia que la nueva era maya es la oportunidad de un nuevo comienzo.
"Es un cambio positivo que llama a la reflexión de los guatemaltecos y a todo el mundo, para buscar la armonía con la naturaleza”, expresó.
Agregó: “Todos debemos ser parte del cambio y construir la Guatemala que todos buscamos, con paz, justicia, y equidad”.
Prensa Libre 21/12/2012

giovedì 20 dicembre 2012

683 - OXLAJUJ BAKTUN


Zaculeu, capitale dei Mam, Q'umarkaj, città dei Quichè, Iximchè, città dei Kaqchikel.
Sono luoghi sacri dei nostri antenati e dei nostri discendenti, dove celebreremo l’inizio di una nuova era.

682 - AVVIATE ATTIVITÀ 13 BAKTUN

Il Guatemala è pronto a celebrare la fine del tempo conosciuto come 13° Baktun, sacerdoti Maya hanno iniziato a purificare i luoghi sacri per ricevere venerdì prossimo il nuovo ciclo di 5.125 anni.
Il primo segretario delle autorità nazionali ancestrali Maya, Garifuna e Xinca, Alberto Marroquín, ha detto alla’Agenzia Efe che le celebrazioni iniziano oggi, per ricevere Oxlajuj Akabal, cioè la nuova alba.
I capi cominciarono a purificare almeno 20 luoghi sacri dove si terranno, da domani, una serie di cerimonie e rituali per l'avvio, il 21 dicembre, del nuovo calendario Maya, che è stata annunciato dagli astronomi o “portatori del tempo” ha detto ad Efe Felipe Gomez della Conferenza Nazionale Oxlajuj Ajpop.
Queste giornate dovrebbero essere per la meditazione globale perché ipopoli, le comunità, le organizzazioni e le famiglie possono unirsi per raggiungere la pace, e cambiare coscienza per prevenire la distruzione della madre terra, ha spiegato ai giornalisti Cirilo Perez, del Consiglio degli anziani Guide Spirituali Maya del Guatemala.
"Dobbiamo realizzare un cambio mentale di sentire, imparare e capire che tutti gli esseri che abitano la Madre Terra siamo fratelli", ha detto Ajqijab (guida spirituale) e ambasciatore indigeno.
Perez, il cui nome è Maya "Wakatel Utiw" che significa " lupo errante che si aggira e viaggia attraverso il tempo", ha detto ai giornalisti che il nuovo ciclo del calendario Maya richiede un cambiamento in modo che la gente possa vivere in pace e mettere in pratica l'antica sapienza.
L’Istituto guatemalteco per il Turismo (Inguat) ha affermato in una dichiarazione che il paese è pronto per il cambiamento di era Maya, e che il movimento dei turisti è già evidente in prossimità di diversi siti archeologici.
L'attività più importante per il 13 ° Baktun si terrà giovedì e venerdì, al Parco Nazionale di Tikal, il luogo di nascita della cultura millenaria, che si trova nel Petèn, al confine con Messico e Belize.
Il Presidente del Guatemala, il generale a riposo Otto Perez Molina, accompagnato dal vice presidente, Roxana Baldetti, ospiterà diverse personalità che vanno a Tikal, tra cui il presidente del Costa Rica, Laura Chinchilla, e leader indigeni.
Parteciperanno a queste celebrazioni anche il segretario generale dell'Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO), Taleb Rifai, e il direttore regionale per le Americhe del WTO, Carlos Vogeler.
Secondo il direttore di Inguat, Pedro Duchez, la televisione guatemalteca trasmetterà in diretta da Tikal l'arrivo della nuova alba dei Maya e il suo segnale può essere visto in diversi paesi in Europa e Asia, e Nord America.
Giovedì sera sarà salutato l'ultimo giorno di questa era, con una rappresentazione nella Piazza Centrale del Parco Nazionale di Tikal, dove saranno illuminate gli imponenti templi Maya.
Durante la cerimonia sarà onorata l'eredità della civiltà Maya per l'umanità e trasmesso un messaggio di pace e di riconciliazione mediante una rappresentazione artistica realizzata dalla televisione, che si basa sulla storia, la cosmovisione e le tradizioni Maya, il cui linguaggio sarà costituito da immagini, musica e danza. La rappresentazione, secondo Inguat, sarà arricchita da storie, processioni cerimoniali e immagini che guidano gli spettatori alla antica storia maya, che sarà narrata in ordine cronologico ascendente.
Durante la trasmissione della televisione guatemalteca si alterneranno produzioni speciali realizzate in precedenza, in cui gli spettatori possono apprezzare l'importanza e la magnificenza che hanno ancora altri siti archeologici e cerimoniali in Guatemala.
Il giorno 21, prima dell'arrivo del primo sole della nuova era, ci sarà la più grande cerimonia Maya degli ultimo tempi, alla quale parteciperanno centinaia di sacerdoti Maya, le più alte autorità del governo.
Prensa Libre 19/12/2012