Benvenuti nel blog “Orizzonte Guatemala”! Siamo un gruppo di amici del Guatemala e con questo strumento di comunicazione e condivisione vogliamo contribuire a fare conoscere l’attualità di questo bellissimo paese, al quale ci legano vincoli di amicizia e di solidarietà con tanti amici guatemaltechi.


domenica 13 giugno 2010

165 - LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ING. ÁLVARO COLOM

Signor Presidente, secondo informazioni pubblicate nel Giornale Prensa Libero del 2 di Giugno del 2010, lei ha dichiarato che "lo Stato non ordinerà la sospensione delle attività della Miniera Marlin", affermando che "fino al momento non c'è fondamento per ciò."
Queste affermazioni mettono in discussione la sua responsabilità di cercare il bene comune poiché un semplice sospetto di violazione dei diritti umani obbliga lo Stato ad agire a beneficio degli abitanti dal territorio, come prevede la Costituzione Politica della Repubblica.
La risoluzione che esige la sospensione delle attività della miniera Marlín in Sipacapa e San Miguel Ixtahuacán, San Marcos, proviene da un organismo internazionale creato nella quadro della Convenzione Americana dei diritti umani, della quale fa parte il Guatemala.
Se la decisione della Corte Interamericana dei diritti umani non è rispettata, ciò può dare luogo a che detta Corte, in base della sua giurisprudenza, condanni lo Stato del Guatemala e gli imponga l'obbligo di indennizzare i danni causati, indennizzo che dovrà essere pagato coi fondi propri del popolo del Guatemala.
Diverse organizzazioni e noi che firmiamo questa lettera deploriamo la mancanza di decisioni, da parte del suo Governo, che proteggano le risorse naturali dal nostro Paese e che si privilegi maggiormente il lucro e il guadagno immediato di compagnie nazionali e transnazionali, a danno del rispetto all'ecosistema che garantisce la qualità di vita degli uomini e donne guatemaltechi.
Ugualmente ci rattrista che nonostante le sue dichiarazioni di fare un Governo dal volto maya, le voci e le domande delle popolazioni indigene non siano stati ascoltate. Questo è il caso concreto di Sipacapa e San Miguel Ixtahuacán e della grande maggioranza di municipi di Huehuetenango.
Signor Presidente, Lei sa che una misura cautelare è semplicemente e spontaneamente un meccanismo per evitare danni maggiori o assicurare che non si leda più la vita e la dignità umana.
In un vero stato democratico, il principio di prevenire danni maggiori che mettano in pericolo la vita delle persone rafforza la democrazia.
Col rispetto che Lei merita, ma contemporaneamente con la fermezza che nasce dalla ricerca del bene dei più impoveriti ed esclusi Le chiediamo Signor Presidente che dia esecuzione alle disposizioni della Corte Interamericana dei Diritti umani.
Non desideriamo dal governo strategie dilatorie per risolvere, in modo giusto e favorevole ad una migliore qualità di vita dei guatemaltechi, tutta la problematica nata dell'attuale politica che continua concedendo licenze di esplorazione e sfruttamento minerario.

Monsignor Álvaro Ramazzini
Vescovo di San Marcos, Pastorale Social/COPAE
Rigoberta Menchú Tum
Premio Nobel della Pace, Fondazione Rigoberta Menchu Tum

164 - CARTA ABIERTA AL PRESIDENTE DE LA REPUBLICA ING. ALVARO COLOM

Señor Presidente:
Según información aparecida en el Diario Prensa Libre con fecha 2 de Junio del 2010 usted  ha declarado que “el Estado no ordenará la suspensión de las actividades de la Mina Marlin”, afirmando que “hasta el momento no hay fundamento para ello”.
Estas afirmaciones ponen en tela de juicio su responsabilidad de buscar el Bien Común ya que una simple sospecha de violación de los derechos Humanos obliga al Estado a actuar a favor de los habitantes del territorio tal como lo dispone la Constitución Política de la República.
La resolución que exige la suspensión de las actividades de la mina Marlín en Sipacapa y San Miguel Ixtahuacán, San Marcos, emana de un organismo Internacional creado en el marco de la Convención Americana de Derechos Humanos de la cual Guatemala es Estado
Parte. Si la decisión de la Corte Interamericana de Derechos Humanos no es acatada puede dar lugar a que dicha Corte, en base de su jurisprudencia, condene al Estado de Guatemala y le imponga la obligación de indemnizar los daños y perjuicios provocados indemnización que deberá ser pagada con los propios fondos del pueblo de Guatemala.
Diversas organizaciones y quienes firmamos esta carta hemos lamentado la falta de decisiones de parte de su Gobierno que protejan los recursos naturales de nuestro País y que se privilegie mas un lucro y una ganancia inmediata de compañías Nacionales y Transnacionales en desmedro del respeto al medio ambiente que garantiza una calidad de vida de los hombres y mujeres Guatemaltecos. Asimismo nos entristece que a pesar de sus declaraciones de hacer un Gobierno con rostro maya las voces y demandas de las poblaciones indígenas no hayan sido escuchadas. Este es el caso concreto de Sipacapa y San Miguel Ixtahuacán y la gran mayoría de Municipios de Huehuetenango.
Señor Presidente usted sabe que una medida cautelar es simple y llanamente un mecanismo para evitar daños mayores o asegurar que no se lesione mas la vida y la dignidad humana.
En un verdadero Estado democrático el principio de prevenir daños mayores que pongan en peligro la vida de las personas fortalece la democracia.
Con el respeto que usted merece pero al mismo tiempo con la firmeza que nace de buscar el bien de los más empobrecidos y excluidos le pedimos Señor presidente que cumpla las disposiciones de la Corte Interamericana de Derechos Humanos.
No esperaríamos del gobierno estrategias de dilación para resolver de un modo justo y favorable a una mejor calidad de vida de los guatemaltecos toda la problemática nacida de la actual política que continúa otorgando licencias de exploración y explotación minera.

Monseñor Alvaro Ramazzini
Obispo de San Marcos, Pastoral Social/COPAE
Rigoberta Menchú Tum
Premio Nobel de la Paz, Fundación Rigoberta Menchu Tum

163 - RISPOSTA ALLE RACCOMANDAZIONI DELLA CIDH SULL’ATTIVITA’ MINERARIA

Il governo guatemalteco dovrà inviare questa settimana la risposta alle raccomandazioni realizzate dalla Commissione Interamericana dei Diritti umani (CIDH, dell'Organizzazione di Stati Americani) OEA. L'organismo internazionale ha concesso, lo scorso 20 maggio, una misura cautelare in favore dei membri di 18 comunità indigene maya danneggiati dalla miniera Marlin I.
Secondo informazioni di Prensa Libre, il vicepresidente guatemalteco, Rafael Espada, ha dichiarato lunedì scorso 31 maggio che l'attività mineraria della Marlin non viola i diritti umani. In quella occasione, Espada ha commentato anche che l'analisi giuridica del caso è all’analisi della Procura Generale della Nazione (PGN) per inviare una risposta alla CIDH nei prossimi giorni.
D’accordo col vicepresidente, oltre alla PGN, anche i Ministeri di Ambiente, Energia e Miniere, e la Commissione Presidenziale in materia di Diritti umani sono incluse nel processo. Mentre la Procura è incaricata dell'analisi giuridica, i ministeri sono i responsabili dell'esame scientifico e la Commissione Presidenziale della questione dei diritti umani.
Oltre alle violazioni dei diritti umani, anche gli ambientalisti hanno risaltato che l'attività mineraria viola le leggi ambientali, tema indicato da Espada come non considerato dalla Commissione per i diritti umani. “Stanno parlando di due cose differenti, perché l'OEA sta analizzando questioni di diritti umani e delle crepe delle case per le vibrazioni delle esplosioni. Essi non stanno dicendo nulla in tema di inquinamento", ha detto il Vicepresidente.
Secondo il comunicato emesso dall’Organizzazione, la CIDH ha chiesto allo Stato guatemalteco che adotti misure per depurare le fonti di acqua delle 18 comunità colpite, e inoltre chiese di attivarsi per i problemi di salute, iniziare un programma di assistenza ed attenzione in salubrità ed adottare misure per garantire la vita e l'integrità fisica dei maya.
"La Commissione Interamericana ha sollecitato lo Stato del Guatemala a sospendere lo sfruttamento minerario del progetto Marlin e le altre attività collegate con la concessione accordata all'impresa Goldcorp/Montana Exploradora della Guatemala S.A. ed metta in essere misure effettive per prevenire l'inquinamento ambientale, fino a che la Commissione Interamericana di Diritti umani adotti una decisione sul fondo della petizione associata a questa richiesta di misure cautelari", ha rivelato la CIDH in un comunicato.
Il caso
Secondo il documento della Commissione Interamericana, la richiesta della misura cautelare sostiene che, nel novembre 2003, il Ministero dell’Energia e delle Miniere del Guatemala concesse una licenza di sfruttamento per 25 anni all'impresa Montana. Con quella licenza, la compagnia poteva sfruttare oro ed argento in un'area di 20 km2 nei municipi di Sipacapa e San Miguel Ixtahuacán, ubicati nel dipartimento di San Marcos.
Secondo i richiedenti, la concessione, oltre ad essere stata concessa senza la realizzazione di consultazioni preventive alle popolazioni danneggiate, provocò problemi ambientali ed idrologici in almeno 18 comunità maya.
"L'impresa Montana aveva cominciato la costruzione della Mina Marlin I nel 2003 e l'estrazione di oro ed argento nel 2005. I richiedenti sostengono che lo sfruttamento minerario ha generato gravi conseguenze per la vita, l'integrità personale, l'ecosistema ed i beni dei paesi indigeni danneggiati, poiché il fiume Tzalá ed i suoi affluenti sono le uniche fonti di acqua per consumo ed attività di sussistenza", ha sottolineato il comunicato della Commissione. 
(Adital, 2/06/2010)

162 - ESTADO PREPARA RESPUESTA A RECOMENDACIONES DE CIDH SOBRE ACTIVIDAD MINERA

El gobierno guatemalteco deberá enviar durante esta semana la respuesta a las recomendaciones realizadas por la Comisión Interamericana de Derechos Humanos (CIDH) de la Organización de Estados Americanos (OEA). El organismo internacional otorgó, el último día 20, una medida cautelar en favor de los integrantes de 18 comunidades indígenas maya que estaban siendo afectados por la mina Marlin I.
Según informaciones de Prensa Libre, el Vicepresidente guatemalteco, Rafael Espada, declaró el lunes pasado (31), que la actividad minera en Marlin no viola los derechos humanos. En la ocasión, Espada también comentó que el análisis jurídico del caso está siendo apreciado en la Procuraduría General de la Nación (PGN) para enviar una respuesta a la CIDH en los próximos días.
De acuerdo con el vicemandatario, además de la PGN, los Ministerios de Ambiente, Energía y Minas, y la Comisión Presidencial en Materia de Derechos Humanos también están involucrados en el proceso. Mientras la Procuraduría está encargada del análisis jurídico, los ministerios son los responsables del examen científico y la Comisión Presidencial de la cuestión de los derechos humanos.
Además de las violaciones de los derechos humanos, los ambientalistas también destacaron que la actividad minera viola las leyes ambientales, asunto señalado por Espada como no considerado por la Comisión de Derechos Humanos. "Están hablando de dos cosas distintas, porque la OEA está analizando cuestiones de derechos humanos y de las fracturas de las casas por las vibraciones de las explosiones. Ellos no están diciendo nada de contaminación", destacó el Vicepresidente. 
De acuerdo con el comunicado emitido por la Organización, la CIDH pidió al Estado guatemalteco que adopte medidas para descontaminar las fuentes de agua de las 18 comunidades afectadas, así como: atender los problemas de salud, iniciar un programa de asistencia y atención en salubridad y adoptar medidas para garantizar la vida y la integridad física de los mayas.
"La Comisión Interamericana solicitó al Estado de Guatemala que suspenda la explotación minera del proyecto Marlin I y demás actividades relacionadas con la concesión otorgada a la empresa Goldcorp/Montana Exploradora de Guatemala S.A. e implemente medidas efectivas para prevenir la contaminación ambiental hasta que la Comisión Interamericana de Derechos Humanos adopte una decisión sobre el fondo de la petición asociada a esta solicitud de medidas cautelares", reveló la CIDH en un comunicado.
El caso
De acuerdo con el documento de la Comisión Interamericana, la solicitud de la medida cautelar afirma que, en noviembre de 2003, el Ministerio de Energía y Minas de Guatemala otorgó una licencia de explotación por 25 años a la empresa Montana. Con esa licencia, la compañía podía explotar oro y plata en un área de 20 km2 en los municipios de Sipacapa y San Miguel Ixtahuacán, ubicados en el departamento de San Marcos.
Según los solicitantes, la concesión, además de haber sido otorgada sin la realización de consultas previas a las poblaciones afectadas, provocó problemas ambientales e hidrológicos en por lo menos 18 comunidades mayas.
"La empresa Montana había comenzado la construcción de la Mina Marlin I en 2003 y la extracción de oro y plata en 2005. Los peticionantes sostienen que la explotación minera generó graves consecuencias para la vida, la integridad personal, el medio ambiente y los bienes del pueblo indígena afectado, ya que el río Tzalá y sus afluentes son las únicas fuentes de agua para consumo y actividades de subsistencia", destacó el comunicado de la Comisión. 
(Adital, 2/06/2010)

venerdì 11 giugno 2010

161 - CIUDAD VIEJA DE ANTIGUA

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Foto Rekko 7

160 - LE TRAGEDIE CHE COLPISCONO SEMPRE GLI ULTIMI

Da due giorni sono rientrato dalla mia annuale missione in Guatemala. Nel mio viaggio di quest’anno sono stato testimone di una catastrofe “naturale” di ingenti proporzioni, della quale – come spesso capita – in Italia e in quasi tutto il resto del mondo si è parlato ben poco.
Un’eruzione del vulcano Pacaya, di proporzioni massicce, ha riempito di enormi mucchi di cenere le strade, i villaggi, l’aeroporto. E subito dopo, un uragano (denominato Agatha) di estrema violenza si è abbattuto sul Paese, scaricando una quantità di pioggia inusuale anche per la stagione delle piogge, peraltro iniziata da poco. Molti fiumi hanno esondato, con conseguenze drammatiche per la popolazione e per le cose, trecento ponti sono crollati, e fra questi una ventina di grande comunicazione. Duecento persone hanno perduto la vita, altre centinaia sono rimaste gravemente ferite, decine ancora mancano all’appello, centocinquantamila gli sfollati.
Danni incommensurabili hanno subito l’agricoltura e quasi tutte le attività produttive. Interi villaggi sono stati evacuati, alcuni sono stati praticamente spazzati via dalla furia degli elementi. Anche importanti aree cittadine sono state incredibilmente danneggiate, come nella capitale Ciudad de Guatemala, dove per esempio si è formata una voragine di decine di metri che ha praticamente inghiottito un isolato, o come nella Ciudad Vieja di Antigua Guatemala, dove molte abitazioni sono andate distrutte e dove si contano numerosi morti e scomparsi.
Ma soprattutto le aldeas, i villaggi più poveri, le comunità rurali, hanno sofferto e stanno soffrendo le conseguenze di quanto  accaduto. E in qualche caso stanno cominciando solo adesso, dopo una settimana, a ricevere i primi aiuti. In molti posti non c’è letteralmente nulla da mangiare né acqua potabile di cui servirsi.
Nella zona  del lago Atitlàn, dipartimento di Sololà, alcuni villaggi, come per esempio San Antonio Palopò, località nota per la bellezza dei manufatti tessili che vi si producono, sono stati quasi cancellati dalla carta geografica. Qualcuno ricorderà che queste località solo cinque anni fa erano state colpite dalla furia dell’uragano Stan, che aveva fatto mille morti e distrutto moltissime infrastrutture del Paese.
Come sempre i più poveri pagano il prezzo più alto delle catastrofi “naturali”, parola che – come noterete – continuo a scrivere fra virgolette, perché se è vero che sono gli elementi naturali a determinare queste disgrazie, è altrettanto vero che sono l’insipienza, la sciattoneria, la corruzione, l’inefficienza, il menefreghismo degli esseri umani e della gran parte dei ceti e dirigenziali a voler mantenere una situazione sociale ed ambientale di degrado e di squilibrio che non può far altro che moltiplicare per cento i danni del sommovimento della natura.
Guarda caso sono le zone più deforestate a franare in maniera disastrosa, guarda caso sono i villaggi più poveri, magari costruiti su vere e proprie discariche di rifiuti e dove l’esclusione sociale è massima, a rimanere sepolti sotto il fango; sono le strade fatiscenti delle campagne più sperdute a rimanere interrotte per settimane, guarda caso sono i più miseri a rimanere completamente senza diritto di accesso alle cure mediche.
Ma adesso occorre uno sforzo massimo e straordinario da parte di tutti.
Da parte di tutti quelli che ci conoscono e che in varie occasioni ci sono stati vicini.
Da parte di chi non si rassegna e non si da per vinto, nella convinzione che quello che accade in posti come il Guatemala sia un problema di tutti.
Da parte di chi pensa che le sofferenze  dei poveri non siano meno importanti quando accadono in paesi lontani.
Pippo Tadolini, Presidente di “Amici di Rekko 7” (Onlus) di Ravenna,
5 giugno 2010
                                                                                                                                   
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Per sostenere i progetti di AMICI DI REKKO e collaborare all’emergenza: Banca Popolare di Ravenna
IBAN IT93 G 05640 13100 000000020228 intestato ad “AMICI di REKKO 7”

mercoledì 9 giugno 2010

159 - EL RANCHO DOPO IL PASSAGGIO DI AGATHA

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El Rancho - foto Alvaro Aguilar

158 - L'URAGANO AGATHA COLPISCE DURAMENTE ANCHE EL RANCHO GRAVISSIMI I DANNI.

Nella notte tra sabato 29 e domenica 30 Maggio scorso il terribile uragano Agatha si è abbattuto duramente anche sul villaggio di El Rancho causando danni ingentissimi.
In questa aldea la nostra associazione appoggia da diversi anni l'attività del Liceo San Josè, scuola frequentata ogni giorno da più di 400 studenti, 150 dei quali seguiti direttamente da Ains attraverso i sostegni a distanza.
Inoltre presso El Rancho è situata al Clinica San Josè retta dalle Misoneras de la Caridad de Maria Imaculada, suore con cui collaboriamo da molto tempo, e l'ufficio del CFCA diretto dal nostro amico e referente di molti nostri progetti di solidarietà, Alvaro Aguilar Aldana.
Proprio lui, nei giorni appena trascorsi, ci ha raccontato con notizie di prima mano la gravissima entità dei danni causati da questo ciclone. Ecco la sua testimonianza: "El Rancho è stato colpito duramente dall'uragano Agatha. Qui è un grande, terribile disastro. Attualmente non disponiamo di comunicazioni: siamo senza telefono, luce, e acqua, il problema maggiore. Il ponte "Orellana" sul rio Motagua (il fiume che attraversa El Rancho è che è esondato) è crollato interamente e non esiste più. In queste ore stiamo aiutando le persone che hanno perso tutti i loro pochi averi e che sono rimasta senza nulla ritrovandosi in uno stato di indigenza totale. In generale, tantissimi ponti sono crollati, l'inondazione è tremenda e un elevato numero di famiglie sono state sfollate avendo perso interamente la propria abitazione. Inoltre, come strascico del danno climatico e ambientale, si teme, nelle prossime ore, l'arrivo di epidemie o altre forme virali che potrebbero causare diffuse situazioni di infermità e contribuire ad aumentare i disagi. Sono a lanciare un appello a tutti i nostri amici italiani perché ci diano una mano e ci sostengano a gestire l'emergenza e l'opera di ricostruzione".
In questi giorni, successivi al passaggio di "Agatha", tutta la popolazione del Rancho sta lavorando per rimuovere residui e macerie e una consistente quantità di sporcizia lasciata ovunque dall'uragano. Si cerca di ripristinare con coraggio la vita quotidiana anche se, per tornare alla "normalità" ci vorrà tempo e tanta fatica.
Il Liceo San Josè e la Clinica, per fortuna, non hanno subito gravi danni strutturali in quanto tali edifici si trovano ad una distanza di discreta sicurezza dall'alveo del fiume Motagua.
Quindici dei 150 bambini a cui è garantito il sostegno scolastico tramite la nostra associazione e che frequentano il liceo, hanno perso praticamente tutto: abitazione e qualsiasi cosa o pertinenza di loro proprietà. Questi bimbi vivono in famiglie che abitavano in colonie e barrios di El Rancho prossimi al letto del Motagua, zone letteralmente spazzate via dalla furia della corrente del fiume in piena.
A difficoltà già presenti ora, per loro, se ne sommano altre. A questo proposito è nostra intenzione istituire un fondo di solidarietà straordinario per andare incontro alle esigenze delle famiglie di questi 15 bambini. I fondi raccolti verranno inviati per far fronte all'emergenza e impiegati per l'acquisto di generi di prima necessità e per l'igiene personale (mais, fagioli, acqua potabile, olio, zucchero, vitamine e ricostituenti, sapone, pannolini, salviette, dentifrici e spazzolini, carta igienica, farmaci) e per garantire almeno l'inizio delle opere di ricostruzione delle loro case. L'obiettivo di questo appello straordinario di solidarietà è raggiungere la somma di euro 10.000.

Per informazioni: AINS ONLUS c/o centro culturale San Martino
san martino siccomario (PV)
blog: ainsonlus.blogspot.com

I contributi potranno essere versati: conto corrente postale n. 46330429 causale: Fondo Post Uragano Agatha.

martedì 8 giugno 2010

157 - CASTRESANA RINUNCIA ALLA CICIG

Il responsabile della Commissione Internazionale contro l’Impunità in Guatemala (Cicig), Carlos Castresana, ha informato lunedì che ha presentato già alcuni giorni fa la sua rinuncia all’Organizzazione delle Nazioni Unite, e inoltre ha sollecitato la destituzione del recente nominato procuratore generale Conrado Reyes.
Castresana ha confermato che la rinuncia è già stata accettata dall’ONU, e comunque non lascerà l’incarico fino alla nomina del suo sostituto.
Il giurista spagnolo ha affermato che oramai non c’è più da fare per il Guatemala, e che le autorità guatemalteche non hanno compiuto alcuni accordi sottoscritti per mandare avanti il settore della giustizia, a causa del clima di impunità che prevale nel paese.
Allo stesso tempo, ha segnalato che gruppi organizzati si sono dedicati a screditare la sua immagine, quando lui si è impegnato a portare miglioramenti e  a ripulire le istituzioni.
Il capo della Cicig ha ringraziato la società civile e i mezzi di comunicazione che hanno contribuito a fare conoscere gli progressi che ha ottenuto mentre era responsabile della Commissione Internazionale. Inoltre ha ringraziato i magistrati che si sono impegnati per la giustizia nel paese.
Chiede la rinuncia di Reyes.
Nella stessa conferenza stampa durante la quale ha informato della sua rinuncia, Castresana ha segnalato che intervenuto presso il presidente Alvaro Colom perché chieda la rinuncia di Conrado Reyes, recentemente nominato procuratore generale, del quale ha detto “non è la persona che il paese merita e di cui ha bisogno”.
L’ancora responsabile della Cicig ha detto che Reyes ha raggiunto quell’alto incarico mediante alleanze tra avvocati vincolati con i narcotrafficanti. “Ha dimostrato legami con organizzazioni illecite e non con lo stato di diritto”.
Quando Reyes ha assunto l’incarico, ha detto Castresana, sono arrivate persone legate a Carlos Quintanilla, il principale implicato nello spionaggio nella Casa Presidenziale, che beneficia degli arresti domiciliari, i quali hanno preso il controllo immediato delle chiamate telefoniche, con fini disonesti.
Alla fine della conferenza, Castresana ha salutato alcuni settori ringraziando ed esortando a lavorare perché il Guatemala possa essere un paese libero dalle mafie.
Il responsabile ha riconosciuto unicamente il lavoro della società civile, della stampa, diiudici, polizia, magistrati e dei paesi donanti che durante gli ultimi anni hanno avuto collaborato con la Cicig.
In generale, il suo richiamo è stato a non arrendersi nello sforzo di fermare l’attacco contro lo stato di diritto del paese.
Attivisti e deputati non trovano risposte alla repentina rinuncia di Castresana dalla guida della Cicig, mentre il Governo rimane in silenzio.
“Credo che non siano state date le vere ragioni della sua rinuncia, possono essercene altre. Era evidente che di fronte ai primi risultati (Castresana) si sarebbe trovato in una posizione molto tesa. Dà l’impressione che abbia gettato la spugna”, ha commentato l’attivista contro l’impunità Carmen Aida Ibarra in una dichiarazione a Emisoras Unidas.
Roberto Alejos, presidente del Congresso, ha deplorato la rinuncia senza commentare i motivi e ha detto che il Congresso della Repubblica deve lavorare sul tema della sicurezza come ha indicato lo stesso Castresana.
Da parte sua, Roberto Molina, presidente della Corte costituzionale, ha deplorato il passo indietro di Castresana e ha chiarito che i ricorsi pendenti riguardo il processo di elezione del procuratore generale saranno risolti secondo il diritto.
Il Governo ha informato che nelle prossime ore renderà nota la sua posizione sulla rinuncia di Castresana per mezzo di un comunicato.
(Prensa Libre 07/06/2010)

156 - CASTRESANA RENUNCIA COMO JEFE DE LA CICIG Y PIDE DESTITUCIÓN DEL JEFE DEL MP

El jefe de la Comisión Internacional Contra la Impunidad en Guatemala (Cicig), Carlos Castresana,  informó este lunes que presentó hace varios días su renuncia ante la Organización de Naciones Unidas (ONU), además, solicitó que la destitución del recién nombrado fiscal general Conrado Reyes.
Castresana confirmó que la renuncia ya fue aceptada por la ONU, sin embargo, no dejará el puesto hasta que se nombre a su sustituto.
El jurista español argumentó que ya no hay más que hacer por Guatemala y que autoridades guatemaltecas han incumplido con algunos acuerdos suscritos para sacar adelante al sector justicia, debido al ambiente de impunidad que prevalece en el país.
Al mismo tiempo, señaló que grupos organizados se han dedicado a desprestigiar su imagen, cuando él solamente se ha dedicado a mejorar y limpiar.
El jefe de la Cicig agradeció a la sociedad civil y a los medios de comunicación que apoyaron en dar a conocer los avances que logró mientras estuvo al frente de la Comisión Internacional. Además, dio las gracias a los fiscales que están comprometidos con la justicia en el país.
Pide renuncia de Reyes
En la misma conferencia de prensa en la que informó sobre su renuncia, Castresana señaló que abogó ante el presidente Álvaro Colom para que pida la renuncia de Conrado Reyes, el recién nombrado fiscal general, de quien dijo, "no es la persona que el país merece ni necesita".
El todavía jefe de la Cicig, señaló a reyes de haber alcanzado ese alto cargo mediante pactos de bufetes de abogados vinculados con narcotraficantes. "Ha demostrado compromisos con organizaciones ilícitas y no con el dstado de Derecho", alegó.
Cuando Reyes asumió, dijo Castresana, llegaron personas relacionadas con Carlos Quintanilla, el principal implicado en el espionaje en la Casa Presidencial que goza libertad bajo arresto domiciliario, quienes tomaron el control inmediato de las interferencias de llamadas telefónicas, con fines maliciosos.
Al final de la conferencia, Castresana se despidió de ciertos sectores con agradecimientos y exhortos para ayudar a que Guatemala pueda ser un país libre de mafias.
El comisionado saludó únicamente el trabajo de la sociedad civil, la prensa, jueces, policías, fiscales y los países donantes que a lo largo de los últimos años tuvieron relación con la Cicig.
En general, su llamado fue a no claudicar en el esfuerzo por detener "la acometida" contra el estado de Derecho del país.
No se lo explican
Activistas y diputados no encuentran respuestas a la repentina renuncia de Castresana al frente de la Cicig, mientras el Gobierno guarda silencio.
"Creo que no se han dado las verdaderas razones de su renuncia, puede haber más. Era evidente que ante los primeros resultados (Castresana) tenía una posición de mucha tensión. Da la impresión que tiró la toalla", comentó la activista contra la impunidad Carmen Aída Ibarra, en declaraciones a Emisoras Unidas.
El oficialista Roberto Alejos, presidente del Congreso, lamentó la renuncia sin comentar los motivos y dijo que el Congreso de la República tiene claro que debe trabajar en la agenda de seguridad que el propio Castresana enumeró en su momento.
Por su parte, Roberto Molina, presidente de la Corte de Constitucionalidad (CC), también lamentó el paso atrás del comisionado y aclaró que los recursos pendientes sobre el proceso de elección de fiscal General serán resueltos conforme a Derecho.
El Gobierno informó que en las próximas horas dará a conocer la postura sobre la renuncia de Castresana mediante un comunicado
Prensa libre 07/06/2010