Benvenuti nel blog “Orizzonte Guatemala”! Siamo un gruppo di amici del Guatemala e con questo strumento di comunicazione e condivisione vogliamo contribuire a fare conoscere l’attualità di questo bellissimo paese, al quale ci legano vincoli di amicizia e di solidarietà con tanti amici guatemaltechi.


sabato 13 aprile 2013

719 - CONTINUA LA RESISTENZA E L’OPPOSIZIONE ALLA HIDROELÉCTRICA A SANTA CRUZ BARILLAS

"Espressioni democratiche di legittima resistenza pacifica della popolazione di Santa Cruz Barillas, Huehuetenango”, così l’Assemblea Dipartimentale di Huehuetenango (ADH) e il Consiglio dei popoli d'Occidente (CPO), hanno qualificato le ultime azioni intraprese per impedire il proseguimento delle attività della centrale idroelettrica.
In un comunicato congiunto, le società hanno annunciato la loro posizione in relazione alle recenti azioni intraprese nel luogo dove si trovano gli impianti idroelettrici della menzionata centrale, le consultazioni della comunità, i dialoghi, le denunce, i memoriali e le trattative non hanno avuto una risposta positiva da parte del governo e degli enti pubblici del paese.
Secondo Francisco Rocael Mateo, leader della comunità, le persone stanno facendo uso dei loro diritti costituzionali e nelle riunioni comunitarie esprimono la loro totale opposizione all’imposizione di progetti privati, che non portano benefici alla popolazione, e invece sono dannosi per le risorse naturali e gli interessi di tutte le comunità.
Il dirigente comunitario ha detto che domenica scorsa centinaia di abitanti di Barillas, vicino al villaggio di Poza Verde, si sono radunati sulla strada a tempo indeterminato e hanno deciso di bloccare il passaggio, avendo considerato che la strada sterrata è stata costruita da loro stessi , senza sostegno istituzionale, così hanno deciso di costruire un muro per impedire il passaggio.
Questa azione da parte della comunità e dei proprietari terrieri attraverso il quale la strada che collega il luogo in cui si trova impianti idroelettrici di Santa Cruz, avvengono a quasi un anno dagli scontri che hanno determinato l’imposizione dello stato d’assedio da parte del governo, per ristabilire l'ordine in questa popolazione.
I leader della comunità temono che un anno dopo i disordini che si sono verificati dopo la morte di uno dei loro compagni, ritorni la violenza, perché ultimamente ci sono state situazioni in cui l'impresa nelle sue denunce danneggia irresponsabilmente il circondario, per questo è stata richiesta la presenza di organizzazioni per i diritti umani per mantenere la sorveglianza.
Cerigua, 09/04/2013

718 - CONTINÚA LA RESISTENCIA Y OPOSICIÓN A LA HIDROELÉCTRICA EN SANTA CRUZ BARILLAS

Como expresiones democráticas en legítima resistencia pacífica de la población de Santa Cruz Barillas, Huehuetenango, calificó la Asamblea Departamental de Huehuetenango (ADH) y el Consejo de Pueblos de Occidente (CPO), las últimas acciones realizadas para evitar la continuidad de la hidroeléctrica en el lugar.
En un comunicado de prensa conjunto, las entidades dieron a conocer su posición con relación con las últimas acciones llevadas a cabo en el lugar donde se encuentran las instalaciones de la referida hidroeléctrica; las consultas comunitarias, los diálogos, las denuncias, memoriales y negociaciones no han tenido una respuesta positiva del gobierno y de las entidades públicas del país.
A decir de Francisco Rocael Mateo, dirigente comunitario, las poblaciones están haciendo uso de sus derechos constitucionales y en los consensos comunitarios, expresan su total rechazo a la imposición de los proyectos privados, los cuales no benefician a la población, por el contrario son lesivos para los recursos naturales y los intereses de todas las comunidades.
El dirigente dijo que el pasado domingo centenares de vecinos de Barillas en las cercanías de la aldea Poza Verde, se agruparon en la carretera por tiempo indefinido y decidieron bloquear el paso al considerar que el camino vecinal fue construido por ellos mismos sin el apoyo institucional, por lo que decidieron levantar un muro para evitar el paso.
Esta acción de los comunitarios y propietarios de los terrenos por donde pasa la mencionada carretera que comunica al lugar donde se ubica las instalaciones de la hidroeléctrica Santa Cruz, se originan casi a una año de los disturbios ocurridos, que originaron la disposición gubernamental de imponer el estado de sitio, para restablecer el orden en esa población.
Los líderes y lideresas comunitarias temen que a un año de ocurridos los disturbios, luego de la muerte de uno de sus compañeros, regresen esas acciones, debido a que últimamente se han registrado situaciones donde la empresa en sus denuncias compromete irresponsablemente al vecindario, por lo que solicitaron presencia de organismos defensores de derechos humanos para que mantengan la vigilancia.
Cerigua, 9/04/2013

717 - CONSEGNATO RISARCIMENTO ALLE VITTIME DEL CONFLITTO ARMATO INTERNO

Il Programma Nazionale di risarcimento (PNR) con sede a San Marcos, ha dato una compensazione economica a 43 vittime superstiti del conflitto armato interno, per un importo di 558.000 quetzales, ha informato il direttore del monitoraggio delle attività nel paese, Otto Raul Pedroza.
Secondo Pedroza, questa è la prima compensazione che viene assegnata quest'anno alle vittime provenienti da 20 comunità di 125 municipi di San Marcos e 4 di Quetzaltenango, la priorità è stata data a persone anziane, disabili e vedove a causa della guerra, ha detto.
Fin dalla sua creazione, è stato stabilito con una decisione governativa il programma di risarcimento sarebbe stato in vigore fino al 2013, ma sono state fatte richieste presso gli organi legislativi ed esecutivi, perché sia esteso fino al 2016, tenendo conto che il database indica che non tutte le esigenze delle vittime sono state soddisfatte, ha detto Pedroza.
Rony Tul Fuentes, delegato del PNR a San Marcos, ha detto che dal 2008 ad oggi ha consegnato il risarcimento in sede locale a 1096 persone vittime del conflitto armato, per 20.885.378 quetzal.
Il PNR prevede cinque misure di riparazione per le persone colpite dal conflitto armato: la compensazione economica, la memoria delle vittime, il sostegno psicosociale e la compensazione materiale, che consiste nella realizzazione di progetti nelle comunità in cui sono stati distrutti i mezzi e le relazioni di produzione, ha detto il delegato.
Tul ha affermato che presso la sede centrale vi è una mappa, che identifica le comunità più vulnerabili alla povertà, che costituiranno la priorità per la realizzazione di progetti e come risposta alle richieste del popolo e dello studio realizzato, che garantisca la fattibilità e la sostenibilità.
I progetti produttivi che saranno avviati a partire da quest'anno e le compensazioni economiche, fanno parte della restituzione della dignità delle vittime di quel conflitto e come meritato tributo alla loro memoria, l'impegno è quello di produrre e investire risorse in modo responsabile per migliorare le condizioni famiglie, ha concluso il delegato.
Cerigua, 1/04/2013

716 - ENTREGAN RESARCIMIENTO A VÍCTIMAS DEL CONFLICTO ARMADO INTERNO

El Programa Nacional de Resarcimiento (PNR) con sede regional en San Marcos, entregó la compensación económica a 43 víctimas sobrevivientes del conflicto armado interno, por un monto de 558 mil quetzales, informó el encargado del monitoreo de las actividades en el país, Otto Raúl Pedroza.
A decir de Pedroza, este es el primer resarcimiento que se otorga este año a víctimas procedentes de 20 comunidades de 125 municipios de San Marcos y cuatro de Quetzaltenango; se dio prioridad a personas de edad avanzadas, con discapacidad y a viudas como secuelas de la guerra, indicó.
Desde su creación se estableció mediante un acuerdo gubernativo que el programa tendría vigencia hasta el 2013, pero se realizan gestiones ante los organismos Legislativo y Ejecutivo, para que se amplíe hasta el 2016, tomando en cuenta que la base de datos refleja que las necesidades de la totalidad de víctimas no están cubiertas, señaló Pedroza.
Rony Tul Fuentes, delegado del PNR en San Marcos, destacó que a partir de 2008 a la fecha se ha entregado el resarcimiento en esa sede local, a 1 mil 96 personas afectadas por el conflicto armado interno, por 20 millones 885 mil 378 quetzales.
El PNR contempla cinco medidas de reparación integral para los afectados por el enfrentamiento armado; la compensación económica, la dignificación de las víctimas, el apoyo psicosocial y la indemnización material, que consiste en la implementación de proyectos en las comunidades donde se perdieron los medios y las relaciones de producción, indicó el delegado.
Tul destacó que en la sede se maneja un mapa, en el que se señalan las comunidades más vulnerables a la pobreza, las que serán priorizadas para la creación de los citados proyectos y como respuesta de las demandas de las poblaciones y del estudio realizado, que garantice su factibilidad y sostenibilidad.
Los proyectos productivos que se implementarán a partir de este año y los resarcimientos económicos, forman parte de la dignificación de las víctimas mortales del citado conflicto y como un merecido homenaje a su memoria, el compromiso es producir e invertir responsablemente los recursos para mejorar las condiciones de las familias, concluyó el delegado.
Cerigua, 1/04/2013

715 - MARZO, IL MESE PIÙ VIOLENTO

Marzo è stato, fino ad ora nel 2013, il mese più violento in Guatemala, al di sopra dello stesso periodo dello scorso anno, con un totale di 495 morti, secondo cifre dell'Istituto Nazionale di Scienze Forensi (Inacif), pubblicate in Prensa Libre.
Nel terzo mese del 2012 il numero di morti causati da coltelli, armi da fuoco, strangolamento e smembramento, era stato di 423 vittime cioè 72 casi in meno di quest'anno; le ferite da arma da fuoco continuano ad essere la causa della maggior parte dei decessi di guatemaltechi, sottolinea il rapporto.
Il giornale ha intervistato il ministro dell'Interno, Mauricio López Bonilla, che ha notato che l'origine della violenza in Guatemala è legata al gran numero di armi illegali in mano ai privati​​, il problema è dovuto al traffico illegale di armi, in particolare nei centri urbani dove i membri delle bande sono abituati ad acquistare e utilizzare questi armi per commettere estorsioni, omicidi e spaccio di droga.
Lopez Bonilla ha sottolineato che il ministero si è impegnato a togliere dalla strada le armi illegali, e inoltre a prevenire, reagire e punire penalmente i criminali, insieme con il Tribunale.
Cerigua, 2/04/2013

714 - MARZO, EL MES MÁS VIOLENTO

Marzo ha sido, en lo que va del 2013, el mes más violento en Guatemala, por arriba del mismo período del año anterior, con un total de 495 muertes, según cifras del Instituto Nacional de Ciencias Forenses (Inacif), publicadas en Prensa Libre.
En el tercer mes de 2012 la cantidad de muertes, por arma blanca, armas de fuego, estrangulamiento o desmembramiento, fue de 423; 72 casos menos que este año; las heridas con armas de fuego continúan siendo la causa de mayor número de muertes de guatemaltecos, señala la información.
El matutino entrevistó al Ministro de Gobernación, Mauricio López Bonilla, quien señaló que el origen de la violencia en Guatemala es el gran número de armas ilegales en manos de particulares; el problema se debe al tráfico ilegal, particularmente en los centros urbanos, donde los pandilleros están acostumbrados a comprar y utilizar estos artefactos, para cometer extorsiones, sicariato y narcomenudeo.
López Bonilla subrayó que esa cartera se ha concentrado en sacar de las calles las armas ilegales, además de prevenir, reaccionar y sancionar penalmente a los criminales, junto con el Ministerio Público.
Cerigua, 2/04/2013

martedì 9 aprile 2013

713 - I BAMBINI SONO STATI SEQUESTRATI E PRIVATI DELLA LORO IDENTITÀ E CULTURA

Con strazianti testimonianze, che hanno raggiunto il numero 98, è continuato il processo per genocidio contro i militari José Efraín Ríos Montt e Jose Mauricio Rodriguez Sanchez. Jacinto, che era un bambino nel 1982, racconta che il giorno in cui esercito è arrivato al suo villaggio, vide come uccisero la madre con un machete, anche il suo fratello è stato ucciso, mentre l'interprete che ha accompagnato i soldati gli disse: "Non piangere, altrimenti stesso accadrà a te", poi i soldati lo presero in elicottero insieme ai suoi fratelli e li portarono in capitale e in Petén dove ha vissuto in diverse case per i bambini da dare in adozione. Egli riferisce che dormiva in una casa dove è stato maltrattato dalla signora che curato.
"Io non parlo Ixil, quando mi hanno preso i soldati parlava Ixil al cento per cento, ora parlo solo spagnolo" ha spiegato Jancinto alla Corte. Quando ha raggiunto la maggiore età ha cercato di ottenere i documenti di identità, ma in comune gli hanno detto che quei cognomi non esistevano, ed è stato allora che si rese conto che l'esercito aveva falsificato la sua identità. Con il supporto di alcune organizzazioni, scoprì che aveva ancora la famiglia che lo stava cercando. Fu così che dopo 22 anni si è riunito con i suoi zii, ha visitato il luogo di nascita e ha saputo che i suoi genitori assassinati erano stati riesumati.
Jacinto è una testimonianza vivente di come la strategia militare ha strappato l’identità culturale dei bambini, portandoli via dalle loro famiglie e dalla comunità. Questa pratica è stata utilizzata da altri eserciti, come nel caso dell'Argentina, dove i militari adottavano i bambini e le bambine dei detenuti scomparsi. La vita di questo bambino, Jacinto, è stata completamente alterata quando è sottoposto ad abusi e inoltre a crescere senza collegamento con la cultura Maya Ixil. Questa testimonianza si inserisce nel quarto elemento del crimine di genocidio.
Un altro elemento del crimine di genocidio illustrato in udienza, è stata la morte dei bambini, in modo da evitare che il popolo Ixil possa crescere e riprodursi. La testimonianza di Francisco racconta: "A mia figlia hanno aperto il petto ed estratto il cuore", "Che colpa aveva la mia bambina?” dice. Cecilia, una donna Ixil ha dichiarato: "Ho sofferto con i miei figli perché non avevo niente, ho dormito sotto la pioggia con loro." Un altro testimone Juan disse di aver visto che sparavano a suo cognato e a uno dei bambini: “La pallottola è entrata dal petto ed è uscita dalla spalla … dato che non sono morti gli hanno tagliato la gola”. E’ stato così che le dichiarazioni hanno fatto conoscere le condizioni disumane e le violazioni dei diritti di molti bambini durante il conflitto armato, alcuni sono rimasti orfani, altri sono stati uccisi e altri sono stati portati a vivere con sconosciuti e di una cultura diversa.
Donne e gli uomini Ixil hanno continuato a spiegare alla Corte come i soldati hanno bruciato le loro case, distrutto i loro campi di grano, stuprato le donne, soprattutto quando erano stati catturati i loro mariti ed erano sole, e hanno anche indicato che molte sono state costrette a cucinare per i soldati , che indica ancora il modello sistematico della violenza contro le donne utilizzata come arma di guerra e mediante la schiavitù.
Nella giornata di ieri pomeriggio martedì, il Tribunale ha informato le parti delle prove documentali.
Dopo quattro ore di revisione dei documenti, Rios Montt ha contestato quattro di queste prove: la Commissione per il chiarimento storico, il Piano Operativo Sofia, il Manuale della Guerra contro insurrezionale e le Perizie storiche. A questo proposito il giudice ha chiarito che queste obiezioni saranno valutate nel momento in cui la Corte delibererà e quindi la sua risoluzione sarà indicata al momento della sentenza.
Domani continuerà il dibattimento orale e pubblico dalle 8.30 e si presenteranno testimoni qualificati tramite video conferenza e indagini.
Guatemala, 3/04/2013

 Associazione per la Giustizia e la Riconciliazione AJR
Centro per i diritti umani CALDH azione legale
Independent Media Center
www.paraqueseconozca.blogspot.com

712 - NIÑAS Y NIÑOS FUERON ROBADOS Y PRIVADOS DE SU IDENTIDAD Y SU CULTURA

Con testimonios desgarradores que suman ya 98, continuó hoy el juicio por genocidio contra los militares José Efraín Ríos Montt y José Mauricio Rodríguez Sánchez. Jacinto, quien en 1982 era un niño, relata que el día que llegó el ejército a su aldea vio como mataron a su madre de un machetazo, también murió su hermano, mientras el intérprete que acompañaba a los soldados le decía: “No llores, si no lo mismo te va a pasar a vos”, después los soldados se lo llevaron en helicóptero junto con sus otros hermanos a la capital y a Petén en donde vivió en diferentes hogares para niños con el fin de ser dado en adopción. Relata que dormía en una casa donde era maltratado por la señora que lo
cuidaba.
“Ya no hablo Ixil, cuando me llevaron los soldados sí hablaba cien por ciento Ixil, ahora hablo solo español” explicó Jancinto al Tribunal. Al cumplir la mayoría de edad intentó tramitar su cédula de vecindad, sin embargo en la municipalidad le indicaron que esos apellidos no existían, fue entonces cuando él se dio cuenta que el ejército le había falsificado su identidad. Con apoyo de organizaciones se enteró que aún tenía familia quien lo buscaba. Fue así como después de 22 años se reencontró con sus tíos, visitó el lugar donde nació y supo que a sus padres asesinados ya los habían exhumado.
Jacinto es un testimonio vivo de cómo la estrategia militar arrancó de los menores su identidad cultural, robándolos y alejándolos de sus familiares y su comunidad. Esta práctica ha sido utilizada por otros ejércitos, como es el caso de Argentina donde incluso los militares se quedaban con los hijos/as de las personas detenidas desaparecidas. La vida de este niño, Jacinto, se vio completamente alterada al ser sometido a malos tratos y además, crecer sin su vínculo con la cultura maya Ixil. Este testimonio encaja en el elemento cuatro del delito del genocidio.
Otro elemento del delito del genocidio ilustrado en la audiencia de hoy, fue la muerte de niños y niñas, con lo que se impide que el pueblo ixil pueda crecer, reproducirse. El testimonio de Francisco relata: “A mi hija le abrieron el pecho y le sacaron el corazón”, “¿Qué culpa tenía mi niña?” indica. Cecilia, una mujer ixil explicó “sufrí con mis hijos porque no tenía nada, dormí bajo la lluvia con ellos”. Otro testigo Juan explicó que vio que dispararon a su cuñado y a unos niños: “la bala entró por el pecho y les salió por la espalda…y como no murieron, les cortaron el pescuezo”.
Fue así como las declaraciones dieron a conocer las condiciones inhumanas y la violación a los derechos de muchos niños y niñas durante el conflicto armado, a quienes después de dejarlos en la orfandad, a algunos los mataron y otros fueron llevados a vivir con personas desconocidas y de otra cultura diferente.
Mujeres y hombres ixiles continuaron explicando al Tribunal cómo los soldados del ejército quemaron sus casas, destruyeron su milpa y violaron a mujeres, sobre todo cuando capturaban a sus esposos y se quedaban solas, y también indicaron que a varias las obligaban a cocinar para los soldados, lo que sigue indicando el patrón sistemático de la violencia contra las mujeres utilizada como arma de guerra y mediante la esclavitud.
En la jornada de ayer martes por la tarde, el Tribunal dio a conocer a las partes procesales del caso las pruebas documentales. Después de cuatro horas de revisión de los documentos, Ríos Montt objetó cuatro de dichas pruebas: la Comisión para el Esclarecimiento Histórico, el Plan de Operación Sofía, el Manual de Guerra Contrainsurgente y el Peritaje de Histórico. Al respecto la Jueza ACLARÓ que esas objeciones serán evaluadas en el momento en que el Tribunal delibere y por tanto su resolución será indicada al momento de dictar la SENTENCIA.
Mañana continuará el debate oral y público a partir de las 8.30 horas, se presentarán testigos calificados por medio de videoconferencias y peritajes.
Guatemala, 03 de abril de 2013

Asociación para la Justicia y Reconciliación AJR
Centro para la Acción Legal en Derechos Humanos CALDH
Centro Medios Independientes
www.paraqueseconozca.blogspot.com

sabato 30 marzo 2013

711 - EFRAÍN RÍOS MONTT INCRIMINATO PER GENOCIDIO IN GUATEMALA

Documenti statunitensi e guatemaltechi presentano l’ascesa al potere del dittatore.
Il nuovo processo per genocidio di Efrain Rios Montt, generale dell'esercito in pensione ed ex dittatore del Guatemala, si apre oggi con la presentazione dei primi testimoni dell'accusa. Il processo avrà luogo nonostante i ripetuti sforzi da parte degli avvocati della difesa per arrestare il procedimento con ricorsi legali e un'offerta di amnistia. Il 12 marzo, la Corte Costituzionale ha respinto la richiesta di amnistia, una volta per tutte, aprendo la strada all’inizio del processo.
Insieme al suo ex capo dell'intelligence, Mauricio José Rodríguez Sánchez, Ríos Montt è accusato di essere l’ideatore di una violenta campagna controinsurrezionale durante il suo regime 1982-1983, campagna che ha cercato di distruggere le forze della guerriglia e tutti coloro che l’hanno sostenuta. L'accusa sostiene la responsabilità dei due uomini per quindici massacri documentati nella regione Ixil, del dipartimento di Quiché, che hanno causato la morte di 1771 uomini disarmati, donne e bambini.
Chi è Efraín Ríos Montt? All’inizio del processo, il National Security Archive offre questo breve abbozzo biografico e una descrizione primi mesi del generale al potere per comprendere l'uomo, il suo ruolo di dittatore militare del Guatemala, e i reati per i quali è stato incriminato. Le informazioni provengono non solo da documenti declassificati americani rilasciati sotto FOIA, ma da documenti segreti militari guatemaltechi ottenuti dall'Archivio in anni di ricerca per conto del Progetto di Documentazione del Guatemala. Nelle prossime settimane offriremo ulteriori analisi e documenti sulla strategia anti-insurrezionale dell'esercito guatemalteco sotto Ríos Montt e l'impatto che aveva tra le comunità Maya Ixil nella regione del paese.
Nato nel dipartimento nord-occidentale di Huehuetenango, l’educazione militare di Efraín Ríos Montt è iniziata con quattro anni di Accademia militare guatemalteca, un corso di fanteria presso la Scuola delle Americhe a Panama nel 1950, e la formazione anti-insurrezionale a Fort Bragg in North Carolina nel 1961. La sua carriera è proseguita nell’esercito guatemalteco con posizioni nella prestigiosa Brigata Mariscal Zavala (1963-1967), poi Maggiore dell'esercito (1967-68), e l'Ufficio di Ispettore Generale (1968). [DOD 4/2/74] Nel 1969, Ríos Montt è stato nominato comandante della Brigata Guardia d'Onore, poi della Brigata Mariscal Zavala, e dal 1970-72 è stato direttore dell'Accademia Militare, dove ha conquistato la fedeltà dei giovani ufficiali ai suoi ordini. Divenne Capo di Stato Maggiore nel 1972. [DIA 3/23/82]
Dopo tre mesi negli Stati Uniti come Direttore degli Studi del Collegio di Difesa Interamericano nel 1973, è tornato in Guatemala con aspirazioni politiche e si è presentato come candidato presidenziale del Partito Popolare Democratico nel 1974. Ha perso in una elezione nella quale ha ampiamente creduto di essere stato defraudato da Kjell Laugerud e successivamente è andato in Spagna come addetto militare negli anni 1974-1977. E' poi tornato in Guatemala ed è rimasto in servizio attivo senza assegnazione fino al colpo di stato contro il presidente Romeo Lucas García, quando il sostegno all'interno del corpo dei giovani ufficiali lo proiettò verso la leadership del paese. [DIA e DIA 3/23/82 3/27/82]
Il colpo di stato mise il Guatemala sotto il controllo di una giunta militare provvisoria guidata da Rios Montt e da altri due ufficiali dell'esercito, il generale Horacio Maldonado Schaad e il colonnello Francisco Luis Gordillo. Anche se non universalmente rispettato all'interno delle forze armate a causa della sua personalità eccentrica e della fede religiosa evangelica, Ríos Montt era considerato un funzionario del ministero la cui sconfitta nelle elezioni presidenziali del 1974, palesemente fraudolenta, ha dato una "reputazione di onestà" tra i giovani ufficiali, secondo un rapporto dall'Ufficio di presidenza del Dipartimento di Stato di Intelligence e Ricerca. [8/4/82 EUR]
Subito dopo il colpo di stato, la giunta ha sospeso la Costituzione del 1965 e sciolto il Congresso. [Ordine generale 7-82]. Al contrario, il governo avrebbe dovuto operare sulla base di un nuovo "Statuto fondamentale del governo" (Decreto Legge 24-82, Statuto Fondamentale di Governo), firmato il 27 aprile 1982. Lo Statuto ha dichiarato che i militari avrebbero dovuto assumere le funzioni del potere esecutivo e del potere legislativo, affermando: "Le funzioni legislative saranno svolte dal governo militare per mezzo di leggi deliberate per questo." [EFG Articolo 4, pagina 2]. Il documento ha dato alla giunta il comando delle forze armate, così come il quadro giuridico per l'attuazione della sua strategia politica, presentato nel Piano nazionale per la sicurezza e lo sviluppo (PNSD).
Il PNSD, un documento chiave redatto da un gruppo di lavoro dello Stato Maggiore dell'Esercito e dal Centro per gli Studi Militari il 1 ° aprile 1982, denunciava il deterioramento della stabilità del paese e proponeva un piano radicale per trasformare la società con un "nazionalismo compatibile con le tradizioni del paese. "Lo Stato avrebbe agito come motore di un progetto di contro-insurrezione che avrebbe coordinato le dimensioni "politiche, economiche, psico-sociale e militare" della vita nazionale, per sconfiggere la guerriglia. Al fine di raggiungere i propri scopi, il PNSD raccomandava, tra gli altri obiettivi, la concessione di una maggiore capacità legale anti-sovversive ad enti governativi; migliorare le operazioni di sicurezza interna, aumentando l'intelligence militare e la creazione di un piano di controllo della popolazione. Il Piano ha richiesto l'applicazione di "azione psicologica a tutti i livelli," il monitoraggio delle condizioni economiche che hanno favorito la sovversione, la promozione di soluzioni, e la creazione di un processo di "formazione ideologica nazionale." Il PNSD era un riflesso degli intenti della giunta di sfruttare tutte le azioni dello Stato, compreso lo sviluppo rurale e i programmi sociali, a sostegno delle forze controinsurrezionali. [Plan Nacional de Seguridad y Desarrollo]
Insieme, il Piano nazionale e lo Statuto fondamentale di governo garantirono alla giunta un quadro politico e giuridico in cui le forze armate avrebbero potuto operare liberamente per adottare tutti i mezzi necessari per schiacciare l'insurrezione. Decreti legge aggiuntivi permisero ai militari di espandere la propria giurisdizione in tutti gli affari dello Stato, assicurando che nessun'altra istituzione avrebbe interferito con i loro obiettivi di contro-insurrezione. Le leggi concessero alle forze armate una maggiore flessibilità operativa e ampliarono la loro autorità su settori civili della società guatemalteca. Il Decreto legge 44-82, per esempio, ha mobilitato la popolazione civile in pattuglie [Ordine Generale 18-82]; il Decreto Legge 47-82 ha creato nuovi comandi speciali militari per l’aviazione civile e per i riservisti di marina. [Ordine Generale 19-82]. Queste e altre misure servivano a creare strutture di contro-insurrezione negli altopiani, che erano parte integrante dello sforzo bellico, creando le infrastrutture necessarie per effettuare operazioni di “terra bruciata” contro la popolazione civile nelle zone di conflitto.
Dopo aver accettato la presidenza della giunta, Ríos Montt si è affrettato a affermare il controllo sulle forze armate, a consolidare la sua base di potere e minare potenziali congiure contro insurrezionali. Ordinò una nuova assegnazione di massa di centinaia di agenti, spostando molti dei quali da posti importanti all'interno dello staff presidenziale e della guardia nella capitale a posizioni tattiche in basi isolate nelle campagne. [Ordine Generale 10-82]. Nel febbraio 1983, più della metà di quelli nominati sono stati trasferiti o sollevati di nuovo. Questo era il modo Ríos Montt di "mantenere la leadership militare e l'equilibrio ed evitare la creazione di centri di potere" che avrebbero potuto sfidarlo o cacciarlo. [Ambasciata degli Stati Uniti, 2/18/83]
La US Defense Intelligence Agency descriveva un iniziale test di abilità di Ríos Montt nel mantenere la disciplina militare su giovani ufficiali, quando un gruppo di loro si era opposto alla sua decisione di nuove assegnazioni di massa, mediante l’Ordine Generale n.10, rilasciato il 12 aprile 1982. I capitani Mario S. López Serrano, Roberto Letona Hora e Otto Pérez Molina - oggi il presidente eletto del Guatemala - sono stati scelti per operazioni presumibilmente illegali e il coinvolgimento in una congiura contro insurrezionale, e brevemente arrestati e confinati nella Base Brigata d’Onore. Sono stati liberati da Ríos Mont il giorno successivo, dopo aver consultato il gruppo della Giunta consultiva, ma la sua decisione è stato accolta. Prima che fossero rilasciati, Ríos Montt ha parlato in privato con i tre, avvertendoli che le prove della loro corruzione sarebbero state rese pubbliche se la loro opposizione ai trasferimenti degli ufficiali fosse continuata. Successivamente ogni ufficiale del gruppo dissidente che è stato riassegnato dall'Ordine generale è entrato in servizio. [DIA, 5/10/82]
Settantotto giorni dopo il colpo di stato, Ríos Montt sciolse la Giunta e nominò se stesso presidente del Guatemala. [Ordine Generale 15-82]. L'amnistia che era stata dichiarata il 24 maggio per i reati politici commessi da "membri delle fazioni sovversive" o da membri delle forze di sicurezza è venuta meno il 30 giugno e il 1° luglio Ríos ha dichiarato un mese di stato d'assedio. Egli ha sostenuto che 1.857 persone hanno ottenuto l'amnistia, ma – secondo affermazioni citate dall'ambasciata degli Stati Uniti - era necessario andare oltre "coloro che hanno portato il caos in Guatemala ... coloro che offrono il paradiso rosso della schiavitù, coloro che hanno scatenato la catena della morte". Allo scopo di porre fine alla rivolta e istituire la giustizia al posto dell’ "abuso di potere", che aveva avuto come conseguenza il ritrovamento di cadaveri abbandonati ogni giorno sul ciglio della strada, Ríos Montt ha annunciato la creazione di tribunali speciali, che avrebbero cercato i sovversivi e punito i colpevoli. Ha detto che la "battaglia finale" contro i guerriglieri era iniziata e che sarebbe stata una "lotta senza confini." [Ambasciata degli Stati Uniti, 7/1/82]
***
Per una sintesi del processo in corso, commenti e analisi, vedere un nuovo sito lanciato dalla Open Society Justice Initiative, in collaborazione con il National Security Archive, l'International Center for Transitional Justice, CEJIL e il nuovo sito guatemalteco Plaza Pública:
http://www.riosmontt-trial.org/
Kate Doyle, National Security Archive Electronic Briefing Book No. 419,
19/03/2013

710 - INDICTED FOR GENOCIDE: GUATEMALA'S EFRAÍN RÍOS MONTT

U.S. and Guatemalan Documents Trace Dictator's Rise to Power
The groundbreaking genocide trial of Efraín Ríos Montt, retired army general and former dictator of Guatemala, opens today with the presentation of the prosecution's first witnesses. The trial will take place despite repeated efforts by defense lawyers to halt the proceedings with legal appeals and a bid for amnesty. On March 12, the Constitutional Court rejected the amnesty request once and for all, clearing the way for the trial to begin.
Along with his former intelligence chief, José Mauricio Rodríguez Sánchez, Ríos Montt stands accused of masterminding a violent counterinsurgency campaign during his 1982-83 regime that sought to destroy opposing guerrilla forces and anyone who supported them. The indictment accuses the two men of responsibility for fifteen documented massacres in the Ixil region of the country's Quiché department, resulting in the deaths of 1,771 unarmed men, women and children. Read more about the charges and defense tactics
here; and about the evidentiary hearing that led to today's oral or "debate" phase here.
Who is Efraín Ríos Montt? As the trial gets underway, the National Security Archive offers this brief biographic sketch and a description of the general's first months in power to provide background for understanding the man, his role as military dictator of Guatemala, and the crimes for which he has been indicted. The information comes not only from declassified U.S. documents released under FOIA, but from secret Guatemalan military documents obtained by the Archive through years of research on behalf of the Guatemala Documentation Project. In the coming weeks, we will offer additional analysis and documents about the Guatemalan army's counterinsurgency strategy under Ríos Montt and the impact he had among Mayan communities in the country's Ixil region.
Born in the northwestern department of Huehuetenango, Efraín Ríos Montt's military education began with four years at the Guatemalan Military Academy, an infantry course at the School of the Americas in Panama in 1950, and counterinsurgency training at Fort Bragg in North Carolina in 1961. He rose through the ranks of the Guatemalan army with positions in the prestigious Mariscal Zavala Brigade (1963-67), Army General Staff (1967-68), and Office of Inspector General (1968). [
DOD 4/2/74] In 1969, Ríos Montt was named commander of the Honor Guard Brigade, then of Mariscal Zavala, and from 1970-72 served as director of the Military Academy, where he won the loyalty of the junior officers enrolled under him. He became Army Chief of Staff in 1972. [DIA 3/23/82]
After three months in the United States as Director of Studies of the Inter-American Defense College in 1973, he returned to Guatemala with political aspirations and ran as the Christian Democratic Party's presidential candidate in 1974. He lost in an election widely believed to have been stolen by Kjell Laugerud and went to Spain as military attaché in 1974-1977. He then returned to Guatemala and remained on active duty without assignment until the coup against President Romeo Lucas García, when support within the junior officer corps propelled him into the country's leadership. [
DIA 3/23/82 and DIA 3/27/82]
The coup placed Guatemala under the control of a Provisional Military Junta led by Ríos Montt and two other army officers, Gen. Horacio Maldonado Schaad and Col. Francisco Luis Gordillo. Although not universally respected within the military due to his eccentric personality and evangelical religious views, Ríos Montt was considered a professional officer whose defeat in the blatantly fraudulent presidential election of 1974 gave him a "reputation for honesty" among younger officers, according to a report by the State Department Bureau of Intelligence and Research. [
INR 8/4/82]
Immediately after the coup, the junta suspended the 1965 Constitution and dissolved Congress. [
Orden General 7-82] Instead, the government would operate under a new "Fundamental Government Statute" (Decree Law 24-82, Estatuto Fundamental de Gobierno), signed on April 27, 1982. The statute declared that the military would take over the functions of the executive branch as well as the legislature, stating, "The legislative functions will be carried out by the military government by means of decreed laws." [EFG Article 4, page 2] The document gave the junta command over the armed forces, as well as the legal framework for the implementation of its political strategy, laid out in the National Plan for Security and Development (PNSD).
The PNSD, a key document drafted by a working group from the Army General Staff and the Center for Military Studies on April 1, 1982, decried the deterioration of the country's stability and proposed a sweeping plan to transform society with a "nationalism compatible with the traditions of the country." The State would act as the engine of a counterinsurgency project that would coordinate the "political, economic, psychosocial and military" dimensions of national life to defeat the guerrillas. In order to achieve its goals, the PNSD recommended, among other objectives, granting increased legal capacity to anti-subversive government entities, improving internal security operations, augmenting military intelligence and creating a plan for population control. The Plan called for the application of "Psychological Action at every level," the monitoring of economic conditions that fostered subversion, the promotion of solutions, and the establishment of a process for "national ideological formation." The PNSD was a reflection of the Junta's intent to harness all actions of the State, including rural development and social programs, in support of the counterinsurgency. [
Plan Nacional de Seguridad y Desarrollo]
Together, the National Plan and the Fundamental Government Statute provided the junta with a political and legal framework within which the armed forces could operate freely to take whatever means necessary to crush the insurgency. Additional decree laws permitted the military to expand their jurisdiction into all affairs of state, ensuring that no other institution interfered with their counterinsurgency objectives. The laws granted the armed forces greater operational flexibility and expanded their authority over civilian sectors of Guatemalan society. Decree Law 44-82, for example, mobilized the civilian population into patrols [
Orden General 18-82]; Decree Law 47-82 created new Special Military Commands for civilian air force and naval reservists. [Orden General 19-82] These and other measures served to establish counterinsurgency structures in the highlands that were integral to the war effort, creating the infrastructure necessary to carry out scorched earth operations against the civilian population in conflict zones. After accepting the junta presidency, Ríos Montt moved quickly to assert control over the armed forces, consolidate his power base and undermine potential countercoup plotting. He ordered a massive reassignment of hundreds of officers, moving many of them out of important posts within the presidential staff and guard in the capital to tactical positions dispersed on bases across the countryside. [Orden General 10-82] By February 1983, more than half of those appointed had been transferred or relieved again. This was Ríos Montt's way to "keep the military leadership off balance and prevent the establishment of power bases" that might challenge or oust him. [US Embassy, 2/18/83]
The U.S. Defense Intelligence Agency described an early test of Ríos Montt's ability to maintain military discipline over powerful young officers when a group of them opposed his decision to order massive reassignments through General Order No. 10, issued on April 12, 1982. Captains Mario S. López Serrano, Roberto Letona Hora and Otto Pérez Molina - today the elected president of Guatemala - were singled out for allegedly corrupt dealings and involvement in countercoup plotting, and briefly arrested and confined on the Honor Brigade base. They were freed by Ríos the next day after he consulted with the Junta advisory group, but his point was made. Before they were released, Ríos reportedly spoke privately with the three, warning them that evidence of their corruption would be made public if their opposition to the officer transfers continued. Subsequently every officer from the dissident group who was reassigned by the General Order turned up for duty. [
DIA, 5/10/82]
Seventy eight days after the coup, Ríos Montt disbanded the junta and named himself President of Guatemala. [
Orden General 15-82] An amnesty that had been declared on May 24 for political crimes committed by "members of subversive factions" or by members of the security forces was ended on June 30, and on July 1 Ríos declared a month-long state of siege. He claimed that 1,857 people turned themselves in under the amnesty, but - as the US Embassy quoted him as saying - it was now necessary to go after "those who have brought chaos to Guatemala… those who offer the red paradise of slavery, those who have unleashed the chain of death." In order to end the insurgency and institute justice in place of the "abuse of power," which had resulted in bodies found daily by the roadside, Ríos Montt announced the creation of special tribunals that would try subversives and execute those found guilty. He said the "final battle" against the guerrillas had begun and it would be a "fight without limits." [US Embassy, 7/1/82]
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For ongoing trial summaries, commentary and analysis, see a new Website launched by the Open Society Justice Initiative in partnership with the National Security Archive, the International Center for Transitional Justice, CEJIL and the Guatemalan news site Plaza Pública:
http://www.riosmontt-trial.org/
Kate Doyle, National Security Archive Electronic Briefing Book No. 419,
19/03/2013